• Mattia Tiezzi

AtWCF: "Siamo fatti per questo momento"


Post-game, Clippers-Suns G5 (Zoom)

I Los Angeles Clippers non mollano.


Nonostante la perdita di Ivica Zubac (legamento collaterale mediale), che va ad aggiungersi alle assenze già note di Serge Ibaka e Kawhi Leonard (che molto probabilmente non rivedremo), i californiani tengono duro e sopravvivono a questa prima elimination game.


A guidarli è un Paul George da 41 punti (di cui 30, con 10/12 al tiro, nel solo secondo tempo), coadiuvato da Marcus Morris (20 punti nel primo tempo con 8/10 al tiro) e l'ormai solito Reggie Jackson, caldissimo nel quarto periodo. Ottimo anche l'impatto dalla panchina di DeMarcus Cousins.


La serie si sposterà adesso allo Staples Center, con i Phoenix Suns ancora avanti per 3-2 e con un ulteriore matchpoint fra le mani. La voglia di capitalizzare della squadra dell'Arizona, in cerca delle prime Finals dal 1993, e l'incrocio con la resistenza dei Clippers sembra indirizzare le aspettative verso una Gara 6 ad alto tasso di adrenalina.



Post-game, Clippers-Suns G5 (Zoom)

Il primo ad arrivare alla Zoom Call post-game è coach Tyronn Lue, che si rivela molto disteso per l'intera durata della conferenza. Gli verrà chiesto cosa si siano detti con Paul George a fine partita, ma sia lui, sia quest'ultimo, non saranno molto chiari, deviando con una reticenza: "A lot of mother f***ers".


L'allenatore esalta anche l'"hot start" di Marcus Morris, per poi esprimere il proprio parere ridendo ad una domanda sulla confidenza di Reggie Jackson:

"Reggie, man". E' stato fenomenale. Ha fatto trash talking per tutto il giorno prima della partita, ha tenuto alti gli spiriti dei ragazzi.

Questa dote di Jackson non è passata inosservata in spogliatoio, tanto che anche Paul George sorriderà definendo il compagno "the most positive".


Lue parla anche di DeMarcus Cousins: "La gente si dimentica che fosse un max contract player prima degli infortuni". Con DMC, inoltre, dimostra particolare affinità Paul George:

Cousins ci porta molta "toughness", e di questa siamo fatti da capo a piedi, tutta la squadra. Gioca con molta passione, in modo molto duro, apprezziamo cosa porta in campo e lo rispettiamo.
Io e lui siamo connessi: stesso Draft, siamo stati compagni nel Team USA, abbiamo avuto entrambi big-time injury. Spero che possa tornare il giocatore che era prima, o almeno avvicinarsi.

Post-game, Clippers-Suns G5 (Zoom)

Paul George reitererà spesso il concetto di "toughness", dimostrandosi orgoglioso dell'approccio di squadra:

Questo è ciò che facciamo, viviamo di questi momenti, restiamo ancora più uniti. Questa squadra è fatta di tenacia, interamente. Lasciamo sempre in campo tutto ciò che abbiamo.

L'ex Pacers e OKC si sofferma anche sulle critiche ricevute dai media rispetto ad altre star, diventate ormai un trend:

Certo, ci penso, ma non posso preoccuparmene: "it comes with the job". Io so chi sono, posso solo provare a dominare totalmente il gioco. Comunque è quello che è, possono dire ciò che vogliono. Io cercherò di dare tutto ciò che ho.

Molto più espressivo, a riguardo, il giudizio di DeMarcus Cousins:

Non so da dove vengano fuori queste "trolling bullshit", i media dominano la narrativa su questi giocatori. Quel che so è che è uno dei più talentuosi ad essersi allacciato le scarpe, rispettatelo, "give him his flowers".

DMC risponde ironicamente ad una domanda sulla prestazione fenomenale di stasera del compagno: "Solo stasera?".


Cousins sembra a proprio agio nel sistema offensivo dei Clippers, e il suo impatto dalla panchina (15 punti) è stato importante. La familiarità con lo spogliatoio è molto significativa per un giocatore come lui, che definisce la propria vita "full of adversity":

Il mio mindset non cambia, è sempre impostato. Posso solo essere sempre pronto, realizzare la situazione e controllare il possibile. Sto aspettando la mia opportunità e facendo solo la mia parte, quel che voglio è vincere il titolo.
"Good culture fit". Ognuno nello spogliatoio prova familiarità verso l'altro, ci rispettiamo, ti accettano per come sei.

Cousins, oltre a dimostrare che la personalità non è sfumata negli anni ("so per certo che non mi possono fermare in uno-contro-uno"), rivela di avere una solida fiducia nei compagni in vista di Gara 6: "Siamo costruiti per questi momenti, non ci fanno paura".


Post-game, Clippers-Suns G5 (Zoom)

A chiudere è Marcus Morris, che racconta il proprio rapporto con coach Lue:

Credo che molto dipenda dal modo con cui si relaziona. E' uno vero, è stato in queste situazioni da giocatore. Ci aiuta.
E' come una fratellanza, è molto aperto: questa è la miglior cosa su di lui.

Lue avrebbe detto a Morris che sarebbe partito da 5 prima della partita. A un'ora dalla palla a due, il suo ginocchio stava molto meglio.

Sono venuto fuori in maniera aggressiva, probabilmente è il momento della serie in cui mi sento meglio.

Dopo aver speso parole di apprezzamento su George, soprattutto sul "lavoro day-to-day che svolge, sul tipo di compagno e giocatore che è", chiude commentando le ultime gare dei Clippers:

Le ultime due erano entrambe vittorie conquistabili. Potevamo essere addirittura in vantaggio, ma è quello che è. Ci atteniamo al game-plan, oggi è un bel giorno per noi.