• Federico Molinari

4 nomi caldi per la panchina dei Pelicans


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FOTO: The Lead

Questo articolo, scritto da Vance Abreu per The Lead e tradotto in italiano da Federico Molinari per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 agosto 2020.


La stagione 2019/20 dei New Orleans Pelicans si è conclusa con una pessima figura all’interno della bubble di Orlando. I Pelicans avrebbero avuto ben poche ambizioni in post-season, ma il record complessivo di 2-6 a Disney World ha imposto un cambiamento, che è stato fatto appena dopo la loro uscita. Ovvero, la rimozione di Alvin Gentry dal ruolo di head coach.

La gestione di Gentry è stata nel complesso deludente, e anche un'apparizione in post-season probabilmente non sarebbe stata sufficiente per sopravvivere al cambio di regime avvenuto pochi giorni fa.


Inizialmente, l'ex GM Dell Demps aveva scelto Gentry per portare i Pelicans nella parte alta della classifica a Ovest. Gli infortuni e la profondità sono stati sì un problema per la maggior parte del suo tempo, ma Coach Gentry non è stato in grado di tirare fuori il meglio da Anthony Davis, né in seguito da una giovane ed energica squadra a cui dare una direzione per i prossimi anni.


La ricerca del miglior (giovane) allenatore dell'NBA è ora in corso. Tyronn Lue e Jason Kidd sono stati recentemente menzionati come migliori opzioni, ma c'è una quantità di allenatori interessanti che sono più che in grado di sedere su questa panchina: la scelta non è affatto scontata.



1. Tyronn Lue


L'abilità di Lue come allenatore è un po' sottovalutata - così come per la maggior parte dei tecnici che hanno allenato LeBron James. La più grande capacità che Lue ha dimostrato è stata quella di riuscire ad amalgamare diverse star, e la sua esperienza potrebbe fare miracoli per Zion Williamson, Brandon Ingram e Lonzo Ball.


Ty Lue conosce molto bene cosa serve per sopravvivere in questo campionato, come giocatore e come allenatore, mentre la sua comprensione del gioco e la sua affidabilità gli permetterebbero di adattare e trasformare la squadra, ancora molto giovane, plasmandola secondo la sua visione.



Il punto interrogativo che circonda Lue è la sua mancanza di esperienza in panchina senza LeBron in squadra, visto che nel 2018 è stato licenziato dai Cavs solo sei partite dopo l'addio di James...



2. Jason Kidd


Le due esperienze di Kidd a Brooklyn e Milwaukee non sono state del tutto esaltanti. Tre apparizioni ai Playoffs in cinque anni sembrano incoraggianti sulla carta, ma la gestione di Kidd ai Bucks ha evidenziato un problema significativo che dovrebbe sollevare dubbi per New Orleans.


I Bucks sono stati anche loro una giovane squadra di talento, con Kidd. Purtroppo, però, l'ex playmaker dei Nets non è stato in grado di trasformarli da una media squadra dell'Est a un contendente al titolo (come ha fatto invece Mike Budenholzer). Mentre i Cervi stavano migliorando drasticamente, Kidd non è riuscito ad adattare il suo schema difensivo iper-aggressivo al basket dei Playoffs.


Ed è proprio di questo che parlerà con il front office dei Pelicans.



3. Chris Finch


L'assistente allenatore dei Pelicans Chris Finch è un nome che i tifosi conoscono bene.


L'ex Allenatore dell'Anno della G-League è stato assunto nel 2017 per affiancare Gentry nell’attacco, e questa fase di gioco di New Orleans non è mai stata messo in discussione. Il loro gioco ad alto ritmo e con tanti passaggi è stato uno dei migliori della Lega, sotto Gentry e Finch. E il lavoro dell’assistente allenatore non è passato inosservato tra gli addetti ai lavori, con Minnesota che lo ha contattato per il ruolo di capo allenatore prima di assumere Ryan Saunders.


Non avendo allenato una squadra di alto livello nella sua carriera, ci sono dubbi sulla sua capacità di poter affrontare la sfida. Tuttavia, come abbiamo visto con ex allenatori della G-League, come Nick Nurse e Quin Snyder, il passaggio alla panchina NBA può avvenire senza particolari ostacoli, per alcuni.



4. Kenny Atkinson

Kenny Atkinson ha rivoluzionato i Nets nelle sue tre stagioni come head coach. Il suo stile "up-tempo" e l'amore per il gioco hanno rinvigorito giocatori come Caris LeVert e D'Angelo Russell, permettendo loro di fare grossi passi avanti per la loro carriera. La sua quarta stagione, invece, è stata segnata dall'introduzione nel roster di Kyrie Irving (che ha giocato 20 partite) e Kevin Durant (che debutterà con Brooklyn l'anno prossimo).

Atkinson è un grande sostenitore della creazione di una forte identità di squadra, un sistema in cui ognuno è importante quanto l'altro. Ovviamente Irving ha lottato contro questa cultura, e con la tensione che ha iniziato a crescere, i Nets e Atkinson si sono divisi dopo 62 partite in stagione.

L'impostazione "culturale" di Atkinson è quella di cui i Pelicans hanno bisogno in questo momento. Il loro spogliatoio è integro, e avere un allenatore che si distingue per un atteggiamento positivo, che riunisce tutti in modo uniforme, è potenzialmente la situazione perfetta per New Orleans.




Nel complesso, New Orleans avrà tanti e qualificati candidati per il ruolo di head coach. Oltre ai quattro menzionati, anche NBA analyst come Mark Jackson e Jeff Van Gundy, e non solo, si potrebbero presentare come potenziali pretendenti.


In ogni caso, Griffin ha una decisione molto importante da prendere. Il futuro capo allenatore di New Orleans avrà infatti il compito di portare questo promettente e talentuoso nucleo di giovani alle NBA Finals.


Su chi punteranno i Pelicans?