• Davide Corna

6 domande per i Warriors senza Klay Thompson


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Matt Cardoza per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 novembre 2020.



Poche ore prima dell'ultimo Draft, sono circolate voci secondo cui Klay Thompson aveva subito un grave infortunio alla gamba durante una partitella nel sud della California; voci che hanno riempito di nubi tempestose la serata di tutti i tifosi Warriors. E una pioggia torrenziale è giunta la mattina dopo, sotto forma della Woj Bomb meno esaltante di sempre: Thompson si è rotto il tendine d'Achille.


Tutta la Lega non vedeva l'ora di assistere al ritorno di Klay, dopo l'ultima stagione saltata per un infortunio al crociato.


Per i Warriors, la note del Draft avrebbe dovuto essere dedicata solo all'entusiasmo. I Big Three stavano per tornare dopo una pausa durata un anno, e a loro stava per aggiungersi un giovane con potenziale da superstar. Avrebbero di nuovo mostrato al mondo il concetto di gioia applicato a un campo da basket, e quanto sarebbero stati in grado di competere anche senza Kevin Durante.


Beh, nonostante l'ottimo ingaggio di James Wiseman con la scelta numero 2, la serata non è stata felice.



Ora, il mondo dovrà attendere almeno un altro anno per vedere di nuovo Klay sul parquet. E invece di approcciare questa stagione con l'entusiasmo di tornare competitivi e di far crescere la nuova generazione, i Golden State Warriors hanno più domande che risposte.


Vediamo quali sono queste domande.



1. Chi sono Steph e Draymond, senza Klay?


Sarà... strano. Con buona pace di Durant, il trio formato da Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green ha definito i Warriors per gli anni migliori dell'ultima decade. E, tralasciando la narrativa, quei tre hanno avuto il miglior net rating della Lega dal 2015 al 2017, un intervallo che include anche la prima stagione di Durant nella Baia.


I successi sul campo di Thompson e Curry sembrano inestricabili fra loro, tanto quanto quelli di Green con ognuno dei due. Il che ci porta a farci la domanda ovvia: come potrebbe andare una stagione con i soli Steph e Dray?


Prima dell'ultima stagione, Klay aveva giocato il 96% delle partite, quindi qualunque esempio pregresso è davvero breve. Ma va notato che Curry e Green sono stati la miglior coppia in NBA durante questi brevi tratti. L'effetto di Curry sull'efficienza dei compagni è notoriamente impressionante, e Green per conto suo ha saputo essere fra i migliori 5 difensori della Lega per la maggior parte della sua carriera.


Se Curry giocherà un'altra stagione a livello MVP e Draymond avrà l'energia per mantenere una difesa d'élite, e se il management riuscirà a mettere in piedi un discreto cast di supporto, il punto più alto a cui questa squadra potrebbe arrivare può ancora essere la lotta per il titolo.



2. Qual è il ruolo di Wiggins, in una squadra senza Thompson ma con aspirazioni da Playoffs?


Quando è stato acquisito, parte di ciò che ha aiutato a ingoiare la pillola amara che è il contratto di Andrew Wiggins è stata la speranza che potesse prosperare in un sistema in cui sarebbe stato al massimo la terza opzione realizzativa. Nessuno poteva beneficiare del gioco e dell'attenzione che attirano su di sè Curry e Thompson più del super-atletico Wiggins, che avrebbe avuto maggiori possibilità di tagliare o penetrare in palleggio, rispetto a quante ne ha avute nei suoni anno nel Minnesota.


Con Thompson fuori per tutto l'anno, Wiggins dovrà per forza prendersi maggiori responsabilità offensive. Il ruolo di secondo realizzatore è in lizza fra lui e il nuovo arrivato Kelly Oubre, e nessuno dei due è del tutto adatto a questo compito.


Wigg comunque giocherà soprattutto lontano dalla palla, ma il campo non sarà aperto quanto lo sarebbe stato con Thompson, e il suo tiro da tre dovrà migliolare per fare in modo che l'attacco di Golden State tragga beneficio dalle attenzioni che attira Curry.


Con un'organizzazione stabile, un grande coach e i migliori compagni di squadra che abbia mai avuto, Wiggins non può che migliorare, almeno un po'. L'infortunio di Thompson però ha messo i bastoni fra le ruote al suo piano di sviluppo, e solo il tempo dirà se migliorerà abbastanza da gestire maggiori responsabilità in una squadra con aspirazioni in post-season.


Ma ovviamente, non c'è solo Wiggins.



3. Quale sarà l'apporto di Wiseman?


La sfortuna avuta con gli infortuni lo scorso anno ha consentito ai Warriors di chiamare James Wiseman all'ultimo Draft. Con 2,16 metri d'altezza e un peso di 113 kg, Wiseman è un atleta terrificante, che ha i mezzi per giocare subito in quintetto e avere un impatto importante.


In difesa, è abbastanza rapido e lungo per proteggere il pitturato. Tuttavia, dovrà affrontare un periodo d'apprendimento per abituarsi alla fisicità dell'NBA. Ha anche la corporatura necessaria per dare quantomeno fastidio a giocatori del livello di Anthony Davis e Nikola Jokic. I Warriors sperano anche che abbia l'energia necessaria per cambiare sui piccoli sul perimetro, un concetto che è stato pietra angolare dei successi difensivi durante la gestione di Steve Kerr.



Quantomeno, in attaco Wiseman si troverà subito a suo agio come rollante e come destinatario dei lob. Ma i Warriors l'hanno scelto anche per altro. Durante la sua brevissima esperienza a Memphis (solamente tre partite) e all'high school, Wiseman ha mostrato un grande talento offensivo sul perimetro, con sorprendenti capacità di palleggio e una discreta percentuale al tiro.


Wiseman ha potenziale da superstar, ma sarà in grado di contribuire sin da subito come realizzatore? Saprà proteggere il pitturato e battagliare con i migliori lunghi della Lega? Perchè i Warriors possano puntare al titolo anche in assenza di Thompson, la risposta a tutte queste domande dovrà essere un convinto "sì".



4. E il resto della squadra?


La prima mossa dei Warriors dopo il Draft e l'infortunio di Thompson è stata scambiare una scelta al primo giro del 2021 con gli Oklahoma City Thunder in cambio di Kelly Oubre. A 24 anni, Oubre ha avuto una buona ultima stagione, con 18.6 punti a partita e il 35% da tre; e, con 2 metri di altezza e 2,21 di "apertura alare", ha dimostrato buone capacità difensive nei suoni anni con i Suns.



Qual è il messaggio dietro a questa trade? Che Golden State non ha alcuna intenzione di buttar via questa stagione.


Il proprietario Joe Lacob ha detto la stessa cosa in un'intervista con Tim Kawakami di The Athletic, e ha messo mano al portafoglio, sobbarcandosi l'astronomica tassa che deriva dall'aver assorbito il contratto di Kelly Oubre (secondo Bobby Marks di ESPN, ha portato le tasse dei Warriors da 66 a 134 milioni).


I Warriors hanno ora un quintetto formato da Curry, Wiggins, Oubre, Green e Wiseman, con delle buone riserve come Kent Bazemore, Brad Wanamaker, Kevon Looney ed Eric Paschall. I primi due sono stati firmati (entrambi a $2.3M per un anno) come free agent; Looney, quando è in salute (evento piuttosto raro), è un centro che potrebbe essere titolare in molte squadre; e Paschall, che è entrato nel primo quintetto All-Rookie lo scorso anno, può crescere ancora e dare profondità alla squadra.



5. Arriverà qualcuno entro la trade deadline?


È un buon gruppo, ma Golden State ha ancora bisogno di un altro creatore di gioco, oltre a Steph e Draymond. Curry ha 32 anni e i Warriors non possono pensare di tenerlo in campo 38 mnuti per qualificarsi ai Playoffs. A meno che Bob Myers e Steve Kerr credano davvero che Nico Mannion, scelto al secondo giro (pick n. 48) in uscita da Arizona, possa immediatamente fare da backup a Curry e creare gioco per gli altri, Golden State dovrebbe cercare di acquisire una buona guardia che possa far riposare Steph e creare gioco.


Attualmente Golden State ha una "Disabled Player Exception" di 9.3 milioni, dovuta all'infortunio di Thompson e utilizzabile entro il 19 aprile. I libri paga della franchigia sono già molto pesanti, ma per riuscire a stare a galla fra i titani della Western Conference, Golden State potrebbe essere aggressiva nella ricerca di un altro giocatore, usando questo asset (per un free agent, tra i waivers o in una trade).


E questo ci porta all'ultima domanda.



6. A che livello sono ora i Warrios?


Solo un anno e mezzo fa, Klay Thompson era uno dei migliori 25 giocatori della Lega. Era probabilmente il secondo miglior tiratore, uno straordinario difensore sul perimetro e un realizzatore da almeno 20 punti in ogni singola partita, senza mai togliere ritmo all'attacco. Si adattava perfettamente al sistema della squadra, e stava perfezionando ogni aspetto del suo gioco.


Per farla breve, un Klay Thompson in salute è il complemento perfetto per Steph Curry. Con lui, i Warriors erano pronti per ergersi a testa alta fra le migliori squadre della Lega. Senza di lui, anche con l'aggiunta di un giocatore talentuoso come Kelly Oubre e dell'arrivo di James Wiseman, le aspettative devono essere riviste.


La possibilità di lottare per il titolo in questa stagione si basa sull'eventualità che tutti i dubbi appena esposti si risolvano nel migliore dei modi. Se ciò accade, Golden State potrebbe competere per le Finals. In caso contrario, dovrà lottare per arrivare ai Playoffs.



Conclusioni


Oggi l'Ovest è più forte di com'era l'ultima volta che i Warriors sono stati ad alto livello. Ci sono probabilmente 14 squadre con aspirazioni da Playoffs (escludendo solamente i Thunder, che hanno smembrato il roster nel tentativo di dominare i prossimi sei Draft).


Nel circo che è la Western Conference, i Warriors non possono star certi di essere nemmeno nelle prime 8, e men che meno a lottare per il primo posto. Ora come ora, partono dietro alle migliori squadre dello scorso anno: Lakers, Clippers, Nuggets e per il momento anche i Rockets (ipotizzando che James Harden resti).


I Warriors cercheranno di entrare nella spietata lotta per i primi posti, ma le avversarie non mancano e le gerarchie della Conference sono ancora da definire. Ci sono i Blazers che hanno aggiunto Robert Covington; i Jazz che hanno ancora Gobert, Mitchell e Conley (e ritroveranno Bojan Bogdanovic); i nuovi Suns di Chris Paul; i Mavs, che hanno un potenziale MVP; i Pelicans e i Grizzlies che sono piene di giovani talenti; i Wolves, che si sono rinforzati nella notte del Draft; gli Spurs che sono sempre gli Spurs; e infine Sacramento e OKC.


Dove arriveranno questi Warriors? È possibile che Steve Kerr ci ricordi quanto sa essere creativo con un roster fluido da gestire, e riesca a far prosperare la squadra come fece nella stagione 2014/2015. In questa ipotesi, Curry sarebbe uno dei principali candidati all'MVP, Green entrerebbe nell'All-Defensive Team, Wiseman vincerebbe il Rookie of the Year e Golden State potrebbe lottare per il titolo in questa e nelle prossime stagioni.


Ma è anche possibile che il roster incontrerà difficoltà in difesa e al tiro, che impieghi molto tempo ad amalgamarsi e che fallisca l'approdo ai Playoffs. Con il rimpianto di un altro anno pesantemente condizionato dagli infortuni.


Solo il tempo ce lo dirà.





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