• Andrea Campagnoli

Addio Jrue: la fine di un'era a New Orleans

Jrue Holiday, un grande giocatore e un grande uomo-squadra, è ufficialmente un membro dei Bucks. Cos'ha lasciato in Louisiana?



Questo articolo, scritto da Vance Abreu per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 Novembre 2020.


La trade del 16 novembre ha significato la fine di un’era a New Orleans.

Jrue Holiday, point guard titolare e punto di riferimento della franchigia, è stato scambiato in una blockbuster trade coi Milwaukee Bucks. Dopo mesi di speculazioni e rumors, Jrue si è spostato quindi verso la Eastern Conference, accasandosi in una contender.


E anche questa volta, come nel caso di Anthony Davis, David Griffin e soci sono riusciti ad ottenere il massimo possibile per l’ex All-Star.


Crescita e sviluppo


Guardandosi alle spalle, lo sviluppo e la crescita di Jrue nel corso degli anni sono incredibili. Fu portato a NOLA da Demps nel 2013 e le aspettative intorno a lui erano piuttosto alte. Aveva appena concluso una stagione da All-Star a Philadelphia e poteva essere visto come il partner ideale di Anthony Davis.


Sfortunatamente, però, infortuni e problemi personali ne hanno compromesso le prime tre stagioni. Dal 2013 alla fine dell’annata 2016/17, Holiday ha potuto giocare solo 206 partite di Regular Season. Ma nonostante questo, la franchigia ha continuato a credere in lui.


New Orleans lo ha infatti premiato con un rinnovo a cifre astronomiche: 126 milioni di dollari per ulteriori 5 stagioni. Nel momento dell’estensione contrattuale, analisti e tifosi hanno sostenuto all'unanimità, o quasi, che fosse esagerato per un giocatore appena uscito da un così grave infortunio. Tuttavia, la fiducia dei Pelicans ha trovato conferma, negli anni, nelle sue prestazioni.


Durante le successive tre stagioni, Jrue è stato più volte vicino a diventare un All-Star e si è costruito la fama di uno dei migliori difensori della Lega, venendo eletto nell’All-Defensive team due volte. Holiday adesso è visto da molti come uno dei giocatori più sottovalutati dell’intera NBA.


FOTO: NBA.com

Anche se New Orleans non ha raccimolato grandi successi durante il periodo di Holiday, Jrue lascia la città venendo ricordato come un ottimo uomo-squadra e un ottimo giocatore (e lasciando in dote una buona dose di asset futuri per la franchigia).


Uno dei momenti più significativi della sua storia a New Orleans è arrivato durante i Playoffs del 2018, dove ha letteralmente dominato Damian Lillard nella vittoria per 4-0 contro i Blazers. Holiday riuscì a limitare Lillard, permettendogli di segnare la miseria di 18.5 punti a partita, tirando con meno del 40%. Le sue performance durante quei Playoffs lo hanno reso una della guardie più temute, difensivamente parlando, dell’intera Lega.



Restituire quanto ottenuto


Oltre a essere riuscito a guadagnarsi la considerazione di uno dei migliori two-way player della Lega, il contributo che Jrue è riuscito a dare a New Orleans e a tutta la comunità NBA è davvero incredibile.


Nel luglio di quest’anno ha annunciato che lui e la moglie Lauren avrebbero usato la parte rimanente del proprio stipendio (circa 5.3 milioni di dollari) per lanciare la "Jrue & Lauren Holiday Social Justice Impact Fund". Una fondazione che mira a difendere i business e le iniziative delle comunità afro-americane a New Orleans, Indianapolis e Los Angeles. In aggiunta, parte dei ricavi della fondazione saranno destinati alla HBCU (Historically Black Colleges and Universities) e ad altri centri educativi.


L’impegno di Jrue nel supportare i centri scolastici, la comunità e le possibilità degli afro-americani dimostrano che tipo di persona sia.


Insomma, Holiday ha concluso la sua carriera a New Orleans con due apparizioni ai Playoffs, due nomine nell’All-Defensive Team e viaggiando ad una media di 17 punti a partita. Fortunatamente per lui, Milwaukee è una squadra che lotta per il titolo e che potrebbe portarlo, raggiunta la soglia dei 30 anni, a giocare la sua prima serie di NBA Finals.


Se la meriterebbe, Jrue.