• Luca Losa

All-Snub Team 2021

Un pensiero su alcune stelle che non sono state selezionate per partecipare al prossimo All-Star Game.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 febbraio 2020.



Se c’è un anno in cui un All-Star “snobbato” può dimenticarsi in fretta la cocente delusione di non essere stato selezionato per il Weekend delle Stelle, questo è l’anno. Con il mondo ancora nel mezzo della pandemia, l’All-Star Weekend sarà ridotto a una sola giornata, il 7 marzo, ad Atlanta. Oltretutto, ai giocatori non sarà permesso di lasciare l’hotel se non per la partita.


Prendere una boccata d’aria durante questi tempi dal calendario serrato di partite, sarebbe rigenerante sia per la mente sia per il fisico. Allo stesso tempo, però, l’orgoglio gioca la sua parte per quei giocatori che sono stati “snobbati” nella selezione della partita più mondana dell’anno.


Sfortunatamente, ci sono solo 24 posti disponibili. E dopo che le riserve sono state annunciate, come di consueto, The Undefeated presenta il suo annuale “All-Snub Team”, la squadra di giocatori meritevoli che non hanno passato il taglio.


(Premessa: la guardia dei Grizzlies, Ja Morant, e la stella degli Heat, Jimmy Butler, sarebbero probabilmente stati parte della lista se avessero giocato almeno 20 partite.)



Devin Booker, Phoenix Suns


L’affronto maggiore riguarda con pochi dubbi la mancata selezione di questo All-Star della passata stagione, che sta viaggiando a 24.7 punti, 4.3 assist e 3.8 rimbalzi a sera. LeBron James, non l’ultimo arrivato, ha twittato che "Book è la stella meno rispettata e considerata della Lega", dopo l’uscita della notizia. Il record di 20-10 di Phoenix non è stato, evidentemente, abbastanza per mandare due giocatori dei Suns all’All-Star Game. Come premio di consolazione, tuttavia, Devin rimpiazzerà con molta probabilità l’infortunato Anthony Davis.



DeMar DeRozan, San Antonio Spurs


Per quanto stanno facendo i San Antonio Spurs, record di 16-11, un All-Star sarebbe stato meritato. E a quel punto, la scelta sarebbe ricaduta senza esitazioni su DeMar DeRozan, che sta vivendo una seconda giovinezza e viaggia a medie di 19.8 punti, 6.9 assist e 5.0 rimbalzi a partita. Ma si sa, l’All-Star Game è prima di tutto una competizione di popolarità, e gli Speroni sono storicamente tra i meno considerati.



Mike Conley, Utah Jazz


Nemmeno il sensazionale cammino fino a qua della franchigia di Salt Lake City ha dato a Mike Conley la sua prima apparizione al Weekend delle Stelle. Le prestazioni del giocatore - i suoi numeri: 16.4 punti, 5.6 assist e 3.4 rimbalzi a partia - evidentemente non hanno impressionato abbastanza i coach votanti. Ma Conley è il leader della squadra prima in classifica e più in forma della Lega, e una terza selezione dai loro ranghi non sarebbe stata eresia.



De’Aaron Fox, Sacramento Kings


Non partecipare all’All-Star Game questa stagione deve essere stata una delusione per Fox, che sta mandando a referto 22.3 punti, 7.1 assist e 3.2 rimbalzi a partita. Nel mese di febbraio, poi, la point guard al quarto anno tra i professionisti ha collezionato 24.4 punti e 9.1 assist ad allacciata di scarpe. Il record negativo dei Kings (12-9) è stato il più grande ostacolo alla sua prima selezione.


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Brandon Ingram, New Orleans Pelicans


Ingram non è stato selezionato per la seconda volta consecutiva, nonostante quest’anno stia producendo più punti e assist (23.9 e 4.7, rispettivamente) della passata stagione. La partenza a rilento di New Orleans ha reso impossibile la chiamate di due Pelicans in questa Western Conference carica di talento. Aspettiamoci però che Ingram e Zion Williamson facciano coppia all’All-Star Game nei prossimi anni.



Trae Young, Atlanta Hawks


Gli Hawks hanno mancato l’occasione di avere un All-Star della loro franchigia la volta proprio quando l'evento si disputerà nella loro città. L’esclusione di Young ha lasciato in moltissimi perplessi. È sì vero che il suo contributo realizzativo in questa stagione è inferiore, ma Young sta tirando meglio da oltre l’arco e serve i compagni come non mai in carriera (9.5 assist). Il record negativo di 13-17 degli Hawks, tormentati dagli infortuni, ha sicuramente influito.



Bam Adebayo, Miami Heat


Le speranze del centro di origini nigeriane di fare la sua seconda apparizione consecutiva all’ All-Star Weekend sono state infrante. Il lungo dei campioni in carica della Eastern Conference sta viaggiando a 19.6 punti, 9.5 rimbalzi e 5.5 assist a sera; ma anche in questo caso, il problema è più della squadra che suo, probabilmente. La brutta partenza degli Heat ha fatto sì che nessuno dei loro giocatori venisse selezionato.



Khris Middleton, Milwaukee Bucks


Mentre i Bucks non sono stati finora la forza dominante che tutti ci aspettavamo, è comunque sorprendente che abbiano nella loro stella Giannis Antetokounmpo il loro unico giocatore all’All-Star Game. Le statistiche di Middleton sono molto simili a quelle della passata stagione, quando invece venne selezionato. L’Eastern Conference quest’anno ha aggiunto talenti, è indubbio. La mancata chiamata di questo due volte All-Star, comunque, rimane abbastanza sorprendente ed è forse dovuta allo stile poco “luccicante” del suo gioco.



Gordon Hayward, Charlotte Horntets


Hayward è rinato in maglia Hornets, mettendo a referto ogni sera 21.9 punti, 5.4 rimbalzi e 3.7 assist a partita. All’ex Celtic è forse imputato il fatto di non aver trascinato i suoi a un record positivo e, oltretutto, nel mese di febbraio i suoi punti sono calati a 19.2 a sera dopo i 24.1 di gennaio (a rubare le prime pagine per gli Hornets è stato nel frattempo il rookie LaMelo Ball).


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Tobias Harris, Philadelphia 76ers


Con il miglior record della East Coast, i Sixers meritavano forse un terzo All-Star. Harris, dopotutto, sta giocando ai livelli della sua prima convocazione all’All-Star Game, quando vestiva la maglia dei Los Angeles Clippers, allenato anche lì da coach Doc Rivers. Ma il carico di stelle a Est del 2021 è troppo perché ad Harris fosse lasciato un (meritato) spot.



Fred VanVleet, Toronto Raptors


Steady Freddy è sicuramente stato all’altezza, fin qui, del contrattone che ha firmato in estate, mettendo insieme 20.1 punti, 6.6 assist, 4.4 rimbalzi e 1.7 rubate a partita. Tuttavia, non è stato abbastanza per concedergli la sua prima apparizione all’All-Star Game. La partenza col freno a mano tirato dei Raptors ha sicuramente pesato sulla sua (e del compagno Pascal Siakam) mancata selezione. Detto ciò, siamo sicuri che VanVleet non disprezzerà un breve break a questa stagione, in cui sta giocando 36.6 minuti a partita, terzo dato in NBA.



Domantas Sabonis, Indiana Pacers


Considerando il record di 15-14 di Indiana, è sorprendente che Sabonis non sia stato considerato. Dopo aver fatto parte dei 24 nella passata edizione, il lungo al quinto anno nella Lega sta avendo la stagione migliore della carriera, con 21.5 punti, 11.6 rimbalzi e 5.7 assist a gara. Se può essere una consolazione per il figlio di Arvydas, la mancata chiamata sarebbe stata ancora più difficile da digerire se l’All-Star Game si fosse tenuto a Indianapolis, dove si sarebbe originariamente dovuto tenere.