• Alessandro Di Marzo

5 contratti che potrebbero essere "scaricati" ai Thunder

Oklahoma City potrebbe acquisire contratti "scomodi" da franchigie in difficoltà col salary cap. Ecco alcuni nomi.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da JD Tailor per Welcome to Loud City e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 14 dicembre 2020.


Sembra ormai chiaro che gli Oklahoma City Thunder ricostruiranno durante i prossimi anni, con lo scopo di acquisire asset per il futuro, soprattutto scelte al Draft.


Il General Manager Sam Presti ha dato inizio a questo processo in maniera ottima, accumulando molti asset interessanti dopo aver completamente rivoluzionato il roster a partire dalla Free Agency del 2019.

Il primo grande passo di questa ricostruzione è stato fatto da tempo - l'estate scorsa, a prescindere dall'accesso dei Thunder ai Playoffs nella bubble. OKC ha detto addio a molti giocatori di alto livello nell'ultimo anno e mezzo, ottenendo in cambio pacchetti di valore considerevole. La prossima fase consisterà nel convertire gli asset in talento (non senza qualche rischio).

La difficoltà di questo step si è vista, per esempio, nel caso dei Philadelphia 76ers, anch’essi vogliosi di ricostruire partendo da zero, con l’unico obiettivo di riempirsi di asset. The Process ha però lentamente svelato le proprie falle, visto che l’obiettivo finale del trionfo è ancora - e forse inaspettatamente - molto lontano. Tanti fattori subentrano in un percorso che riparte dalle fondamenta: la qualità (e compatibilità) delle scelte al Draft, la fortuna in Lottery, la crescita dei giocatori, l'appeal in Free Agency...

Un altro caso, però, è quello dei Cleveland Cavaliers post-LeBron (parte 1) di inizio decade, una franchigia dal front office voglioso di acquisire giocatori utili nel lungo periodo da affiancare a Kyrie Irving, scelto al Draft 2011 come prima chiamata assoluta. Al tempo Chris Grant, GM dei Cavs, credeva davvero di poter far ritornare James in Ohio nel 2014, anno della scadenza del contratto con Miami.

Lo sappiamo: James è uno dei più grandi cestisti di sempre, e non sarebbe tornato in Ohio senza il proprio attaccamento alla città - ma anche senza il grande lavoro di Grant, che ha trasformato la squadra in modo da renderla quanto più appetibile per il Re. Durante il suo periodo a Cleveland, Grant accumulò ben 6 scelte al primo giro e 5 al secondo. E David Griffin, il suo successore, le sfruttò al meglio, visto che furono scambiate per arrivare a ben 3 componenti del roster campione NBA nel 2016: Kevin Love, Timofey Mozgov e JR Smith.


Che esempio sarà, per i futuri GM, il "processo" di Sam Presti?


Una mossa intelligente è stata quella di scambiare Steven Adams a New Orleans, creando una trade exception da ben $27.5 milioni. Ora si dovrà cercare di utilizzarla nel migliore dei modi.

Una strada interessante per i Thunder, ora, è quella di acquisire - oltre alle scelte - dei contratti da squadre in difficoltà con il salary cap, in modo da trovarsi con più spazio libero in futuro (scambiandoli o lasciandoli scadere).


Al momento non sono pochi i contratti scomodi, per chi li detiene, nella Lega. Eccone 5 che potrebbero essere "scaricati" sui libri paga dei Thunder nei prossimi mesi.

#5: Terry Rozier

Terry Rozier è sbarcato a Charlotte come parte della sign-and-trade che ha portato Kemba Walker a Boston.

Nel 2018, a causa di un infortunio al ginocchio di Kyrie Irving, ha avuto molto spazio nei Celtics e ha messo in mostra un grande potenziale, anche durante i Playoffs. Nel 2018/19, però, ci sono state molte più difficoltà, dovute anche al ritorno di Gordon Hayward (ora suo compagno di squadra). Dopo un anno con più bassi che alti, perciò, i Celtics hanno deciso di salutarlo.


Il contratto che ha firmato con gli Hornets mi ha lasciato a bocca spalancata: $56.7 milioni per 3 anni, cifre folli per un giocatore che non aveva mai superato il 40% dal campo in carriera. E' stato strapagato dalla franchigia di Michael Jordan.

FOTO: Todd Kirkland

Charlotte è ricca di portatori di palla: l’anno scorso, ad esempio, lui e Devonte' Graham si sono dovuti dividere i compiti di playmaking, e ora ci saranno anche LaMelo Ball e Gordon Hayward, le due maggiori aggiunte di questa calda offseason.


Ciò implica anche che i minuti di Rozier diminuiranno, e pagarlo $18.9 milioni non è molto sensato, considerando il modesto contributo che potrà dare alla squadra. Certo, potrebbe essere una buona riserva, ma le risorse sacrificate per lui sarebbero comunque eccessive, soprattutto considerando la carenza della squadra in altri ruoli.


La firma di Hayward ha reso chiara la volontà di Charlotte di provare ad arrivare ai Playoffs nel 2021, e per riuscire la franchigia dovrà anche disporre di flessibilità salariale: una trade che coinvolge Rozier può rappresentare la mossa giusta in questo senso.


I Thunder potrebbero utilizzare l’eccezione guadagnata dalla sign-and-trade di Gallinari ($19.5 milioni) per riuscire ad ingaggiarlo, magari con una scelta al Draft.

#4: Dwight Powell


Powell ha spesso giocato titolare nelle ultime stagioni con i Dallas Mavericks, creando anche un’ottima intesa con Luka Doncic e rappresentando una solida pedina dell’efficienza offensiva della squadra. Molto abile nel finishing e nel pick&roll, è però un tassello che obbliga i Mavs a riflettere. Dallas, con un top 10 della Lega come Doncic e con la presa di Kristaps Porzingis, è - e soprattutto sarà - a tutti gli effetti una contender. Non ci si può permettere di usare male lo spazio salariale.

La posizione di centro è quella dove Dallas dispone di più risorse, forse troppe: Willie Cauley Stein, Maxi Kleber, Boban Marjanovic e Powell, infatti, sono tutti a roster oggi. E ovviamente c'è anche Porzingis,

Il più pagato tra i 4 precedentemente menzionati, Powell, potrebbe salutare. Reduce da uno stop di diversi mesi a causa di un infortunio al tendine d’Achille, ha ancora 3 anni garantiti per un totale di $33 milioni.

#3: Mason Plumlee


La firma di Mason Plumlee ai Pistons è stata una delle più enigmatiche della recente free agency: $8 milioni per 3 anni (totale $27M) per un buon centro di riserva, ma decisamente troppo pagato considerando che molti si aspettavano una firma al veteran minimum.

FOTO: Garrett Ellwood

A volte le squadre si pentono molto rapidamente di alcune firme: è il caso, ad esempio, di George Hill, firmato a quasi $40 milioni per 2 anni da Sacramento nel 2017, ma rilasciato a Cleveland solamente 3 mesi dopo.


Oltre ad essere poco sensata economicamente (soprattutto per la sua durata), questa firma pregiudica anche lo sviluppo dei giovani lunghi come Sekou Doumbouya e Isaiah Stewart. Detroit ha addirittura firmato un altro centro, Jahlil Okafor, dunque lo spazio in quel ruolo è enormemente intasato.


OKC potrebbe ottenere Plumlee senza intaccare eccessivamente il salary cap. Oltre a ciò, Plumlee potrebbe davvero servire, considerando che solo Mike Muscala copre il ruolo di centro oggi nei Thunder.

#2: Eric Gordon

Lo sapete: l’ambiente Rockets è esploso. Morey ha abbandonato il front office, D’Antoni si è unito al coaching staff dei Nets accanto a Steve Nash, Westbrook è stato scambiato a Washington per John Wall, e Harden ha dichiarato di voler andare via. Tutto ciò non può che allontanare definitivamente Houston dalle speranze di titolo, vivissime negli ultimi 3 anni.


A parte il caso-Harden, c’è tanta tensione interna e i giocatori più importanti hanno superato il loro prime (Gordon) o sono reduci da gravi infortuni e lunghi stop (Cousins, Wall). Difficile immaginare la squadra texana competitiva in questa stagione.

Gordon è probabilmente l’uomo col peggior contratto a roster: $54.5 milioni garantiti nei prossimi 3 anni, una somma eccessiva per un giocatore il cui rendimento è calato considerevolmente durante l’ultimo anno. E per questo potrebbe essere un'opzione per OKC.

#1: Harrison Barnes


I Kings hanno commesso molti errori negli ultimi 5 anni: Trevor Ariza, DeWayne Dedmon e George Hill sono solo alcune delle firme più inspiegabili del GM - ed ex leggenda Kings - Vlade Divac. Giocatori presi (teoricamente) per vincere, ma completamente inadatti all’ambiente, visto che la squadra aveva bisogno di sviluppare i propri giovani.


Harrison Barnes è un altro esempio di firma strana da parte di Divac: è infatti un giocatore chiaramente strapagato e relativamente utile a un roster che dovrebbe giare attorno a De’Aaron Fox.


Attualmente Harrison ha un contratto da $60.7 milioni per le prossime 3 stagioni. La formula è la cosiddetta “front loading”, che fa sì che lo stipendio del giocatore, anziché aumentare ogni anno, diminuisca dell’8% stagione dopo stagione, fino al termine, rappresentando dunque un vantaggio per le squadre. Ciò non toglie che i Kings dovrebbero liberarsi di lui.


La free agency del 2021, anche senza Antetokounmpo e tutti gli altri che hanno firmato un'estensione salariale in questa offseason, resterà ricca di giocatori in cerca di una squadra. I Kings farebbero bene a farsi trovare pronti per poter ingaggiare giocatori che possano trovarsi bene con Fox (recente max extension), e la migliore mossa da compiere per liberare spazio salariale è proprio cedere Barnes.


I Thunder possono essere una destinazione concreta.





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