• Emil Cambiganu

4 domande sulla serie tra Bucks e Nets

La sfida tra i Bucks di Antetokounmpo e i Nets dei Big Three si avvicina. Quali risposte ci darà questa serie?


FOTO: NBA.com

Milwaukee Bucks e Brooklyn Nets apriranno le danze del secondo turno dei Playoffs.


Forse, al netto di quello che sta succedendo a Ovest, la si può descrivere come una finale anticipata. Sicuramente, è una serie che promette spettacolo.


Se i Bucks sono sembrati la squadra più convincente del primo turno, archiviato con una sonora rivincita nei confronti dei Miami Heat, anche i Nets non hanno deluso le aspettative, evitando ogni problema contro i Boston Celtics.


Pur essendo poche le partite giocate finora in post-season, hanno dato un'indicazione su quello che potrebbe essere, in linea generale, il filo conduttore della sfida: il miglior attacco contro la miglior difesa.


Quali domande è lecito farsi alla vigilia di Gara 1?



1) I Nets sono battibili?


Si parla di una squadra con a disposizione:

  • Due dei principali candidati a essere i migliori giocatori del Pianeta

  • Uno degli scorer più efficaci degli ultimi anni, inarrestabile nell'1 contro 1

  • Joe Harris, un tiratore da 3 punti con il 47% dall'arco in stagione

Quindi sì, la domanda è legittima: è davvero possibile fermarli?


Vedere i Big Three all'opera contro i Celtics non ha certo dato speranza a chi parteggia per l'equilibrio. Basti pensare che il "peggiore" dei tre, Kyrie Irving, ha concluso la serie a 25 di media con il 63% di True Shooting Percentage. Sciocchezze, in confronto ai 32 con il 69% di TS di Kevin Durant, e i 28 con il 76% di TS di James Harden. 85 punti di media, in tre. Con una partita da 104.



Non tutto è oro quel che luccica, però. Se da un lato i Nets si sono rivelati prevedibilmente spettacolari quando si è trattato di mettere la palla nel canestro, dall'altra parte del rettangolo si sono resi protagonisti di preoccupanti blackout difensivi: i Celtics, dimezzati, non erano nelle condizioni di approfittarne, ma da ora in poi andrà diversamente.


Essendo i Nets una squadra nuova, con caratteri non facili nello spogliatoio, c'è sempre il dubbio su come potrebbero reagire alla prima vera difficoltà.



2) Difesa dei Bucks, come limitare i Big Three?


La squadra di coach Budenholzer ha liquidato i Miami Heat in sole quattro partite proprio grazie alla difesa.

Nella serie, i Bucks hanno tenuto un Defensive Rating di 95.4, il migliore per distacco del primo turno, con 7 punti subiti ogni 100 possessi in meno degli Atlanta Hawks, attuale seconda miglior difesa dei Playoffs. Il dato è con tutta probabilità non replicabile al secondo turno, ma lascia ben sperare.


La strategia dovrà comunque adattarsi all'avversario, molto più pericoloso del precedente. Per esempio, contro Miami si è fatto un uso massiccio della drop coverage sui blocchi, a protezione del ferro. Questa scelta ha come difetto quello di lasciare spazio al ball-handler, ma gli Heat hanno tirato solamente con il 38% in pull-up. Risultato: i Bucks hanno potuto continuare a pensare prevalentemente alla protezione del ferro, e solo il 24% dei tentativi dal campo degli avversari si è consumato lì, concedendo solamente il 53% nella restricted area.


Contro i Nets questa scelta non può funzionare: Harden, Durant e Irving non sono Butler, Herro e Dragic. Anzi, andrebbero a nozze con la drop coverage.


Il game-plan difensivo migliore sarebbe probabilmente cambiare su tutti i blocchi: questo vorrebbe dire limitare il minutaggio di Brook Lopez, che da fattore importante del primo turno, con 29 minuti di media (meritati) a partita, diventerebbe in fretta un minus non indifferente.


Senza Lopez e con un crescente uso dei quintetti con PJ Tucker e Giannis Antetokounmpo da 4 e 5, i Bucks rispondono ai requisiti necessari per poter cambiare su tutti i blocchi.



Problema risolto? Non proprio. Harden, Kyrie e KD sono tutti giocatori da isolamento (rispettivamente 1.00, 1.31 e 1.25 punti per possesso in iso contro i Celtics), il Barba è abbastanza intelligente da guidare i cambi di marcatura e sfruttarli al meglio, e KD può sostanzialmente essere disturbato solo da Antetokounmpo.


Qua torniamo quindi alla domanda 1, questi Nets si possono fermare? I Bucks non potranno annullarli, ma sono la squadra che può metterli maggiormente in difficoltà.



3) Chi (e come) su Giannis?


Dall'altra parte del campo la sfida non è altrettanto affascinante, ma è sicuramente altrettanto importante.


Le due squadre si sono affrontate non molto tempo fa, il 2 e il 5 maggio: due vittorie per i Bucks. Risultato a parte, perché viziato dall'assenza di Harden, è stato rilevante osservare il modo in cui Steve Nash ha intenzione di affrontare Antetokounmpo.


Per tutta la durata delle due sfide i Nets hanno battezzato il greco alla luce del sole, lasciandogli metri di spazio, scommettendo così sulle sue deficitarie percentuali al tiro. Nella prima delle due non è andata benissimo, per usare un eufemismo: 49 punti con il 58% dal campo e 4/8 dall'arco per Giannis; due giorni dopo, però, la varianza statistica ha fatto il suo corso, e il numero 34 ha tirato con il 34% dal campo e 4/12 da tre punti.


Questa potrebbe essere una soluzione utile soprattutto con Blake Griffin in campo, per mascherare la limitata mobilità di quest'ultimo. Attenzione però all'esposizione agli hand-off, situazione in cui i Bucks hanno fatto registrare 1.18 punti per possesso nel primo turno.


FOTO: behindthebuckpass.com

Se Griffin dovesse rivelarsi un grosso problema, ed è tutt'altro che impossibile, l'aggiustamento sarà forse aumentare il minutaggio a Nicolas Claxton, che insieme a Jeff Green (atteso a breve di ritorno dall'infortunio) può diventare l'incaricato alla marcatura su Antetokounmpo.



4) Quali sono le possibili chiavi per le due squadre?


Se ci troveremo davanti a una serie equilibrata, alcuni dettagli faranno la differenza. Quali? Impossibile saperlo con certezza. Proviamo a ipotizzarne uno per squadra:


  • Bucks: rimbalzi offensivi

Nella serie contro i Celtics, a causa dei blackout di cui parlavamo prima ma anche delle caratteristiche dei giocatori in campo, i Nets hanno concesso ben 12.6 rimbalzi offensivi di media. Tale dato risulta essere il secondo migliore del primo turno dei Playoffs, secondo proprio ai Milwaukee Bucks, che con un dominio totale del pitturato hanno raccolto 15.3 rimbalzi offensivi a partita.


Se dovessimo misurare il peso specifico dei punti, i second chance points sarebbero sicuramente tra i più pesanti: i Bucks sono chiamati a capitalizzare in questo aspetto.


  • Nets: second unit

Un altro vantaggio del poter contare su tre superstar offensive, è la sicurezza di avere un attacco potenzialmente molto prolifico in ogni punto della partita. Per second unit non si intendono quindi i subentranti dalla panchina, quanto il poter avere in campo in ogni momento almeno uno o due dei Big Three.


Non sarebbe una sorpresa assistere a dei parziali a favore dei Nets a cavallo tra primo e secondo quarto, e tra terzo e ultimo quarto.