• Marco Cavalletti

È Tom Thibodeau il pezzo mancante per la crescita di Ntilikina?

In molti vedono già Thibodeau a capo della panchina dei Knicks, e l’ex coach dei Bulls potrebbe aiutare immensamente il giovane Frank Ntilikina.



Questo articolo, scritto da Tyler Marko per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 24 aprile 2020.



Tre stagioni, 178 gare disputate e una media di 6.0 punti a partita con il 36.6% dal campo. Ad un’occhiata veloce, risulta facile capire perché alcuni dei tifosi Knicks abbiano già esaurito la loro dose di pazienza con Frank Ntilikina, il 21enne francese scelto da New York con l’ottava scelta assoluta nel Draft del 2017 (rispettivamente cinque e sei posizioni più in alto di All-Star come Donovan Mitchell e Bam Adebayo).


La point guard del futuro immaginata da Phil Jackson è diventata in fretta il giocatore più polarizzante dell’era post-Carmelo Anthony. Una parte dei fan vede solo i tiri che si infrangono sul ferro e l’esitazione nell’attaccare il canestro, mentre l’altra fazione - della quale io mi ritengo parte - si concentra sulla versatilità difensiva e sulla capacità di orchestrare un attacco quando riesce a giocare con fiducia.

Sono stati scritti fiumi di parole attorno alla possibilità di vedere o non vedere Ntilikina nel roster dei Knicks del futuro, specialmente dopo alcune voci secondo cui il presidente Leon Rose propenderebbe verso la seconda opzione.

Dunque perfino il più timido segno di appoggio, sia pure una semplice esitazione di fronte all’idea di liberarsi del francese, rappresenta un forte cambiamento nelle comunicazioni dei Knicks. Come afferma Ian Begley, infatti, i Knicks sembravano prima disposti a separarsi da Ntilikina in cambio di una semplice seconda scelta.

Se poi si combina questa ritrovata fiducia da parte dell’organizzazione alle voci secondo cui l’ex coach di Bulls e Timberwolves Tom Thibodeau sarebbe l’opzione prediletta di Leon Rose, allora potrebbe sembrare improvvisamente probabile che le stelle siano finalmente in posizione per il salto di qualità di Ntilikina.


Il 2010 sembra passato da una vita, ma sotto la guida di Tom Thibodeau Derrick Rose è sbocciato ed è diventato MVP della Lega, Joakim Noah è diventato All-Star e àncora difensiva della squadra, e Taj Gibson è passato dall’essere una scelta di fine primo round a solida terza opzione in una squadra da Playoffs.


Alcuni potranno controbattere dicendo che Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins non si sono propriamente trasformati in difensori di prima fascia sotto Thibs. Ma la colpa è sua, o dei giocatori stessi? La Lega si è lasciata Thibs e i suoi metodi alle spalle, o per qualche ragione alcuni giocatori non raggiungeranno mai il loro potenziale difensivo? Probabilmente, la risposta a questa domanda arriverà solo dopo che Thibodeau avrà lavorato con Ntilikina e Mitchell Robinson, altro prospetto principalmente difensivo nella rosa dei Knicks.


La cosa che sarebbe ironica nella gestione dei Knicks e di Ntilikina da parte di Thibodeau è che la principale recriminazione dei teorici del complotto diventerebbe la loro più grande paura; conoscendo Thibs, infatti, l’ultima cosa che Frank vorrà sarà giocare più minuti. L’unica preoccupazione diventerà il possibile riacuttizzarsi del problema all’inguine del francese, visto il carico di lavoro aumentato. Sperando anche in un po’ di fortuna, però, il coach cercherà di trovare il giusto equilibrio fra seppellire il giocatore sotto la panchina e farlo giocare finché non si tramuterà in cenere. Speriamo bene.


Se questo equilibrio venisse effettivamente trovato, allora le cose potrebbero davvero iniziare a farsi interessanti. Senza la preoccupazione costante di essere sostituito al minimo errore, Ntilikina potrebbe finalmente trovare il suo ritmo offensivo e mantenerlo per più di una manciata di partite. Di segnali incoraggianti ce ne sono sempre stati; forse l’assenza di continuità fa semplicemente parte della sua identità da giocatore, ma se così non fosse, Ntilikina dovrà attraversare momenti difficili per trovare il suo vero io cestistico. E i giocatori di Thibodeau tendono a ricevere tutti i minuti per raggiungere quel traguardo.



Ad essere onesti, Thibs non sarebbe la mia prima scelta. Quella andrebbe a Kenny Atkinson, che è recentemente stato in grado di risollevare i Nets dalla deriva e condurli ai Playoffs. La sua visione moderna dell’attacco metterebbe Ntilikina (e tutti gli altri giovani dei Knicks) nelle condizioni migliori per brillare in quella metà campo, ovvero quella in cui Frank deve crescere di più. Tuttavia, sono state ben poche le voci (affidabili) secondo cui Atkinson potesse approdare a New York sponda Knicks. Entrambi gli allenatori sono transitati sulla panchina dei Knicks come assistenti, ma con la dirigenza di Rose è difficile credere che le cose rimarranno come prima.


A prescindere dalle diverse opinioni riguardo il gioco di Ntilikina, l’organizzazione è stata fin troppo dura con lui, arrendendosi sul suo sviluppo molte volte, presumibilmente perché era stata la scelta di Phil Jackson.


Sia Thibs che Atkinson hanno lavorato con organizzazioni vincenti dopo aver lasciato i Knicks. Thibodeau è stato ai Rockets di McGrady e Yao Ming prima di approdare sulla panchina dei Celtics dei Big Three di Doc Rivers. Prima di diventare il capo allenatore dei Nets, Atkinson ha lavorato negli Hawks di Budenholzer.


Sono queste le franchigie che i Knicks dovrebbero prendere come esempio.


Non importa quanto poco valore avesse Ntilikina agli occhi del precedente front office; è doveroso per l’amministrazione attuale farlo crescere quanto possibile, anche solo per incrementarne il valore sul mercato.


E questo ci porta al cuore di questa nuova situazione per i Knicks e Ntilikina: non importa quanto a Rose possa piacere Frank, il giovane potrebbe essere spedito via comunque. Tuttavia, con l’aiuto di un front office e di un coach che si impegnino a farlo crescere, il valore di Ntilikina sul campo e sul mercato aumenterebbe.




Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com