• Claudio Biolchini

A caccia di bonus

Squadra per squadra, i giocatori con un contratto che prevede dei bonus per questa stagione. Per chi legati a risultati, statistiche o riconoscimenti individuali, per chi al rendimento della squadra, per chi al peso corporeo...

FOTO: NBA.com

La NBA è una Lega unica, non solo perché ingloba i migliori atleti del mondo in una sola competizione, ma anche per la complessità delle norme che la regolano, che mirano a garantirci un prodotto avvincente, dove possa esserci competitività equilibrata.


Le leggi che governano il salary cap sono decisamente complesse, e anche per i contratti non potrebbe essere altrimenti. Spesso, infatti, i salari dei giocatori vengono integrati con dei bonus e delle clausole, a volte non rese pubbliche. L'oggetto di queste clausole è molto vario: dalle classiche prestazioni statistiche (tiri, rimbalzi, percentuali di vario genere) al numero di partite giocate (tipica postilla per i giocatori che ritornano in campo dopo un infortunio grave), dai risultati di squadra (post-season, Finals) fino ai riconoscimenti individuali (MVP, DPOY, primo, secondo o terzo quintetto NBA). Capita di vedere anche condizioni sulla propria forma fisica a inizio e fine stagione stagione.


Possiamo dividere questi incentivi in "probabili" (likely, in inglese) o "improbabili" (unlikely). Le somme aggiuntive probabili entrano nel conteggio del monte salari, quelle improbabili no. Come si fa, però, a capire se un bonus sia probabile o improbabile?


Si guarda l'annata precedente, del giocatore o della squadra. Se una franchigia ha vinto 30 partite in una determinata stagione, un eventuale incremento contrattuale che scatta magari dopo 50 vittorie verrebbe automaticamente definito "unlikely". Per i giocatori nuovi o che magari l'anno precedente non hanno calcato i campi da gioco, si fa una stima approssimativa. In caso di scontro nello stabilire la probabilità di un abbuono, sarà il sindacato a dirimere le controversie.


Ovviamente, se un atleta raggiunge un incentivo improbabile, l'anno dopo lo stesso bonus verrà conteggiato come "probabile" - e viceversa. Potete quindi immaginare come questo sistema influenzi notevolmente anche il mercato delle trade.


Nene Hilario nel settembre del 2019 ha firmato un contratto biennale con gli Houston Rockets da 20 milioni totali, di cui poco più di 5 di stipendio base, e i restanti 15 in bonus "probabili", legati alle sue apparizioni in campo e alle vittorie di squadra. Capite bene, però, che un certo numero di vittorie risulta molto probabile in una franchigia di alto livello come i Rockets, ma diventa difficile in un team di basso livello. Tutto questo ha reso ovviamente il brasiliano una preziosa merce di scambio. Il 5 febbraio Nene è finito nella maxi-trade Capela, ed è stato spedito agli Atlanta Hawks (con cui non avrebbe mai raggiunto quei bonus), per essere quindi comunque tagliato.


In una Lega dove poche migliaia di dollari possono farti superare la soglia della tassa di lusso, questi dettagli sono importantissimi. E talvolta si parla tutt'altro che di "dettagli".


Vediamo ora, squadra per squadra, i bonus che sono stati resi noti per questa stagione.




Atlanta Hawks


Clint Capela: 500.000$ per giocare almeno 2.000 minuti, 500.000$ per realizzare i tiri liberi con il 65%, 500.000$ per avere il 30% di defensive rebounds rate.


Dewayne Dedmon: 150.000$ per 48 vittorie della franchigia + 70 presenze individuali, oppure raggiungere il secondo round dei Playoffs.



Boston Celtics


Marcus Smart: 500.000$ legati al suo stato di forma, in particolare al grasso corporeo.



Brooklyn Nets


Taurean Prince: 334.375$ per tentare almeno 7.6 triple per 36 minuti col 41%, stesso importo per un defensive rating della squadra con lui in campo inferiore a 105.


Kirye Irving: 125.000$ di bonus per ognuna di queste condizioni: apparire in almeno 70 partite, perdere meno di 2.4 palloni a gara (apparendo in almeno 60 partite), tentare almeno 4.6 tiri liberi a partita (apparendo in almeno 60), tirare dalla lunetta con almeno l'88.5%, segnare almeno 2.8 triple a partita, commettere meno di 2.1 falli a gara, i Nets realizzano almeno 114 punti per 100 possessi con lui in campo, concedono meno di 106 punti per 100 possessi.


Kevin Durant: 1 milione se i Nets partecipano ai Playoffs o vincono almeno 43 partite.



Charlotte Hornets


Bismarck Biyombo: 500.000$ per essere il Difensore dell'Anno, bonus non noti per le eventuali presenze in post-season.



Chicago Bulls


Otto Porter: 50% del salario pagato l'1 ottobre.


Thaddeus Young: 150.000$ se i Bulls fanno i Playoffs e raggiungono 48 vittorie in Regular Season.



Cleveland Cavs


Dante Exum: 200.000$ per giocare almeno 67 partite + altri 200.000$ se ne gioca 72. 100.000$ per giocare almeno 67 partite con un defensive rating sotto i 100 punti. 500.000$ per partecipare a un programma fuori stagione per il miglioramento del peso.



Dallas Mavericks


Delon Wright: 350.000$ per essere un All-Star, l'MIP o essere in un quintetto difensivo All-NBA.


Maxi Kleber: 150.000$ per essere in un quintetto difensivo NBA o per tirare con il 40% da tre. 75.000$ per tirare con l'80% ai liberi, 100.000$ per prendere più di 9 rimbalzi per 36 minuti.



Denver Nuggets


Nikola Jokic: 430.000$ se la franchigia raggiunge il secondo turno dei Playoffs.


Gary Harris: 350.000$ per raggiungere il secondo turno di post season, 500.000$ per il premio di MIP.


Paul Millsap: 500.000$ per essere un All-Star, 150.000 per giocare 65 partite con 7 rimbalzi di media ogni 36 minuti, 250.000$ per il primo quintetto difensivo, 150.000$ per il secondo quintetto difensivo, 150.000$ per raggiungere i Playoff, 200.000$ per il secondo round, 200.000$ per partecipare alle finali di Conference.



Detroit Pistons


Tony Snell: 500.000$ per Difensore dell'Anno, 250.000$ per primo quintetto difensivo, 150.000$ per secondo quintetto difensivo. 100.000$ per 50 vittorie, 100.000$ per partecipare alle Finali di Conference.


John Henson: bonus alla firma di 4 milioni. 250.000$ per giocare almeno 60 partite, 500.000$ per 75 partite. 250.000$ se diventa un All-Star, 500.000$ Difensore dell'Anno, 350.000$ primo quintetto difensivo, 250.000$ secondo quintetto difensivo.



Indiana Pacers


Victor Oladipo: bonus 250.000$ legato a presenze tra RS e Playoffs.



Los Angeles Lakers


Kentavious Caldwell-Pope: 500.000$ per raggiungere le Finali di Conference. 350.000$ per avere almeno 1.85 assist a partita, altrettanti se ha 4 rimbalzi di media o 1.2 steals. 165.000$ se viene selezionato per un quintetto difensivo NBA.



Memphis Grizzilies


Tyus Jones: 860.000$ se la franchigia vincerà almeno 33 partite.



Miami Heat


Solomon Hill: 531.600$ per giocare almeno 1.000 minuti.


Kelly Olynyk: 400.000$ al raggiungimento dei Playoffs. 1.000.000$ se gioca almeno 1.700 minuti in stagione.


Dion Waiters: 1.150.000$ per giocare almeno 70 partite.



New Orleans Pelicans


Jrue Holiday: 255.000$ per giocare 67 partite con almeno 7.3 assist e 3.15 rimbalzi di media. 100.000$ per essere almeno nel secondo quintetto difensivo NBA. 510.000$ per giocare almeno 66 partite con 2.075 minuti. Bonus non noti per convocazione alla partita delle stelle e gare nei Playoffs.



New York Knicks


Mo Harkless: 500.000$ per finire la stagione con almeno il 35% da oltre l'arco.


Julius Randle: tre bonus separati da 900.000$ se diventa un All-Star, viene nominato in un quintetto difensivo o disputa almeno una gara di Playoffs (giocando almeno 65 partite in RS).



Oklahoma City Thunder


Dennis Schroder: 500.000$ per essere nominato in un quintetto difensivo giocando almeno 65 partite di RS.



Orlando Magic


Evan Fournier: 500.000$ se diventa un All-Star o campione NBA. 150.000$ per raggiungere i Playoffs giocando almeno 60 partite e il 75% delle partite dei Playoffs.


Aaron Gordon: 500.000$ per essere un All-Star, un All-NBA o selezionato nei team difensivi.


Terence Ross: 500.000$ per giocare almeno 63 partite con almeno 22 minuti di media e un defensive rating minore di 100. Altrettanti per raggiungere le Finals.



Philadelphia 76ers


Al Horford: il suo salario del 2022 è garantito per $14.5 milioni. Se i 76ers dovessero raggiungere le Finals in questi tre anni, diventerebbe garantito per $19.5 milioni.


Joel Embiid: se dovesse saltare 25+ partite o giocasse meno di 1.650 minuti, Philadelphia può ridurre il suo salario (in misura non nota). Se riesce a superare i 1.650 minuti per tre stagioni consecutive, o per tre stagioni su quattro, l'accordo resterà intatto senza riduzioni.



Phoenix Suns


Ricky Rubio: 75.000$ per tirare almeno 4.1 tiri liberi a gara. Altrettanti per tirarli con l'82%. 100.000$ per tirare col 40% dal campo. Tutti questi bonus si sbloccano se gioca almeno 62 partite.



Portland Trail Blazers


Jusuf Nurkic: 1.250.000$ per giocare almeno 70 partite con 50 vittorie della squadra.



Sacramento Kings


Buddy Hield: 500.000$ per essere un All-Star. Altrettanti se la franchigia raggiunge la post season + 250.000$ per le Semifinali di Conference, 500.000$ per le Finali di Conference, 1 milione per le NBA Finals. 500.000$ per tirare i liberi almeno con l'85%, altrettanti per avere meno di 2 palle perse a gara e per essere il leader del roster nei tiri da tre.



San Antonio Spurs


Rudy Gay: 1.500.000$ se la squadra ottiene 52 vittorie e Gay gioca almeno 60 partite, tira almeno col 37.5% da tre, realizza 100 triple e ha un defensive rating sotto i 103 punti.



Toronto Raptors


Kyle Lowry: 500.000$ per essere un All-Star giocando almeno 65 partite con 25 minuti di media. Altrettanti se dovesse raggiungere le Finali di Conference, il doppio per le Finali NBA e quattro volte tanto per la vittoria del titolo. 200.000$ per essere selezionato nel primo o nel secondo quintetto NBA, o in quello difensivo.



Utah Jazz


Rudy Gobert: 500.000$ per la selezione in un quintetto difensivo. Un milione per essere All-Star. 250.000$ per un defensive rating inferiore ai 100 punti. Bonus (non specificato) per la forma fisica.


Joe Ingles: 250.000$ per un defensive rating sotto i 100 punti.



Washington Wizards


Davis Bertans: 250.000$ per giocare più di 70 partite, con almeno 165 triple realizzate e 6.5 rimbalzi di media per 36 minuti.




Molti di questi bonus possono sembrare senza senso (talvolta spiegabili con delle precedenti trade), altri cautelativi. Molti di questi sono introdotti per far capire al giocatore cosa i front office si aspettano da lui, per "orientare", insomma, il suo sviluppo.


Un altro tipo di formula sono i cosiddetti trade kicker. Significa che il giocatore che possiede questa clausola, in caso di trasferimento, dovrà ricevere l'aumento del salario indicato nella postilla. Generalmente è una maggiorazione del 15% (ma può essere anche meno), che rende alcuni contratti più difficili da "spostare".


FOTO: NBA.com

Nel suo recente trasferimento dai Detroit Pistons ai Cleveland Cavaliers, Andre Drummond ha goduto di un trade kicker dell'8%, ricavando una maggiorazione di $857.160 sul suo salario. La maggior parte dei grandi giocatori, del resto, ha un contratto che prevede trade kicker - da LeBron James a Steph Curry, da Kevin Durant a Karye Irving, da James Harden a Russell Westbrook, fino a Paul George ed Anthony Davis.


Non è comunque solo prerogativa degli atleti di prima fascia, infatti troviamo anche nomi come Kelly Olynyk, Steven Adams o Kyle Anderson.


In altri - più rari - casi, i giocatori non hanno un impedimento di questo tipo, ma possiedono un diritto di veto sulla possibile destinazione (no trade clause), possono cioè scegliere di non andare in franchigie che ritengono indesiderate.


Dopo particolari tipi di rinnovi, il diritto di veto si acquisisce naturalmente. Possiedono questa facoltà giocatori come Austin Rivers, Rajon Rondo, James Ennis (che non ha esercita nel suo ultimo passaggio dai Sixers ai Magic) e JaVale McGee.





Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com