• Luca Losa

Buona la prima, Chris


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Trevor Booth per The Bright Side of the Suns e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 7 luglio 2021.



Nella vittoria dei Phoenix Suns in Game 1 contro i Milwaukee Bucks di martedì notte, the Point God ha fatto il suo debutto, dopo 16 anni in NBA, in una serie per l'anello. E ha dominato la partita, mettendo a referto 32 punti (game-high), tirando 12/19 dal campo e 4/9 dalla lunga distanza, con con 9 assist e 4 rimbalzi. Ha segnato 16 dei suoi punti nel terzo quarto, inclusi 10 dei 12 totali di squadra tra il minuto 5:18 e 2:43, quando i padroni di casa hanno toccato i 18 punti di vantaggio.


“Quando gioca così, vuoi solo aprirgli più spazio possibile e lasciarlo libero di orchestrare l'attacco come vuole”, ha commentato coach Monty Williams. “Oltre a fare le giocate giuste, continuava a segnare, e quando entra in questa modalità, ci affidiamo completamente a lui”.


CP3 è diventato il primo giocatore con almeno 30 punti e 8 assist in un debutto alle Finals dai tempi di Michael Jordan nel 1991. I suoi 73 punti combinati nelle ultime due, oltretutto, sono il massimo in carriera di punti totali in due partite consecutive.



Il protagonista indiscusso della serata ha raccontato la sua prestazione, e parlato di quella dei compagni e della prossima gara in arrivo.


Ha parlato dei discorsi che vanno avanti da inizio stagione, sulla chimica con le altre due stelle a roster, Devin Booker e Deandre Ayton:

“In campo parliamo molto. A volte potrebbe sembrare anche in maniera animata. La gente pensa a volte che stiamo discutendo, ma, alla fine, si tratta sempre di scambi di opinione costruttivi. Per esempio, parlando del pace, mi chiedono costantemente di alzare i ritmi. Io, d’altro canto, stresso DA sugli angoli dei blocchi da tutta la stagione e di come prendere posizione profonda e farsi trovare pronti per la ricezione. Vi potrei mostrare diverse giocate di questa serata in cui questi consigli reciproci sono stati messi in atto”.

Su come si sentiva nei minuti iniziali e quando pensa di essere entrato in partita:

“Ho sbagliato i miei primi due tiri. Poi ho lasciato che la partita venisse a me. È così che giochiamo. Cavalchiamo chi è caldo. Book penso abbia segnato 12 punti nel primo quarto. Non dipendiamo da un solo giocatore. Mikal Bridges può entrare in ritmo, così come Ayton, Crowder e così via. Questo è il nostro modo di giocare”.


Se ha notato la partecipazione dei tifosi in questa Game 1:

“All’inizio, durante il riscaldamento, ho dato un po’ di attenzione a ciò che accadeva sugli spalti. Poi, però, sono così concentrato che non mi lascio condizionare da ciò che accade attorno a noi. Cerco di restare sempre sul pezzo. Durante i timeout, però, ho notato il grande supporto dei tifosi. È emozionante”.

Sulla chimica tra lui, Booker e Ayton nel pick&roll:

“Da professionisti quali siamo, giocando a pallacanestro ogni giorno, sono cose abbastanza naturali per noi. L’altro giorno stavo guardando delle partite di calcio. La sera scorsa una di hockey. Le guardo e penso - come fanno a fare passaggi del genere, vedere certe linee? E probabilmente loro pensano la stessa cosa di noi. Dopo aver provato e riprovato fino all’infinità le stesse giocate, diventa naturale vedere cose che altri non vedrebbero. È dal training camp che il nostro coaching staff ci prepara su queste situazioni. Ad alcuni sembrerà ripetitivo, ma per noi si tratta di una necessità”.

Sui 20 punti segnati dai Suns in contropiede:

“Come dicevo prima, sul tema mi sono sempre stati addosso, specialmente l’assistente allenatore Willie Green - che, tra l'altro, è stato mio compagno. Mi diceva che tenevo troppo la palla. Come ho detto prima, si tratta di critiche costruttive. Nell’ultima partita della serie contro i Clippers, Willie mi disse 'dobbiamo superare la metà campo con ancora 20 secondi sul cronometro’. Mi sto sforzando perché la squadra giochi al giusto ritmo, al ritmo che ci viene richiesto”.


Se ha ripensato spesso alla situazione della passata stagione, quando la Lega ha dovuto far fronte allo scoppio della pandemia:

“Come tutti gli altri, penso. Ho quelle foto, quelle raccolte di ricordi che ti vengono fuori sul telefono e ti ricordano dov’eri un anno fa. Abdel Nader prima della partita è arrivato in spogliatoio e mi ha detto ‘C, un anno fa esatto stavamo partendo per la bolla’. È incredibile pensare a tutto quello che è successo nel mentre. Sono grato di essere dove sono adesso e di avere questa grande opportunità”.

Sul messaggio di Monty Williams alla squadra nel pre-partita, “andate là fuori e fate quello che sapete fare”:

“È il messaggio giusto, e il solito. Parliamo spesso di come dobbiamo essere pronti a cogliere le opportunità, senza farci trovare impreparati. Durante lo shootaround, il coach ci ha semplicemente detto - Scendete a giocare, sapete tutti quello che dovete fare”.

Sulla capacità dimostrata dai Suns di giocare efficacemente contro molteplici difese, e se questo sia stato preparato oppure sia stato frutto della capacità di leggere e reagire alle situazioni:

“Una combinazione di entrambe le cose. Come ho detto prima, giochiamo moltissimo a pallacanestro e ne guardiamo altrettanto. I coach poi ci dicono tutte le cose su cui prepararci. Abbiamo giocato contro i Bucks due volte durante la stagione regolare. Ci siamo preparati per affrontarli sia che Antetokounmpo giocasse sia che non giocasse. E ci prepareremo allo stesso modo per la prossima, aspettandoci aggiustamenti dalla loro parte”.

Di quale aspetto della post-season di Deandre Ayton sia più orgoglioso:

“Ero qui dietro, prima, durante la conferenza stampa di DA. Vederlo parlare così, mostrare maturità non solo sul campo ma anche al di fuori, è un aspetto che mi rende felice per lui. Non molti hanno l’opportunità e il piacere di conoscere che persona sia Deandre al di fuori. Ha un cuore immenso, una delle persone migliori che potete incontrare. Il successo e il riconoscimento che sta ricevendo in questo momento sono assolutamente meritati. Non potrei essere più felice per lui”.