• Andrea Lamperti

Around the trade: PJ Tucker ai Milwaukee Bucks




Nella serata di ieri Woj ha cinguettato lo scambio più atteso di questi giorni di avvicinamento alla trade deadline. Sicuramente per il diretto interessato, ma non solo.


Che PJ Tucker fosse sul mercato - già da mesi, e a maggior ragione dopo le 17 sconfitte consecutive di Houston - non era certo un mistero. Anzi, lo stesso giocatore ha sottolineato più volte di avere la valigia in mano e aspettare una chiamata. O meglio, che i Rockets gli lasciassero arrivare quella chiamata: il suo numero era nella rubrica un po’ di tutte le contender.


Alla fine quella telefonata è arrivata dai Bucks, che portano a Milwaukee uno dei pezzi più richiesti - se non il più richiesto - sul mercato.


Dell’interesse di Jon Horst per Tucker si era parlato negli ultimi giorni. Più difficile, invece, era intuire il trade package che sarebbe stato spedito a Houston. La soluzione trovata dal GM è stata “creativa”, come raccontato da Bobby Marks per ESPN.


Per matchare i salari il contorno dello scambio sono: Rodions Kurucs direzione Bucks, DJ Augustin e DJ Wilson direzione Rockets. Mentre, per accontentare l’ovvia richiesta di asset di Rafael Stone, Milwaukee riacquisisce la propria first-round pick 2022 (precedentemente ceduta), così da poter mettere sul piatto una scelta al primo giro sia nel 2021 (tramite swap con quella al secondo di Houston), sia nel 2023. Aggirato il problema con la Stepien Rule, ecco PJ.


Il veterano ex Rockets presto spegnerà 36 candeline e ha un contratto in scadenza nei prossimi mesi ($8M circa per il 2020/21). Esperienza Playoffs e chilometraggio non mancano, e non fatevi ingannare dal suo calo in questa stagione. A crollare, nel 2021, è stato tutto quello che c'era intorno a lui, a Houston. Nell’ordine: D’Antoni, Morey, Covington, Westbrook, Harden. Ovvero, ogni idea di competitività della squadra e, quindi, il senso che PJ (il vero PJ) ne facesse parte. Quello di cui sono convinti i Bucks, così come tanti GM della Lega, è che Tucker in una contender sia ancora quel giocatore che fino a pochi mesi fa teneva in piedi la difesa dei Rockets e la sua small-ball lineup.


Non solo è l’archetipo ideale del 3&D role player, grazie alla sua versatilità difensiva combinata alla specializzazione nelle corner threes, ma è anche ciò che serviva ai Bucks in ottica Playoffs. Tucker può creare insieme a Giannis un frontcourt che, soprattutto nei finali di partita, garantisce a coach Budenholzer un’altra dimensione difensiva rispetto alla lineup con Brook Lopez o con il suo backup Bobby Portis.


Holiday, DiVincenzo, Middleton, Antetokounmpo, Tucker. I Cervi ora hanno davvero i cinque con cui chiudere le partite e da accoppiare con ogni squadra NBA. Dove invece la coperta è diventata corta, inevitabilmente, è nella second unit.


La partenza di DJ Augustin lascia un vuoto nel ruolo di point guard su cui i Bucks lavoreranno nei prossimi giorni. Occhi puntati sul mercato dei buyout o eventuali occasioni entro la trade deadline.


FOTO: NBA.com

Sponda Houston, proprio per le qualità di Tucker di cui si è parlato, la domanda se questa fosse l’offerta migliore possibile ha, nell'opinione di chi scrive, diritto di cittadinanza. Tutti volevano PJ e da Milwaukee non è arrivato molto, in termini di Draft picks. Lo swap tra le scelte del 2021 avverrà sicuramente (la protezione prevista è fino alla nona chiamata e i Bucks ovviamente non saranno in Lottery) - ma tra la prima di Milwaukee e la seconda dei Rockets potrebbero passare, a spanne, qualcosa come cinque chiamate.


Da DJ Augustin per Houston potrebbe arrivare una second-round pick, mentre DJ Wilson sarà free agent la prossima estate. In ogni caso, con la partenza di Tucker in Texas si conclude l’annunciato smantellamento del roster che ha giocato gli scorsi Playoffs.


Stone e soci hanno rivoluzionato la squadra e gli asset a propria disposizione per l’ennesima volta in questa stagione. Nei prossimi giorni il lavoro sarà completato, presumiblmente, con Victor Oladipo.



In che termini ripenseremo a questa trade tra qualche mese, comunque, dipenderà in larga misura dalla primavera (si fa per dire, in queste stagioni pandemizzate) dei Bucks.


Chiaro che la trade con i Rockets abbia consegnato a Coach Bud più flessibilità difensiva e un vero e proprio death lineup per i Playoffs. E altrettanto chiaro che l’oneroso affare della scorsa estate con i Pelicans abbia portato al fianco di Giannis il giocatore giusto, Jrue (ottimo difensore, trattatore di palla e realizzatore on/off ball), per aiutare Milwaukee a uscire da quella (mono)dimensione offensiva andata in tilt più volte negli ultimi Playoffs. È chiaro, insomma, che Jon Horst abbia fatto un lavoro straordinario, negli ultimi mesi.


Ora, c’è da dimostrare in campo che queste due aggiunte sulla carta perfette possano rivelarsi, oltre che il miglior premio possibile per l'estensione di Giannis, anche le mosse giuste per arrivare alle NBA Finals. E con ogni probabilità, dalle sorti di questa missione dipenderanno quelle di Budenholzer.


Ancora qualche giorno per scoprire come i Bucks completeranno il roster, e un paio di mesi per finire il rodaggio in Regular Season.


Poi, sarà il momento della verità.