• Yuri Pietro Tacconi

Abbiamo un problema, Boston?

Con l’addio di Gordon Hayward, i Boston Celtics hanno perso tre dei loro migliori giocatori nelle ultime due offseason. Un campanello d'allarme per la franchigia?



Questo articolo, scritto da Mason Urban per The Lead e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 7 dicembre 2020.



KYRIE IRVING


L'era di Kyrie Irving a Boston aveva avuto un buon inizio. Malgrado il devastante infortunio a Gordon Hayward nella Opening Night, infatti, i Celtics vinsero 16 partite di fila e in quella striscia Kyrie fu incredibile, tenendo medie di 24.4 punti e 5.1 assist a partita, e tirando con il 49.1% dal campo. Un infortunio al ginocchio, però, chiuse la sua stagione prematuramente.


La sua mancanza diede l’opportunità ai giovani (Jayson Tatum, Jaylen Brown e Terry Rozier) di dimostrare di che pasta fossero fatti. I tre condussero Boston a Gara 7 delle Eastern Conference Finals, una partita in cui Kyrie non era nemmeno presente in panchina per supportare la squadra.


Questo portò ovviamente i Celtics ad avere importanti ambizioni per la stagione 2018/19. Una stagione in cui Kyrie avrebbe dovuto trovarsi in un ruolo nuovo per lui, quello di leader. E arrivò un momento tristemente celebre, che tutti i tifosi Celtics stanno ancora cercando di rimuovere dalla memoria...


In un evento dedicato ai possessori dell’abbonamento, Irving disse ai fan che “Se voi tutti mi vorrete ancora, ho intenzione di ri-firmare qui la prossima estate”.


La stagione tuttavia non iniziò con il piede migliore: i Celtics ebbero molte difficoltà, e Irving diversi problemi fuori dal parquet, come la morte di suo nonno. Unitelo al difficile compito di guidare una squadra giovane, con aspirazioni di vittoria, e capirete quanto possa essere stato complicato per un giocatore che non aveva mai dovuto essere il leader vocale dello spogliatoio prima di quel momento.


Ad ogni modo, il tutto fu abbastanza per ritirare la sua promessa nei confronti dei Celtics. Lo fece in un’intervista prima di una partita contro i New York Knicks, pochi giorni dopo il diffondersi di alcuni rumors che vedevano Kyrie pianificare la sua possibile dipartita, proprio in direzione Knicks, in Free Agency.



I Celtics videro la loro stagione infrangersi contro i Bucks al secondo round, in 5 gare. E a quel punto l'esperienza di Irving a Boston era arrivata al capolinea: quell’estate firmò un contratto da 4 anni e 141 milioni di dollari insieme al suo amico Kevin Durant per i Brooklyn Nets.


AL HORFORD


Al Horford ha lasciato Boston dopo aver declinato la sua player option da 30.1 milioni di dollari in seguito alla stagione 2018/19. Il pensiero era che sarebbe rimasto a Boston, firmando un contratto a lungo termine che fosse più digeribile per il team. Ma le cose non andarono come previsto dai più: Horford firmò un contratto da 4 anni e 109 milioni di dollari per i rivali Philadelphia 76ers.


Fu un colpo al cuore per i tifosi dei Celtics. Non solo avevano perso Big Al, ma quest'ultimo aveva anche scelto i loro più grandi rivali, i Sixers. Una cosa interessante è che Horford ha dichiarato che le cose “sarebbero state totalmente diverse”, se avesse saputo che i Celtics avrebbero firmato Kemba Walker...



Andarsene e firmare con Philadelphia aveva totalmente senso per Horford, al momento di quella scelta. Aveva 33 anni e gli fu offerto un contratto davvero notevole, per giocare comunque in una squadra che sembrava essere una contender.


I Celtcs, invece, avevano tra le mani un roster da costruire intorno al giovane duo Tatum-Brown. Entrambi arrivavano da una stagione negativa, mentre diversi altri giocatori lasciavano la squadra in Free Agency.


GORDON HAYWARD


L’era Hayward non ha avuto i risultati che i Celtics (o Hayward stesso) avevano previsto. Non è colpa di Hayward se dopo soli 5 minuti dall’inizio della sua carriera da Celtic si frantumò, letteralmente, la gamba. Gli infortuni succedono, e probabilmente nel suo caso hanno compromesso ogni possibilità di valere i soldi del suo contratto.


Hayward ha deciso di non proseguire con la sua player option da 34.1 milioni di dollari per la stagione 2020/21, in cerca di un contratto a lungo termine. Questo voleva dire una sola cosa: c’era interesse notevole sul mercato. Un giocatore con certi infortuni in carriera tendenzialmente non rifiuta 34 milioni, a meno che non gli venga promesso un contratto grosso e a lungo termine. I rumors indicavano i Pacers come destinazione preferita, ma Hayward ha sorpreso tutti firmando con gli Hornets un contratto da 4 anni e 120 milioni di dollari, che ha sconvolto il mondo NBA.


Il denaro è il motivo ovvio per il quale Hayward ha lasciato Boston, ma ci sono stati commenti interessanti da parte sua sul perché ha scelto Charlotte.


Michael Jordan aveva già provato a firmare Hayward ai tempi degli Utah Jazz, quando era restricted free agent. E questo probabilmente ha giocato il suo ruolo.


La seconda ragione è che Hayward voleva un ruolo più importante. Soprattutto a causa degli infortuni, era sceso parecchio nelle gerarchie dei Celtics, malgrado il suo contributo, soprattutto in termini di playmaking, fosse difficile da sostituire per coach Brad Stevens. L’ascesa di Tatum e Brown ha reso Hayward un’opzione secondaria in attacco, mentre a Charlotte sarà uno dei punti focali del sistema.


LE ESTENSIONI DI TATUM e BROWN


Jaylen Brown ha firmato una extension da 4 anni e 115 milioni di dollari prima della stagione 2019/20, diventando così il primo giocatore dei Celtics a firmare un’estensione del contratto da rookie dai tempi di Rajon Rondo (2009).

Brown veniva da una stagione frustrante, che lo aveva visto relegato fuori dal quintetto di partenza. Ed era stato molto duro nello spogliatoio riguardo alla necessità di tutti di ritenersi responsabili.


Danny Ainge ha creduto in Brown e gli ha dato un contratto che molti hanno criticato, inizialmente. E Jaylen si è dimostrato all'altezza, tenendo medie di 20.1 punti (career-high), 6.4 rimbalzi e 2.1 assist a partita nella scorsa stagione.


Come lui, anche Jayson Tatum ha firmato un’estensione (al massimo salariale) di contratto con i Celtics: 5 anni e fino a 195 milioni.


In questo caso si è trattato di una scelta quasi scontata, e decisamente più condivisa da parte dell'opinione pubblica. Tatum, oggi, è infatti riconosciuto come pietra angolare di questa squadra. E a posteriori, essersi assicurati lui e Brown garantisce ai Celtics delle ottime fondamenta sulle quali lavorare per il proprio presente e futuro.



C’È UN PROBLEMA NELL'ORGANIZZAZIONE?


Sebbene non ci siano dubbi che perdere tre giocatori chiave in Free Agency in due anni non sia positivo, c’è una spiegazione sensata per ogni distacco.


Kyrie non era felice a Boston nel suo ultimo anno. Buona parte di questo aveva a che fare con problemi lontano dal campo, e una volta che la possibilità di far squadra con Durant si è resa realistica, era facile immaginare che quello fosse il suo obiettivo.


A proposito di problemi con l'ambiente circostante. Per Irving ci sono già stati problemi anche a Brooklyn, con il risultato che i Nets hanno licenziato coach Kenny Atkinson e, a fine stagione, assunto Steve Nash, legato a Durant dopo la comune esperienza ai Warriors.


Inoltre, Irving ha avuto un inizio con i Nets tormentato, ancora, dagli infortuni. Si è sottoposto a un intervento alla spalla, perdendo le partite di Playoffs di Brooklyn nella bubble.


Quanto alle partenze di Horford ed Hayward, sono entrambe spiegabili in modo molto semplice: se ne sono andati perché altrove sono stati strapagati. E ciò non ha nulla a che vedere con Boston, con la sua cultura, con il suo progetto.


I Sixers sono diventati così ossessionati con il fermare Giannis Antetokounmpo che hanno costruito un team fatto apposta per accoppiarsi con lui... ma che non è riuscito ad arrivare a giocarci contro, nei Playoffs (complice l'infortunio di Ben Simmons). Ora Horford si trova ad Oklahoma City, dato che il neo-arrivato Daryl Morey si è liberato immediatamente del suo contratto.


La situazione di Hayward è simile a quella di Horford. Gli Hornets hanno strapagato, ma questo è ciò a cui sono spinti i team in piccoli mercati come Charlotte per attirare i free agent.


Hayward aveva anche già mostrato interesse nel giocare per gli Hornets in passato, quindi la sua firma non è così sorprendente. Nonostante ci fossero rumors di una possibile sign-and-trade tra Celtics e Pacers, sembra che Hayward fosse intenzionato a scegliere chi gli avrebbe offerto di più.



Dopo queste tre preoccupanti perdite, l’estensione di Tatum e Brown mostra che c’è un livello di fiducia alto all’interno dell’organizzazione. E oltre a loro, anche la firma di Kemba Walker (non mancavano altre pretendenti) nella Free Agency del 2019 ha confermato questa impressione.


Perdere tre star in poco più di 24 mesi non è certo una bella cosa, per una franchigia; ma considerando le circostanze di ogni situazione, si capisce come per ognuno di loro avesse senso firmare altrove.


Se gli altri team strapagano i giocatori di Boston, non è un problema della Celtics Culture.