• Mattia Tiezzi

AtFinals: "We know what the deal is"


NBA Finals | Post-Game 2 Press Conference | Giannis Antetokounmpo

Seconda gara delle NBA Finals e seconda vittoria per i Phoenix Suns, trascinati da un Devin Booker da 31 punti (12/25 dal campo, 7/12 da tre punti), oltre che dall'eccellente prova di Mikal Bridges (27 punti con il 53.3% dal campo).


I Milwuakee Bucks provano a restringere il divario iniziale grazie al terzo quarto leggendario di Giannis Antetokounmpo (20 punti, record nelle NBA Finals per un singolo quarto negli ultimi 25 anni), che chiuderà con una doppia-doppia da 42+12 (e 68% dal campo), ma non sarà abbastanza.


Il team allenato da coach Mike Budenholzer torna in Wisconsin con più urgenza che mai in vista di Gara 3, mentre i Suns partiranno con la certezza del fattore-campo e con l'euforia di trovarsi a due vittorie dal Larry O'Brien Trophy.


Qui di seguito potete trovare le parole, in ordine, di coach Budenholzer, Pat Connaughton, Khris Middleton, Jrue Holiday e Giannis Antetokounmpo.

NBA Finals | Post-Game 2 Press Conference | Mike Budenholzer

Il primo a presentarsi in conferenza stampa è Mike Budenholzer, che si sofferma sull'importanza di continuare a giocare in modo aggressivo e con la giusta toughness, soprattutto "giving a lot of credit to the defense".


Gli viene chiesto poi dell'importanza dello shot-making attorno a Giannis:

Penso che a quattro minuti e mezzo dal termine sia stata una partita con sei punti di distanza, abbiamo avuto occasione di poter segnare una tripla, altre in cui non abbiamo preso il rimbalzo che ci serviva. Dobbiamo solo tornare a casa, stare nella film-room e continuare a lavorare per migliorarci contro questo gruppo.

Sulla small lineup:

E' una parte importante dei Playoffs, a volte è importante andare più small: può concederti più shooting e altri vantaggi, ma anche far male in altri lati. Penso che Brook abbia avuto buoni minuti, che ci abbia aiutato. Ma andare small presuppone andare insieme a rimbalzo, che tutti partecipino: devi essere in grado di fare entrambe le cose.

Parla anche di come le prestazioni di Bridges e Crowder (doppia-doppia con 11+10, 50% dal campo e 60% da tre) siano influenzate dalla gravity di Paul e Booker:

Penso che la loro abilità di fare il passaggio al momento giusto nel posto giusto, di Paul e Booker, attiri attenzione. La loro abilità di attrarci ha concesso dei tiri a Bridges e Crowder, hanno segnato 20 triple stasera. Penso che dipenda dalla loro capacità di fare il giusto passaggio dopo aver attratto attenzioni, per fortuna in questo potremo migliorare.

Gli viene chiesto della shot-selection di Holiday:

Penso che Jrue si sia comportato bene a tratti. Deve essere più aggressivo da fuori, di più sul pitturato, e lo è stato. Deve solo giocare il proprio gioco. Questo gruppo ha fatto molte buone cose, il nostro spacing è stato migliore, dovremo essere più aggressivi e continuare a fare questo in gara 3.

Su Giannis chiarisce che quelli a fine partita fossero solo crampi, nulla di relativo al ginocchio, su cui comunque chiarisce che serva ancora un po' di conditioning. Ma quel che rende Antetokounmpo speciale è il voler essere "out there", oltre alla leadership:

E' impressionante, la sua leadership sta crescendo sempre di più. Con lui, Khris e Tucker c'è un sacco di "togheterness", questo è ciò che serve. Amo la sua connessione con i compagni, è un grande leader.
NBA Finals | Post-Game 2 Press Conference | Pat Connaughton

Sulla leadership di Giannis prenderà parola anche Pat Connaughton:

Credo che il suo messaggio sia stato non su ognuno di noi individualmente, ma collettivamente, restare insieme un possesso alla volta. Lui è cresciuto come leader, soprattutto vocalmente. Ha la sua workman-attitude, passa molto tempo in palestra. Anche se infortunato era presente in spogliatoio, in panchina, era con il team e credo abbia fatto un gran lavoro vocalmente.

Gli viene chiesto poi come pensa di poter essere il 31esimo team nella storia a ribaltare un 2-0 nei Playoffs, nonostante ci siano già passati contro Brooklyn:

We are competitors. Abbiamo un gruppo resiliente, non saremmo qui senza crederci. Abbiamo attraversato delle avversità, e importante è che lo abbiamo fatto come una squadra, combattendo l'uno per l'altro. Qui non cambia nulla: devi prenderla una partita alla volta, un quarto alla volta, un possesso alla volta, e fare in modo di guardare a Gara 3.

Infine, torna su Giannis:

Di lui non mi sorprende più nulla, lo chiamano "Freak" per un motivo. Ha fatto cose incredibili e non sarebbe possibile se non curasse così il proprio corpo, facendo le cose che lo hanno reso due volte MVP. Fortunatamente non l'ho visto a terra durante i crampi, ero voltato, non ho avuto quei secondi di brivido. Sono felice di aver giocato a Portland con Damian Lillard, uno come lui, e di farlo con Giannis ad alto livello.
NBA Finals | Post-Game 2 Press Conference | Jrue Holiday (sinistra) & Khris Middleton (destra)

Jrue Holiday e Khris Middleton parlano dei tiri sbagliati, di come sia importante segnare gli open-shots e fare meglio in alcuni lay-up finiti con un in&out. Ma come si esce da questa mole di errori?

Con una short-time memory. Devi restare aggressivo e attaccare il canestro, perché sai che può esserci il lungo a rimbalzo. Devi fare pressione sul canestro. (Jrue Holiday)

Middleton, invece, parla di come la prossima partita sarà una "dogfight", sapendo come ci si debba comportare in una simile situazione. Holiday viene poi interrogato sulla difesa su Devin Booker:

E' uno dei leading scorers di questa partita, ci ha lavorato e anche noi. Marcarlo è difficile, sì, ma non impossibile per noi fare qualcosa in più.

Jrue chiarisce anche l'importanza di "mantenere la calma, restare uniti" nei momenti in cui gli avversari segnano tiri pesanti o contestati, ritornando sulle attenzioni che si portino dietro D-Book e CP3, come detto da Budenholzer.

Middleton chiude parlando dei fattori da migliorare per Gara 3:

Sarà dura. Fortunatamente possiamo segnare più tiri, limitare le loro triple e giocare un po' più veloce. Soprattutto dovremo cercare di rendere loro le cose più difficili sul pick&roll, limitarli il più possibile.

Arriva poi il turno di Giannis Antetokounmpo, a cui viene chiesto di nuovo se stia testando il proprio corpo:

Come ho detto, se sono lì, non sto più testando, sono lì per aiutare il mio team in ogni modo possibile. Penso che se rifletti sui tuoi dolori poi cerchi delle scuse. Sei là, gioca e basta.

Chiarisce, inoltre, anche lui, che il problema era solo di crampi, che servisse solo bere acqua.


Cosa possono fare in casa?

Siamo già stati qui, sappiamo quale sia il patto ("We know what the deal is"): essere aggressivi, continuare a divertirsi a giocare insieme, divertirsi a giocare a pallacanestro, sperando di poter vincere. Sappiamo quale sia il patto.

Il due volte MVP capisce anche la difficoltà di andare small, di catturare le fifty-fifty balls, di cambiare e andare a rimbalzo, ma è ottimista: "Fortunatamente possiamo andare avanti, faremo un lavoro migliore".


Ad una domanda su come comportarsi con Jrue Holiday (che ha iniziato 3/12 dal campo) risponde così:

Continuare a parlargli, a dirgli di essere aggressivo, non puoi affogare nei tuoi sentimenti, per quanto difficile. Sono le Finals, 20.000 persone ti fischiano. Ma alla fine non riguarda me, o lui, o Khris. Nemmeno il coach. Si parla di noi. Se parti male ma poi aiuti la squadra, questo va bene, e credo che lo capisca. So che ci sarà quando ci servirà più che mai, è un grande giocatore.

Gli chiedono se sia cambiato nella sua leadership vocale, dopo che nel terzo quarto è stato inquadrato in un momento emozionale con i compagni:

Sono lo stesso, solo un po' più vecchio e maturo. So cosa voglio: voglio vincere. Vincere e godermi il gioco il più possibile. So che c'è molta pressione da tutto il mondo, ma dovremmo andare là fuori e godercela al massimo. Non siamo qui dal 1974, abbiamo fatto una grande run e dobbiamo godercela. Vincere o perdere, dobbiamo trovare il modo di restare uniti e metterci nella posizione di vincere. Ma no, non sono diverso, solo più vecchio.

"Metterci nella posizione di vincere" è la priorità per il greco adesso, indipendentemente dal giocare in casa. Per fare questo sarà importante essere aggressivi, e lo reitera più volte, per poi ripetere:

Non importa ciò che diciamo, "we know what the deal is". Semplice: serve andare a casa e fare il nostro lavoro, come loro hanno fatto il loro. Ci siamo passati prima (Brooklyn) e ci siamo riusciti. Ho fiducia che possiamo metterci nella posizione di credere l'uno nell'altro, giocare insieme e divertirci. Possiamo vincere e metterci nella posizione di vincere. Ma conosciamo il patto: andare a casa e difenderla.

Chiude parlando di Budenholzer, dopo una domanda sul fatto che i suoi minuti (40) abbiano giocato a favore dei Bucks, e se la scelta del coach sia stata la più efficace:

Ho fiducia in lui, credo sia un grande coach e abbiamo lavorato per tre anni assieme. Siamo stati in queste situazioni, credo sappia quando lasciarmi in campo e quando togliermi. "I just have to trst the process", non posso pensare a stare dentro o fuori dal campo, ma solo a ciò che fare quando sono sul parquet.