• Pietro Campagna

Billy Donovan meritava il Coach of The Year?


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Eshan Arya per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Pietro campagna per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 agosto 2020.



"0,2% di possibilità di fare i Playoffs": ne avrete sentito tutti parlare sui social.


Prima dell’inizio della stagione, ESPN attribuiva questa probabilità che i Thunder raggiungessero la post-season. Ora, ci ritroviamo 11 mesi dopo con OKC quinta ad Ovest, sul 2-2 nella serie Playoffs contro gli Houston Rockets.


Ma come siamo arrivati fin qua? Grande merito va dato ai giocatori, ovviamente, ma il lavoro di coach Billy Donovan non deve passare inosservato.


Difficoltà di inizio stagione

Non è stato il più semplice degli inizi di stagione per Donovan e i Thunder. Arrivando da un’estate in cui avevano scambiato Russell Westbrook e Paul George, sono partiti decisamente male, come i più avevano previsto.


Non erano molto solidi offensivamente: nel mese di novembre segnavano 107 punti di media a partita. C’era da aspettarselo, visto che avevano appena perso due All-Star che insieme contribuivano per 51 punti a partita.


OK non solo faceva fatica a segnare, ma aveva difficoltà evidenti anche sull’altro lato del campo. I Thunder allenati da Donovan erano sempre stati una delle migliori dieci difese della NBA, mentre a inizio stagione concedevano ben 112 punti a partita.


Dopo 18 partite il record era 7-11, cosa che lasciava molti dubbi sull’identità di questa squadra. In molti pensavano che OKC avrebbero dovuto ottenere il meglio che era possibile dalla cessione di Chris Paul e Danilo Gallinari, e poi cominciare a "tankare", costruendo intorno ai giovani del roster. A molti - quasi tutti, a dire il vero - sembrava la cosa più logica.


Il punto di svolta

Dicembre, poi, è stato un momento cruciale per la stagione dei “nuovi” Thunder.


Grazie a due impressionanti vittorie con un margine in doppia cifra a Portland e nello Utah, hanno iniziato il mese con un record di 4 vinte e 1 persa. Più avanti,poi, hanno continuato a fare bene, vincendo con i Clippers e contro i Raptors campioni in carica.


La chiave per la squadra di Donovan è stata indubbiamente il grande miglioramento in difesa. Il coach ha aggiunto alle rotazioni Luguentz Dort, che ha portato grande energia difensiva alla squadra. Con lui i Thunder hanno riscoperto lo spirito difensivo tipico delle squadre di Donovan e sono riusciti a tornare nella top 10 delle difese della Lega.


Alla fine del 2019, avevano migliorato i lproprio record: 18-15, valido per il settimo posto a Ovest.


La squadra rivelazione dell’anno

I Thunder, poi, sono migliorati ulteriormente durante il 2020 (fino alla sospensione dell'11 marzo), entrando nella top 10 sia offensiva che difensiva.


Non solo Chris Paul e compagni hanno iniziato a vincere con costanza, ma hanno anche battuto alcune tra le migliori squadre in circolazione. Le vittorie contro Houston, Boston e Denver si sono fatte notare in tutta la NBA, ed è diventato chiaro che OKC sarebbe stata una squadra difficile per chiunque da affrontare in una serie di Playoffs.


Coach Billy Donovan ha dimostrato durante la stagione di essere al livello dei migliori allenatori della Lega.


La difesa della sua squadra si è assestata su un livello elitario nella Lega, e il suo mostro a tre teste composto da Chris Paul, Shai Gilgeous-Alexander e Dennis Schröder si è dimostrato uno dei tridenti offensivi più pericolosi della NBA.


Schröder quest'anno poteva benissimo essere un candidato per l’MIP, oltre che per il Sesto Uomo dell’Anno; Shai non ha deluso le aspettative, anzi, e ha dimostrato di poter essere un punto di riferimento per il futuro della franchigia; CP3 , invece, è tornato all’All-Star Game per la prima volta dal 2016. Tutti questi successi personali non sarebbero stati possibili se coach Donovan non avesse creato il sistema adatto per le sue tre guardie, e non si fosse fidato a lasciare tre giocatori di piccola taglia in campo insieme.

Dopo il record di 7-11 iniziale, i Thunder sono arrivati a 36 vinte e 15 perse. In proiezione sarebbe stata una stagione da poco meno di 60 vittorie su 82 partite...


È vero che non si deve trascurare il cattivo inizio, ma è anche giusto dire che il roster era stato completamente stravolto durante l'estate 2019. Tre dei cinque titolari erano nuovi (quattro, se contiamo anche Dort), e il backcourt era completamente diverso.


Allo staff tecnico vanno dati grandissimi meriti per essere riuscito ad aggiustare bene la squadra e dare una svolta a quello che sembrava un "anno-zero" per i Thunder.


Coach of the Year

Il 3 agosto la NBA ha annunciato i risultati del premio Coach of The Year della Coaches Association. Tutti e 30 gli allenatori della Lega hanno votato per un loro collega: il premio quest’anno è andato a Mike Budenholzer e a Billy Donovan. Essere riconosciuti dagli altri allenatori deve essere un grande onore.


Nick Nurse di Toronto, poi, ha vinto il titolo "ufficiale" di COY, come annunciato dall'NBA durante lo scorso fine settimana. Un titolo meritato, se pensiamo che i Raptors hanno dovuto sopportare la perdita di Kawhi Leonard e sono comunque riusciti a confermarsi tra le migliori squadre della Lega, arrivando secondi nella Eastern Conference.


C’è da dire, però, che perdere due All-Star come è avvenuto a Oklahoma City, e riuscire a portare un nuovo gruppo di giocatori al quinto posto ad Ovest, è un risultato altrettanto incredibile.


Billy Donovan ha preso una squadra che molti avevano previsto tra le peggiori della NBA ed è riuscito a darle un’identità e trascinarla ai Playoffs.




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