• Alessandro Di Marzo

Andre Iguodala, il role player del decennio


©️ Sportskeeda

“Love to imbound... finds James... James blocked by Iguodala!”

Questo il commento di Mike Breen in Gara 4 delle Finali 2017, prima che LeBron lanciasse via il pallone, frustrato, dopo essere stato vittima di un’altra giocata difensiva decisiva di Iguodala.

Non si parla abbastanza dell’importanza cruciale di Andre Iguodala quando si discute dei cinque anni di successi dei Golden State Warriors. E tutto parte della difesa: nonostante non venga quasi mai preso in considerazione quando si pensa ai migliori difensori di sempre, c’è da ricordare che per anni ha intimorito come nessuno gli avversari che marcava. La sua signature move, la “strip steal”, ha messo in difficoltà anche attaccanti d’élite, come Kevin Durant, Kawhi Leonard e, certamente, LeBron James.

Uno swingman in grado di difendere contro giocatori di ogni ruolo e di ogni livello: basti pensare alle Finals del 2015, dove ha dovuto tenere a freno il Re. E i risultati, come sappiamo, sono stati ottimi: James si è fermato ad un misero 38% dal campo con Iggy a difendere su di lui, e il net rating in questa situazione dimostra il suo strapotere: -15.5. Senza il numero 9 in campo, invece, la percentuale di LeBron è salita al 44%, con un net rating di +18.8. Statistiche che hanno di certo favorito la vittoria del titolo di MVP.

Anche durante gli ultimi Playoffs, comunque, Iggy ha dimostrato le sue capacita: ha infatti tenuto Kawhi Leonard a 23.8 punti per 100 possessi, per Second Spectrum; lui e Klay Thompson sono stati i due giocatori che hanno difeso meglio su “The Klaw” in quest’ultima postseason.

Il punto, forse, è che - visto il magnifico attacco dei ragazzi della Baia - l’aspetto difensivo è sempre stato erroneamente sottovalutato. I difensori di Golden State erano versatili e capaci di cambiare in difesa su giocatori di ogni ruolo, passando da lunghi a guardie veloci. E dopo Draymond Green, Iguodala è stato probabilmente l’uomo chiave per attuare questo stile di gioco.

Ciò si è notato maggiormente quando Iguodala ha dovuto saltare alcune partite nella leggendaria serie del 2018 contro i Rockets, in finale di Conference. Durante Gara 3, quella dell’infortunio, stava rendendo la vita molto difficile a Paul e Harden: sempre per Second Spectrum, i due hanno tirato con un incredibile 1/41 con Andre alle calcagna.

Ora, questi dati possono essere noiosi e non riflettere del tutto la realtà, ma in questo caso forniscono un’importante indicazione. Qui vediamo un perfetto possesso difensivo, proprio prima che cadesse a terra infortunato:

Forza, senso della posizione, mani incredibilmente veloci e intelligenza sufficiente per contrastare lo stile di gioco dell'avversario: tutto ciò ha contribuito a renderlo davvero un incubo per gli attaccanti di Houston che lo affrontavano. Inoltre, il suo IQ cestistico e il suo grande atletismo rendono Iguodala anche un ottimo difensore in aiuto, in grado di spezzare il ritmo offensivo con intelligenti raddoppi.

L’ultimo possesso di Gara 5 delle Finals 2019 ha visto Lowry sbagliare il tiro decisivo, con Green in tempo per stopparlo. Tutto, però, è partito da un rapido raddoppio di Iguodala su Leonard, che quindi non ha potuto concludere.

A questo punto è più facile comprendere quanto sia stata importante la sua prodigiosa abilità difensiva per trasformare gli Warriors nella corazzata che conosciamo. Ma c’è di più. La "strip steal" di cui abbiamo parlato in precedenza ha portato a molti contropiedi vincenti, spesso guidati da Iguodala stesso.

E anche questo va detto. Anche la sua abilità di playmaking è stata erroneamente sottovalutata.

E non va dimenticato che sa anche passare la palla... così:

Anche offensivamente, poi, si nota la sua astuzia, specialmente in situazioni di blocchi e tagli. I blocchi, se si predilige osservare i movimenti della palla, non vengono presi molto in considerazione, ma possono avere la stessa importanza di buoni passaggi o buoni tiri. Il nativo di Springfield è uno dei bloccanti più intelligenti della Lega, utilissimo per un sistema di gioco ricco di movimenti off the ball come quello dei ragazzi della Baia.

Al 40esimo secondo del video sotto, Andre passa il pallone a Curry, nell’angolo, e sembra volergli portare un blocco, ma taglia rapidamente verso canestro per una comoda schiacciata. Tagli del genere, oltre a renderlo pericoloso, aprono anche importanti spazi per i compagni.

Ma c'è un'ultima - importantissima - caratteristica che lo rende speciale: l'essero sempre decisivo quando conta. Iguodala, freddissimo, ha dimostrato più volte di possedere questa abilità. Un esempio? La tripla messa a segno negli ultimi secondi di Gara 2 delle scorse Finals:

E qui si chiudono gli elogi per le sue gesta sul parquet. Anche fuori dal campo, però, ha dimostrato di essere un veterano saggio - un po’ come Yoda o Alfred Pennyworth, intesi? - e in grado di gestire al meglio il morale in spogliatoio e in panchina. Chiunque abbia giocato con lui non fa che ammirarlo per la sua leadership e per la sua grande conoscenza del Gioco.

Non sono cose che si possono misurare con le statistiche, ma capiamo facilmente quanto possano risultare fondamentali in una Lega ricca di caratteri poco piacevoli. Specialmente in una super-squadra come Golden State.

Con le sue caratteristiche, Iguodala spiega benissimo al mondo della pallacanestro l’importanza dei role player come lui. Chi racconta di questo sport si sofferma più volentieri su pochi giocatori, i migliori (spesso scomodando paragoni con altri pochissimi giocatori). L’NBA, però, non è basata solamente sulle star, ma si fonda anche su giocatori che, apparentemente, non sembrano incidere così tanto.

Il successo dei Raptors, per esempio, non è solo merito di una superstar come Leonard e un ottimo allenatore come Nurse, ma anche di un gran numero di giocatori di contorno che hanno lavorato benissimo e che si tende a non ricordare. Non abbastanza, almeno.

Oggi più che mai, vincere non significa solamente firmare superstar come Kevin Durant o LeBron James: sono gli Iguodala di questo mondo a guidare una squadra verso la gloria.

©️ Sportskeeda

Questo articolo, scritto da Adithya Ravi e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 gennaio 2020.

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