• Claudio Biolchini

Around the Clippers: pronti a esplodere

Tantissimo talento a disposizione, i rinforzi delle ultime settimane e uno spogliatoio non semplice da gestire. I Clippers riusciranno a cambiare marcia?



Chissà se coach Doc Rivers appenderà un'effige di Santa Barbara nello spogliatoio dei suoi Los Angeles Clippers.


La storia di Santa Barbara è molto controversa, per via della difficile collocazione geografica e temporale, che hanno messo in dubbio la sua storicità. Risulta comunque venerata in diverse parti d'Europa, dall'Egitto alla Turchia, dall'Italia alla Francia.


Nata da famiglia pagana, bellissima ma ribelle, viene rinchiusa in una torre dal padre Dioscoro, per punirla e al tempo stesso proteggerla dai pretendenti e dai pericoli esterni. Nei suoi studi dentro la torre, si converte al Cristianesimo, aumentando il disprezzo del padre. Trascinata da un magistrato, la santa non rinnega la sua fede e il padre comincerà a torturarla.


Protetta dall'alto, Barbara resisterà alle fiamme e alle percosse, e per farla finita il padre sarà costretto a portala in cima a una montagna per decapitarla con le sue stesse mani. Arrivato a valle, Dioscoro sarà incenerito da un fulmine venuto dal cielo.


Santa Barbara è considerata la protettrice di tantissime figure, ma soprattutto viene invocata contro il fuoco e le morti causate da esplosioni o colpi di artiglieria, al punto che le polveriere vengono anche chiamate "santebarbare".


Chissà se coach Doc Rivers appenderà un'effige di Santa Barbara nello spogliatoio dei suoi Los Angeles Clippers. Ai già complicati caratteri di Patrick Beverley e Montrezl Harrell, sono state aggiunte altre due "mine vaganti" come Reggie Jackson e Marcus Morris, secondo nella Lega per falli tecnici.


Talento a dismisura, ma instabilità da nitroglicerina, considerando anche che la leadership silenziosa di Kawhi Leonard non sempre è apprezzata. Qualche scossone c'è già stato, anche se non sappiamo di quale entità. Accogliere due atleti così in un clima non sereno potrebbe essere difficile.


Ora, però, i Clippers non possono più nascondersi. Sono i più forti. Ad una squadra già etichettata da molti come la favorita, o quasi, sono stati aggiunti un tiratore da oltre l'arco da 43% in grado di giocare da stretch five nei Playoff (Morris), e un ball-handler con capacità di segnare costruendosi il tiro da solo (Jackson).



La pressione salirà a mille, ma per valori in campo non c'è partita con nessuna franchigia NBA. Ora è tutto nelle mani di coach Rivers, che dovrà riuscire a creare un gruppo coeso e subito vincente, dato che l'orizzonte temporale di questa squadra è limitato, con i due nuovi arrivati presi praticamente "a noleggio", essendo in scadenza di contratto, oltre ad Harrell, che richiamerà fior di milioni.

Il tempo, quindi, è l'unica cosa che manca, ma il roster a disposizione è formato da giocatori d'esperienza che dovrebbero capire che per molti di loro questa è l'occasione di una carriera.


Sabato il ritorno alle partite giocate è stato disastroso, con la sconfitta contro i Kings. Nel primo quarto i Clippers hanno mandato a referto solo 13 punti (con solo due giocatori in grado di segnare dal campo), mettendoci quasi 4' per il primo canestro. "Soft"per tutto l'incontro, l'impressione era che ognuno avesse la pretesa di creare dal palleggio, senza muoversi, rendendo stagnante la circolazione di palla.


Copione totalmente inverso martedì contro i Grizzlies, con partita chiusa già nel primo quarto con un perentorio 40-14 e, alla fine, dieci giocatori a referto. Insomma, i Clippers hanno dato quel segnale che dovevano prima di tutto a loro stessi.



Morris ha iniziato male le sue prime 5 partite, quasi dimezzando la sua media punti di New York e tirando con il 30% da tre, nonostante un minutaggio da 31 minuti di media. E' invece ancora presto per giudicare l'impatto di Reggie Jackson.


Se non altro, la pausa per l'All-Star Game ha permesso a coach Rivers, finalmente, di allenare la squadra al completo. La prima necessità, in questo momento.


Con 4 partite perse nelle ultime 6, e un ciclo di gare difficili alle porte (Denver, Philadelphia, OKC, Houston e due volte Lakers nelle prossime 7), per George, Leonard e compagni è tempo di cambiare marcia.


Per evitare che qualche scintilla possa distruggere la "santabarbara" Clippers.



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