• Claudio Biolchini

5 temi caldi nella Western Conference

La NBA riparte: situazione caldissima per gli ultimi posti nei Playoffs della Western Conference


FOTO: Sportsnaut

Finalmente possiamo iniziare a parlare di basket giocato. La Lega riparte, con un formato particolare che potrà regalarci comunque emozioni, e soprattutto pallacanestro non-stop, considerando che gli allenamenti pre-draft, l'assegnazione dei premi individuali e la free agency verranno compressi in due mesi e mezzo, con l'incognita Summer League.


Con 12 squadre che hanno già assicurato un posto ai Playoffs, restano da decidere le altre 4 i relativi accoppiamenti. E la lotta nel fondo della classifica della Western Conference si preannuncia scoppiettante e ricca di spunti che vogliamo approfondire.



1. I Mavs praticamente alla post season: la vittoria di Cuban


FOTO: MSN

Non è un mistero che Mark Cuban, owner dei Dallas Mavericks, sia stato tra i maggiori promotori di questo format, ben sapendo che bastano ben poche vittorie, in queste ultime 8 partite, per essere tra le squadre che contano.


Non solo, questo meccanismo offre ai texani la possibilità di scalare posizioni più facilmente, cosa che permetterebbe loro di evitare l'accoppiamento con i Los Angeles Clippers al primo turno. Le vittorie di distanza dal terzo posto dei Denver Nuggets sono solo 3, e la squadra si trova al settimo posto pur avendo livelli altissimi in alcune statistiche avanzate, ma anche un talento omogeneo in un roster profondo.


C'è la possibilità di fare degli (ottimi) Playoffs. E Cuban gongola.



2. Memphis rischia di uscire


FOTO: NBA.com

La franchigia del Tennessee ha stupito tutti, guadagnandosi le simpatie di tanti appassionati soprattutto grazie a Ja Morant, ragazzo sfrontato e dall'atletismo spettacolare. Dovesse portare la squadra oltre queste 8 partite, vincerebbe senza dubbio il ROY.


Tuttavia, è molto probabile che per centrare l'obbiettivo i Memphis Grizzlies debbano passare dallo spareggio. Le tre partite di vantaggio sui Blazers e le quattro su Pelicans e Kings, sono un discreto ma non rassicurante margine. La loro giovane età li vedrebbe sfavoriti in una mini-serie da due partite, a meno che ci arrivino da ottavi.


Per loro, la stagione resterà comunque da incorniciare.



3. We have (another piece of) Zion!


FOTO: Usatoday

Lo stop prematuro è stato scongiurato. Rivedremo ancora in campo Zion Williamson. E la voglia della NBA di portare più di 16 squadre a Disneyland porta in calce anche la sua firma.


Il ragazzo è ancora un rookie e lo abbiamo visto relativamente poco, ma ha già messo in mostra fenomenali doti tecniche, fisiche e di personalità. Se a tutto questo aggiungiamo che potremmo vederlo in uno spareggio contro Memphis, che di fatto potrebbe essere una lotta campale tra lui e Morant per il premio di Rookie of the Year; e che, se dovesse spuntarla, verosimilmente incontrererebbe i Los Angeles Lakers di LeBron James...


L'hype, per la gioia delle TV, sarebbe alle stelle.



4. Blazers: no excuses


FOTO: YouTube

Dopo una stagione che definire sottotono sarebbe un eufemismo, i Portland Trail Blazers devono centrare l'impresa o il roster rischia di essere smantellato.


Superare al fotofinish squadre molto giovani come Grizzlies e Pelicans sarà difficile, ma non proibitivo, grazie anche al recupero di un giocatore come Jusuf Nurkic. Lo spareggio è ampiamente alla portata.


Damian Lillard sarà chiamato ancora una volta a salvare la storia della stagione. C'è fame, ma anche paura. Gli alibi sono finiti.



5. La fine degli Spurs?


FOTO: NBA.com

Defilati e lontano dai riflettori, anche se poco distanti in classifica, i San Antonio Spurs potrebbero essere vicinissimi a chiudere la loro striscia di presenze consecutive ai Playoffs, e a far partire la ricostruzione. Eppure ancora, c'è una sottile voce: "mai scommettere contro gli Spurs"...


L'impressione è che, comunque vada, avranno una luce a inquadrarli e un applauso a incoraggiarli, una volta tanto da perdenti.






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