• Andrea Lamperti

AtWCF: l'orgoglio dei Clippers, il "what if" Kawhi


Post-game Press Conference | LA Clippers

Il primo Clipper ad arrivare nel post-game è Reggie Jackson. Ed è giusto così, per la sua clamorosa post-season e perché non c’è stata press conference in questi i Playoffs in cui i suoi compagni non abbiano parlato della leadership di Reggie, in spogliatoio e in campo, e dell’importanza della sua comunicazione in questo gruppo.


Emozioni tutte lì da vedere e ascoltare, per Reggie e i media connessi.


“La prima cosa che ho detto a tutti è stata GRAZIE. Grazie per avermi salvato. Questo gruppo mi ha rigenerato. (…) Apprezzo ogni ragazzo di questo spogliatoio, ognuno di loro” – li elenca TUTTI.

“Sono grato e fortunato per aver vissuto un'esperienza del genere. Era la mia decima stagione NBA, ed è stata la migliore e la più divertente.”

I Clippers sono andati a due vittorie dalle NBA Finals, nonostante l’assenza di Kawhi Leonard per tutte le Conference Finals e metà della serie precedente.

“Sono orgoglioso di questa squadra e di come abbiamo combattuto ogni notte. La nostra corsa al titolo è finita, e fa male. Ma non potrei essere più orgoglioso di quello che abbiamo fatto.”

Un’inevitabile domanda sulla sua Free Agency (l'estate in arrivo, dopo questi Playoffs, non sarà così male per Reggie):

“Non posso predire cosa succederà in futuro, non ne ho idea. Ma questa città e questa organizzazione avranno sempre un posto speciale nel mio cuore. I’LL FOREVER BE A CLIPPER.”



È il turno di Tyronn Lue. Che prima di tutto ringrazia i tifosi e i suoi giocatori.

“La nostra squadra ha mostrato un grande carattere. Quando ripenserò a questa stagione, alla Playoffs run che abbiamo avuto... penserò che abbiamo fatto davvero qualcosa di speciale, quest’anno.”

Su quello da cui ripartiranno i Clippers:

“La durezza e la voglia di combattere di questo gruppo. È da qui che dobbiamo ripartire l’anno prossimo. (…) Abbiamo raggiunto il miglior risultato nella storia dell’organizzazione, anche se volevamo di più.”

Sulla serie di Paul George:

“Ha giocato alla grande per tutta la stagione. Sappiamo che viene giudicato molto duramente durante i Playoffs, e lui ha risposto con una Playoffs run clamorosa.”

Sull’importanza di avere un coaching staff come quello dei Clippers:

“Tutto lo staff ha fatto un lavoro incredibile quest’anno. È stato di grande aiuto per me, e anche per i giocatori. Il coaching staff ha grandi meriti per la nostra stagione.”

Come sarebbe andata la serie, con Kawhi Leonard e Serge Ibaka (e Ivica Zubac nelle ultime partite)?

“Nessuno può saperlo, ma non c’è niente che si possa fare. Gli infortuni sono parte del gioco.”


Dopo Ty Lue, ecco Marcus Morris, a cui viene chiesto un "bilancio" dopo la resa dei Clippers in Gara 6 delle Western Conference Finals.

“Grande merito a loro, che hanno giocato bene. Alla fine, la squadra più sana ha vinto. (...) Noi ci siamo davvero fatti il culo in questa serie, ma abbiamo perso le prime due partite, che si sono risolte negli ultimi due possessi… avremmo potuto vincerne una. Ma ripeto, credito a Phoenix per la loro serie.”
“Abbiamo dimostrato la nostra durezza mentale e la nostra resilienza per tutta la stagione, e poi per tutti Playoffs. Poi, succede quel che succede... è dura da accettare.”

Sulle sue condizioni fisiche in questa serie:

“Intorno al 75% direi. Ho provato a giocare al massimo delle mie possibilità.”

Marcus Morris è certo: Kawhi tornerà.

“Riavremo Kawhi il prossimo anno. Sì, ho detto che sarà ancora con noi il prossimo anno.” (alzandosi dalla sedia a fine intervista)

Sull’essere parte dei Clippers di oggi e di domani:

“I Clippers sono un’organizzazione di primissimo livello. Steve Ballmer, Lawrence Frank... Sono contento di farne parte e vedere cosa riusciremo a fare in futuro. Qui mi sento davvero a casa, vorrei ritirarmi qui. Abbiamo un’ottima base su cui costruire.”




Il quarto ed ultimo è Paul George.


Sulla stagione dei Clippers:

“Abbiamo sempre lottato, tutto l’anno. Ne sono orgoglioso, siamo andati oltre ogni problema e abbiamo dato tutti noi stessi. Siamo sempre rimasti uniti, questo è uno dei migliori spogliatoi di cui sia mai stato.”
“In salute o no, siamo andati a un possesso dal vincere alcune partite che invece abbiamo perso in questa serie. Ma siamo consapevoli che la squadra più in salute vince, in questo tipo di serie.”

Che "tipo di serie" sarebbe stata, con Kawhi?

“Parliamo dell’assenza di uno dei migliori giocatori dell’NBA, e senza di lui siamo andati vicini a raggiungere le Finals. Rimarrà un ‘what if’, ma non importa. Siamo stati eliminati perché non abbiamo fatto abbastanza per vincere questa serie, è l’unica cosa che conta.”

"Pandemic P" sente di aver dimostrato qualcosa, in questi Playoffs?

“No. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto come squadra, ma io non dovevo dimostrare niente a nessuno. Volevo essere un leader per i miei compagni. (...) La narrativa per cui non sono un giocatore da post-season... Non l’ho mai capita, ma non è importante per me. Lavorerò per fare ancora meglio, c’è spazio per migliorare.”

Su Reggie Jackson, e le sue possibilità di essere di nuovo un Clipper l’anno prossimo:

“Reggie ha giocato alla grande, si è sicuramente aperto delle opzioni per il futuro. Sicuramente sarei entusiasta se Reggie fosse di nuovo con noi l’anno prossimao, se questa è un’opzione.”