• Marco Cavalletti

10 Celtics che hanno conquistato i nostri cuori


Foto: Celtics Blog

Questo articolo, scritto da Keith P Smith per Celtics Blog e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 marzo 2020.



Durante questa sospensione della stagione NBA, facciamo un salto nella storia più o meno recente dei Boston Celtics, con la speranza di stimolare qualche amichevole discussione, far riflettere e, soprattutto, farvi sorridere un po’ in questi tempi duri.

In questo articolo, in particolare, vi mostrerò i miei Celtics in assoluto preferiti. Nota bene: quelli presenti in questa lista non sono i giocatori di Boston più forti, e un paio di selezioni lo rendono molto evidente. Si tratta semplicemente dei Celtics che io ho amato di più.

La lista, inoltre, si limita a giocatori che hanno calcato il parquet del Garden a partire dagli anni ‘80, ovvero dall’inizio della mia carriera da spettatore. Quindi no, Bill Russell non ci sarà, spiacente.


Una volta stabilite queste regole di base, ecco la personalissima lista dei miei 10 Celtics preferiti!


1. Larry Bird

Se avete mai letto un mio qualsiasi articolo, sapevate già che in cima alla lista avreste trovato The Legend. Ci sono cresciuto, guardando i Celtics di Bird.


Il primo titolo di Boston a cui io abbia mai avuto il piacere di asssistere, infatti, è stato quello del 1984 (vi direi anche quello del 1981, ma la mia famiglia sostiene che fossi troppo piccolo per ricordarmene).

Bird era speciale. Era in grado di fare qualsiasi cosa su un campo da pallacanestro. Era umile ed era un giocatore che si era costruito da solo. Per un bambino di Boston, non poteva esistere un modello cestistico migliore.



2. Paul Pierce


Sì. Io ho amato Paul Pierce, nonostante quanto detto in questo articolo possa far pensare al contrario. Il mio amore per Pierce, tuttavia, non si limita a quello che The Truth ha fatto sul campo da basket.

Come molti altri tifosi, tendo a misurare il tempo secondo gli avvenimenti sportivi principali. Pierce è stato scelto dai Celtics quando andavo al college, e la sua militanza a Boston è coincisa con tutti gli eventi più importanti della mia vita adulta. Pierce ha contribuito a guidare una squadra di sbandati allo scioccante traguardo delle Eastern Conference Finals quando mi sono trasferito dal Massachusetts alla Florida, ed è stato quasi scambiato quando sono andato a vivere in California. Quando sono tornato in Florida, lui e Garnett hanno unito le forze per conquistare il titolo numero 17. Infine, quei guerrieri ormai un po’ appesantiti dal fardello degli anni sono approdati di nuovo alle NBA Finals un paio di anni dopo, quando io e mia moglie abbiamo abbracciato per la prima volta nostra figlia.

Tornando invece al parquet, Pierce si è presentato al mondo della pallacanestro con un fisico non propriamente atletico, un po’ come me. Andando avanti con l’età, Pierce ha lavorato duramente sul suo corpo e sul suo gioco. Io? Non granché. Nonostante tutto, ho amato Paul Pierce e tutto quello che ha dato alla franchigia, tanto da non considerare nemmeno la parte della carriera trascorsa lontano dal Garden.




3. Kevin Garnett

Cavolo se ho amato Kevin Garnett. The Big Ticket è approdato a Boston il giorno del mio compleanno. Vivevo in Southern California in quel periodo, circondato da tifosi Lakers che ogni giorno non facevano che ricordarmi che sarebbero stati loro a prendersi KG. Io potrei essermi gongolato un pochino. Uno dei miei più grandi rimpianti sportivi è quello di essermi ritrasferito in Florida appena prima dell’inizio dei Playoffs del 2008.

Ho amato l’intensità di Garnett; è stato probabilmente uno dei Celtics più folli che io abbia mai visto. La sua difesa mi faceva guardare ogni partita con un approccio diverso. Vedeva tutto nella metà campo difensiva. L’aver guardato Kevin Garnett ieri mi ha permesso di apprezzare ancora di più Marcus Smart oggi.

E poi, ci ha regalato questo momento:



4. Jayson Tatum

Sapete già tutto su Jayson Tatum. È un giocatore fantastico. Mi ricordo di quando, guardandolo giocare nella Summer League, dicevo a tutti quelli seduti intorno a me: “Questo qui è buono davvero.” A quanto pare, avevo ragione.

La parte migliore in tutto questo? Tatum ha appena iniziato.


Quando ha fatto questo nella sua stagione da rookie, è stata una delle poche volte nella mia vita in cui sono rimasto davvero senza parole:



5. Isaiah Thomas

Questa selezione è stata davvero semplice. Thomas è stato davvero divertente da veder giocare nella sua permanenza ai Celtics, ed era il giocatore preferito di mia figlia. Ogni mattina, infatti, la mia primogenita si alzava e diceva al nostro dispositivo Alexa: “NBA Vote, Isaiah Thomas” 10 volte.

Di IT ho amato tutto. Era piccolo, era tosto, amava Boston e Boston amava lui. Quando è stato scambiato, ho compreso le ragioni e l’ho accettato, ma ha fatto un po’ male comunque. Mia figlia ne è rimasta distrutta.


Thomas è stato a Boston per un lasso di tempo relativamente breve, ma cavolo, è stato un giocatore speciale. Inoltre, ha fatto innamorare mia figlia del Gioco più bello del mondo, e per questo gliene sarò sempre grato.




6. Reggie Lewis

Ogni anno, in corrispondenza dell’anniversario della sua morte, chiedo alla redazione di ripubblicare questo articolo. Non dimenticherò mai e poi mai il momento in cui Reggie Lewis collassò sul parquet, né quello in cui la radio annunciò il suo ricovero d’urgenza in ospedale.

Il perché Reggie fosse così speciale lo trovate in quell’articolo. È stato il nostro ponte nell’era post Bird. È stato il giocatore che avrebbe mantenuto Boston in cima al mondo cestistico. Ed era l’atleta più bostoniano che ci fosse in quel periodo, visti suoi trascorsi a Northeastern.

E poi, quando qualcuno stoppa Michael Jordan quattro volte nella stessa partita, è impossibile non innamorarsi:




7. Kevin McHale

Da bambino, ero fra i più grossi su un campo da basket. Giocavo sotto canestro. E in quel periodo, se volevi imparare a segnare da sotto canestro, dovevi guardare Kevin McHale.

Ero arrivato a un punto in cui il mio up-and-under mi regalava almeno un paio di canestri a partita. L’avevo imparato vedendolo fare a Kevin McHale intorno al milione di volte.

McHale è stato un grande giocatore, fino alla fine della carriera. Nella sua ultima serie, infatti, dopo la già citata terribile vicenda di Reggie Lewis, fu Kevin a guidare i Celtics contro quei Hornets. Nonostante la sconfitta, insomma, McHale è uscito di scena giocando una grande pallacanestro.




8. Avery Bradley

So che questa potrà sembrare una scelta piuttosto particolare, ma Avery Bradley è stato molto importante per me, da fan dei Celtics.


AB è stato scelto al Draft alla fine del primo giro, e non riscuoteva grandissimo interesse. Tutti sapevano che era un buon difensore, ma non aveva né grande tiro né grande trattamento palla. Per un po’, era sembrato che Bradley fosse un’altra scelta sprecata per i Celtics.

Invece, Avery ha lavorato duramente fino a diventare un solido tiratore, e la grande difesa non è mai venuta meno. Alla fine, ha fatto breccia nei cuori di tutti i tifosi che sanguinano verde.

Non dimenticherò mai questa sua stoppata su Dwyane Wade:




9. Antoine Walker

Walker è stato a dir poco polarizzante per i fan dei Celtics. Arrivato a Boston per la prima volta, sembrava sarebbe diventato il prossimo giocatore franchigia. Vi ricordate il suo finale di stagione da centro titolare nella stagione in cui i Celts tankarono per Tim Duncan?

Dopo un po’, i fan rimasero però infastiditi dal suo costante bombardamento dalla linea dei tre punti. In realtà, a quanto pare, Walker era solo un antesignano del gioco moderno. Nel 2002, era un’ala sopra i due metri che sparava otto triple a partita: non si era mai vista una cosa simile. Quando, infine, è stato spedito a Dallas, i fan erano pronti a dirgli addio. Era troppo impegno, in cambio di troppi pochi Playoffs.

Circa un anno dopo, quando i Celtics lo riacquisirono alla trade deadline, furono tutti felici di riaccogliere Employee #8 nella famiglia. E quando poi vinse un titolo nel 2006, tutta Boston fu contenta per lui.

Inoltre, da ragazzino cresciuto negli anni ‘90, ho sfoggiato più volte il suo “Walker Wiggle”.



10. Eddie House

Questa è una scelta puramente personale. Mia moglie ed io abbiamo AMATO Eddie House nei suoi anni a Boston. Era un giocatore che, entrato in campo, faceva una cosa e una cosa sola: tirare.

In generale non è mai stato un grande giocatore, eppure ho amato il suo gioco, con quel suo tiro tutto particolare. Inoltre, ovviamente, Eddie House è stato l’autore di moltissime grandi giocate nella corsa al titolo del 2008.




Ebbene, questa è la mia personalissima lista. Se l’avessi stilata cinque anni fa sarebbe stata diversa, così come sarà diversa a cinque anni da adesso. Per quanto ne so potrebbe cambiare nel giro di cinque minuti...


Comunque sia, ogni giocatore fra quelli elencati rievoca ricordi ed emozioni differenti, e nessuno di essi verrà mai dimenticato dalla famiglia dei Celtics.









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