• Alessandro Rosi

Basketball's Pills: The Ball

L'evoluzione della palla da Basket e la scelta dell'arancione come suo caratteristico colore.



Si è giocata con una palla da calcio la prima partita di basket. Può sembrare strano, ma non lo è. Perché quando il professor James Naismith entra il 21 dicembre del 1891 nella palestra della School for Christian Workers, a Springfield, non ne trova altre a disposizione. E allora dà ai suoi studenti la sfera di cuoio usata dai calciatori. “Li ho chiamati in palestra", ricorderà il professore di educazione fisica nel 1939 in un'intervista radio al WOR-AM di New York, "li ho divisi in due squadre da 9 e gli ho dato una piccola palla da calcio".


Di regole non ce ne sono. C'è però l'obiettivo di far entrare la palla dentro il cesto di pesche che Naismith ha agganciato alla balconata della palestra.


"I ragazzi hanno iniziato a placcarsi, a calciarsi e a prendersi a pugni. Prima che potessi intervenire uno era stato messo a terra, molti avevano un occhio nero e un altro aveva una spalla dislocata. Per me era come se fosse una scena del delitto.
Dopo quel primo match ero spaventato che si uccidessero l'un l'altro, ma invece mi pregarono di continuare a farli giocare, così scrissi nuove regole."

In tutto 13, che affigge nella palestra della scuola. Manca però il pallone adatto.

Credit: www.history.com

Il professor Naismith contatta allora Albert Goodwill Spalding. Non uno qualsiasi, ma una persona che di sport se ne intende. Soprattutto di baseball. Dal 1886 è il presidente dei Chicago White Stockings (oggi Chicago Cubs) per cui ha giocato. Nella sua carriera da professionista ha mantenuto una media in battuta di .323 e una percentuale di vittoria di .796. Un record che non è stato ancora superato. Inoltre è stato anche il primo giocatore della storia del baseball a raggiungere i 200 game-winner. Per questo è considerato uno dei migliori pitcher degli anni '70, ma anche una persona che sa fiutare gli affari. Insieme a fratello Walter, infatti, Albert dal 1874 ha iniziato a vendere abbigliamento sportivo a Chicago. E così, quando Naismith lo contatta, crea la prima palla da basket.


È fatta di pelle, è color marrone scuro e ha dei lacci. Questo all'inizio non è un problema per il gioco, perché tra le 13 regole iniziali che Naismith aveva scritto non era previsto il palleggio. Che diventa invece possibile dal 1897, quando una squadra di college basket lo inizia a usare. E così viene ammesso, anche se ne è consentito solo uno. Ma le difficoltà diventano troppi grandi per gli atleti dal 1901, quando si può palleggiare senza limiti. I lacci del pallone creano infatti rimbalzi irregolari e nel 1937 vengono tolti. C'è però un altro elemento del pallone che non funziona: ed è il colore.


Il marrone scuro non permette di vedere bene la palla. Molti allenatori si lamentano, e il coach della squadra di basket della Butler University, Tony Hinkle, collabora con la Spalding per modificare il pallone. Serve un colore che possa essere ben visibile da tutti. E così viene scelto l'arancione. La nuova palla debutta nelle Finali NCAA del 1958 a Lousville, Kentucky, dove la squadra di casa batte Seattle 84-72.


Non bastano i 25 di Elgin Baylor, perché Vernon Hatton e Johnny Cox ne mettono rispettivamente 30 e 24. Ma Baylor si prenderà la rivincita più tardi in NBA, disputando 14 stagioni da protagonista con la maglia dei Los Angeles Lakers, mentre gli altri due raccoglieranno ben poco nella lega dei professionisti.



Se nelle partite dell'NCAA si usa una palla arancione, in altre leghe non si segue lo stesso modello. È il caso della ABA (American Basketball Association) dove nel 1970 Dr. J palleggia con una palla rossa, bianca e blu: gli stessi colori degli Stati Uniti. Sei anni più tardi, nel 1976, l'ABA però chiude. E le squadre della lega che ha inventato lo slam dunk contest si spostano nell'NBA. Qui, nel 1983, la palla della Spalding diventa quella ufficiale per le partite, e per oltre 23 anni resta la stessa. Ma nel 2006 cambia tutto.

Credit: NBA

Il commissioner dell'Nba David Stern decide di trasformare il pallone. Viene presentato come "il primo cambiamento in 35 anni e il secondo in 60 stagioni". Nel 1971, infatti, per migliorare il grip della palla si era passati da 4 a 8 parti di cuoio cucite insieme tra loro. Nel 2006, però, si va oltre. La Spalding sviluppa un pallone in cui le linee non si toccano mai.


È una rivoluzione, una svolta epocale, ma i giocatori non sono contenti.


È terribile”, commenta il centro dei Miami Heat Shaquille O’Neal, “sembra uno di quei palloni scadenti che compri al supermercato.


Questa palla fa lacrimare le mie dita” aggiunge Steve Nash, playmaker dei Phoenix Suns.


E poi l'ala dei Dalla Maveriks Dirk Nowitzki sentenzia: “Fa sanguinare le mie mani”. Così, il primo dicembre 2006 l'associazione dei giocatori NBA invia un reclamo formale al National Labor Relations Board, agenzia governativa federale che verifica il rispetto dei diritti dei lavoratori. "Mr. Stern, non avendo mai consultato i giocatori sul cambio del pallone, né permesso loro di provarlo prima, ha mostrato una profonda mancanza di rispetto."


Sono esasperati anche i proprietari delle franchigie. Mark Cuban, presidente dei Dallas Mavericks, commissiona ai fisici dell’Università del Texas ad Arlington uno studio comparativo tra la nuova palla e quella precedente. Si scopre che la sezione dove si incrociano le cuciture diventa molto scivolosa quando esposta anche a pochissima umidità e che il nuovo pallone rimbalza dal 5 all'8% in meno. Il primo gennaio 2007 l'NBA fa marcia indietro, e la Spalding rimborsa tutti quelli che l’hanno comprato.


Il rapporto tra la lega di basket più importante al mondo e l'azienda statunitense di articoli sportivi è destinato a concludersi.

Dopo 37 anni, dalla stagione 2020-2021 la Wilson sarà il nuovo partner dell'NBA per i palloni. Il commissioner Adam Silver non vuole però rivoluzioni. La Wilson dovrà usare gli stessi materiali, lo stesso fornitore per il cuoio e la stessa struttura a otto pannelli, quella che l'ha portata a chiamare "palla a spicchi".


Di sicuro il colore resterà lo stesso. E non come è accaduto nel 2001 in Israele, quando l'Israeli Basketball Association ha permesso all’Internet Zahav, un ISP (internet server provider), di sponsorizzare la palla rendendola gialla. I giocatori si sono subito ribellati. In particolare la scelta creava confusione quando giocava il Maccabi, che ha come colore di maglia il giallo. Con i tifosi che ironizzavano: "Non basta che siano già i favoriti, ora hanno anche il colore del pallone uguale alla loro maglia!".

Credit: https://airalamo.com/

Il colore con cui il pallone da basket viene identificato sarà sempre l'arancione. Che grazie alle striature create dai diversi pannelli lo rende simile a un'arancia. Una palla, quindi, che è come un frutto: pronto a regalare tante soddisfazioni se trattato con cura.

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