• Jacopo Stefani

Le 3 sorprese della trade deadline 2021


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Raunak J per SportsKeeda e tradotto in italiano da Jacopo Stefani per Around the Game, è stato pubblicato in data 26 marzo 2021.



Il giorno della trade deadline 2021 ha avuto una partenza decisamente frenetica, in gran parte dettata dalla svendita degli Orlando Magic; le altre squadre hanno ovviamente tenuto alti i ritmi, mentre ci si avvicinava sempre di più alla fantomatica last-call delle 3 PM (8 PM italiane) di ieri.


Boston Celtics, Denver Nuggets e Chicago Bulls hanno aggiunto qualche nome importante al proprio roster, mentre Philadelphia 76ers e New York Knicks si sono mosse per acquisire dei role player. Golden State Warriors e Toronto Raptors si sono alleggerite le tasche, invece, da un paio di contratti.


Se ci saranno, senza alcun dubbio, numerosi dibattiti su vincitori e vinti dopo le tante trade avvenute ieri, possiamo essere tutti d'accordo nell'affermare che non tutto sia andato come ci saremmo aspettati; a questo proposito, diamo una sguardo più nel dettaglio alle 3 maggiori sorprese di questa trade deadline.



1. We (still) the North: Kyle Lowry rimane ai Raptors


Quando l'uomo da Villanova si è seduto davanti ai microfoni dopo la vittoria di mercoledì contro i Denver Nuggets, la sensazione generale era che avesse appena giocato la sua ultima gara con la franchigia canadese.


Non è mai stato un mistero che numerose contender, tra le quali Lakers, Heat e Sixers, avessero ampiamente sondato il terreno riguardo la disponibilità via trade di Lowry: alla fine, tuttavia, non si è giunti a nessun accordo per il sei volte All-Star.


Mentre i 76ers sono usciti dalla corsa a Lowry nelle prime ore di giovedì, i rumors riguardanti Heat e Lakers hanno continuato a rincorrersi fino fino all'ultimo minuto. I Raptors avevano anche compiuto due mosse volte a liberare due spot a roster, il che avrebbe suggerito un'imminente trade riguardante la point guard, cosa che però non è avvenuta.


Il principale motivo di ripensamenti da parte di Toronto è stata la mancanza di asset adeguati da parte dei giallo-viola e della banda di Pat Riley (qui abbiamo parlato delle sue scelte di ieri): i canadesi avevano infatti messo gli occhi su Talen Horton-Tucker, considerato però incedibile dai losangelini, e avrebbero di gran lunga preferito Tyler Herro a Duncan Robinson, nel trade package offerto dalla Florida. Needless to say, nessuna delle parti è scesa ad un compromesso.


Sarà interessante vedere come si muoveranno ora i campioni NBA 2019. Hanno perso 9 delle ultime 10 gare giocate, ma non possono dare ufficialmente inizio al processo di tanking con Lowry in squadra; inoltre, dovranno anche risolvere la spada di Damocle relativa al suo prossimo diventare free agent.



2. I Knicks stanno a guardare: yes, good, but good enough?


I New York Knicks hanno la possibilità di entrare ai Playoffs per la prima volta dopo più di 6 anni.


Con Julius Randle che sta continuando a giocare un basket di livello All-Star e con la squadra di coach Thiodeau che si sta costantemente dimostrando competitiva in questa stagione, molti si aspettavano che la società si muovesse per arrivare a ulteriori rinforzi. La Big Apple, come sempre, era stata accostata ad alcuni nomi importanti di questa deadline, tra i quali Lonzo Ball e Andre Drummond. Il secondo rimane un obiettivo perseguibile dopo il suo imminente buyout con i Cavs, anche se la concorrenza non manca.


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I Knicks, invece, non hanno fatto mosse significative, limitandosi a entrare in punta di piedi nella 3-team trade che ha contribuito a mandare George Hill a Philadelphia. Ne hanno ricavato Terrance Ferguson e Vincent Poirier, con il secondo che verrà probabilmente tagliato; quanto a Ferguson, noto principalmente per la sua difesa, non vedo come potrebbe contribuire alla necessità di shooting della panchina di Thibs. Nel mentre i Knicks si sono liberati del contratto di Austin Rivers.


Ora, potrebbero tentare il colpo sul mercato dei buyout. Drummond era ed è il primo nome sulla lista. Ma molti tifosi si aspettavano un approccio più aggressivo dei Knicks a questa deadline.



3. La Trade Exception dei Celtics va (in parte) a Fournier


I Boston Celtics hanno acquisito Evan Fournier in cambio di Jeff Teague e 2 scelte al secondo giro.


Ora, Fournier non è certo un cattivo giocatore: in questa stagione sta tenendo un massimo in carriera di 19.7 punti a partita, ha un contratto in scadenza, sa crearsi un tiro e non è un pessimo difensore. Allo stesso tempo, tuttavia, l'arrivo di Fournier non farà certo fare un salto di qualità alla squadra del Massachusetts. E buona parte di quella notevole Trade Exception da 28.5 milioni è stata così utilizzata per un giocatore con un contratto in scadenza.


Molti si aspettavano dai Celtics un interessamento per un importante giocatore di contorno - Aaron Gordon o Harrison Barnes, ad esempio. Nessuna delle due opzioni si è concretizzata, però, e i Celtics potrebbero aver perso l'occasione di sfruttare un asset fondamentale per rinforzarsi e puntare a fare strada nei Playoffs.


Danny Ainge è riuscito ad evitare la luxury tax, cedendo Daniel Theis per Moritz Wagner, ma non sembra aver trovato il modo di rinnovare un roster che, ad oggi, sembra estremamente disfunzionale.