• Riccardo Pilla

Charles Barkley ubriaco era fortissimo


© Philly.com / TNS

Il 14 febbraio Charles Barkley è stato ospite allo show di Jimmy Kimmel e, come sempre succede quando si incontrano, la loro conversazione è stata a dir poco affascinante. Con Barkley non hai bisogno di inventarti degli argomenti: è sufficiente sederti con lui e parlare.

Al terzo minuto dell'intervista, Kimmel ha chiesto a Barkley della possibile trade che ha rischiato di portarlo ai Lakers nei primi anni 90'. Charles, che ha vestito la maglia dei Sixers dal 1984 al 1992, ha dato vita ad un racconto incredibile: tutto è iniziato nel momento in cui ha ricevuto la chiamata dal suo agente che gli comunicava della trade; era talmente emozionato di andarsene da Philadelphia da organizzare una serata con gli amici per festeggiare. Non vedeva un futuro per i Sixers e voleva a tutti i costi giocare per una contender al titolo. L'alcool scorreva da parecchie ore, quando ricevette una seconda chiamata per informarlo che la trade era improvvisamente saltata e che proprio quella sera i Sixers avevano una partita. Ops.

Barkley apprezza una bevuta come ogni altro uomo adulto ma non ha mai giocato ubriaco. Magari in hangover, sì, ma ubriaco mai, potete credergli. Ha troppo rispetto per questo gioco per fare una cosa del genere. Questa volta però le cose erano andate diversamente.

"Non mi ricordo assolutamente nulla di quella partita" - ha raccontato Barkley a Kimmel. "Ero ubriachissimo e avevo una fame assurda. Non ho idea di cosa sia successo in quel match".

Barkley non è sicuro nemmeno dell'anno, ma dovrebbe essere la stagione 1991-92, la sua ultima con i Sixers. I Lakers si erano giocati la finale giusto l'anno precedente.

Proprio a gennaio di quell'anno, un mese prima della deadine, quotidianamente erano circolate voci che volevano Barkley diretto a LA... o a Portland... o a Phoenix... o ad Atlanta. "It was insane".

Al termine della stagione 1991-92, prima di andare a Phoenix a giugno, Barkley dichiarò alla radio:

"Ho passato tutto il mese di gennaio a parlare con Jerry West (allora General Manager dei Lakers). Avevo già fatto i bagagli e tutto sembrava fatto. James Worthy ed Elden Campbell sarebbero andati ai Sixers. Rimasi molto deluso quando l'affare saltò".

West dalla sua parte negò il tutto. Se davvero avesse parlato con Barkley, la condotta illecita sarebbe potuta costare ai Lakers fino a 250.000 $ per un valore ad oggi di quasi mezzo milione.

Phil Jasner, storico giornalista e scrittore di Philadelphia, inserito nel 2004 nella Hall of Fame NBA, riportò numerosi contatti tra West ed il GM dei Sixers Gene Shue con Barkley come protagonista.

Ovviamente entrambe le parti negarono ogni tipo di contatto, ma Jasner raccontò anche di una chiamata ricevuta da Ron Anderson, che lo avvertiva di una probabile trade con Barkley e Lakers coinvolti.

Di certo qualcosa stava succedendo ma, sempre a detta di Jasner, l'affare saltò per limiti di salary-cap.

Ad ogni modo, tornando alla fatidica partita di Barkely, Jesner cita esplicitamente il 17 gennaio. I Sixers giocarono solo due partite in casa dall'inizio del mese a quel giorno: vittoria contro i Rockets l'8 gennaio - Barkley con 15 punti, 19 rimbalzi e 7 assist; vittoria contro i Clippers due giorni dopo - Barkely con 20-14-5.

Cercare di indovinare quale delle due sia la partita fatidica è assolutamente impossibile. Ma non volendo escludere nessuna pista investigativa, è d'obbligo citare anche il match del 31 gennaio, che vide Barkley mettere a referto il più basso numero di punti stagionale - 6 punti - nonchè il minutaggio più basso registrato in casa - 27 minuti. Ma ancora la tesi si rivela poco solida se consideriamo che i Sixers erano avanti di 25 a metà tempo e di 37 a fine terzo quarto, prima di portare a casa una comoda vittoria per 112-88. Quella sera Barkley mise a referto anche 8 assist.

Le statistiche di quel mese di gennaio recitano 22 punti e 10 assist, contro i 23+11 dell'intera stagione, che si concluse per i Sixers con 35 vittorie e 47 sconfitte. Barkley ubriaco dimostrò di essere molto più forte del resto della squadra sobria...

"Voglio vincere il titolo", dichiarò Barkley quando finalmente avenne la trade, "ma penso che i Sixers siano più concentrati a fare soldi che a vincere, ed è impossibile riuscire a fare entrambe le cose".

La conferma definitiva della trade arrivò a giugno, mentre Barkley si trovava a Milwuakee. Era impegnato in un processo perché accusato di percosse e disturbo della quiete pubblica per aver rotto il naso ad un ragazzo durante una rissa avvenuta a dicembre in un bar. Barkley dichiarò che si trattava di legittima difesa e la giuria lo proscolse.

Scoprì di essere stato mandato a Phoenix appena prima di imbarcarsi per rientrare a casa dopo il processo, probabilmente chiamando da un telefono a gettoni.

"Drinks for everybody!" - annunciò nel mezzo dell'aeroporto, per la felicità di tutti i suoi compagni di viaggio, in coda davanti al gate. Stavolta almeno poteva smaltire la sbornia senza dover scendere in campo dopo poche ore...

Questo articolo, scritto da Ed Barkowitz e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 16/02/2018

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