• Marco Richiedei

Che futuro hanno davanti gli Spurs?



Questo articolo, scritto da Huw Hopkins per Double Clutch e tradotto in italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 29 dicembre 2020.



I San Antonio Spurs sono stati per anni una certezza in ottica Playoffs. Eppure, complice un salary cap piuttosto intasato, l’anno scorso non sono riusciti a costruire una squadra da post-season.


Il payroll attuale si aggira sui 132 milioni di dollari, circa 23 milioni in più rispetto al salary cap. Al momento, però, solo cinque giocatori hanno contratti garantiti per il 2021/22: Dejounte Murray, Jakob Poeltl, Derrick White (fresco di estensione contrattuale) e i rookie Devin Vassell e Tre Jones.


Il destino di Lonnie Walker IV, Luke Samanic e Keldon Johnson dipenderà dalla Team Option, mentre il contratto di Drew Eubanks non è garantito.


DeMar DeRozan ($27.7M), LaMarcus Aldridge ($24M), Rudy Gay ($14.5M) e Patty Mills ($13.5M) saranno tutti free agent nella prossima estate. Questo significa che il salary cap degli Spurs sarà occupato per circa 60 milioni di dollari, cifra che darebbe loro un ottimo margine di manovra.


Con circa 50 milioni di dollari da spendere, gli Spurs avrebbero l'opportunità di fare qualcosa che non hanno praticamente mai fatto prima: portare in squadra una stella, un free agent di spessore. Avrebbero inoltre spazio per completare e puntellare il roster. La domanda sorge spontanea: perché una superstar dovrebbe scegliere San Antonio invece che una grande città?


La scelta di estendere il contratto di White poco prima dell'inizio della stagione è stata elogiata da molti fan ed esperti, che hanno sottolineato come White sia una delle guardie più sottovalutate della lega.



La scorsa stagione non ha fatto il boom che alcuni pensavano, soprattutto dopo aver partecipato ai Mondiali FIBA con Team USA sotto la guida di Gregg Popovich. È diventato tuttavia molto più efficiente e ha attaccato più spesso l’area.


Durante il periodo della bubble di Orlando, la sua produzione è passata da 11 punti, 3 rimbalzi e 3 assist di media a 18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, con il 39% da dietro l’arco e con maggiori responsabilità in attacco.


Il motivo di questo miglioramento è dovuto in parte a necessità: l’assenza di LaMarcus Aldridge a Orlando ha costretto altri giocatori a prendere le redini dell’attacco. In ogni caso, pare che White e Aldridge non abbiano una grande intesa in campo: quattro delle cinque migliori lineup degli Spurs dell'anno scorso vedevano la presenza di White senza Aldridge.


A scanso di equivoci: la presenza di Aldridge è stata essenziale per gli Spurs lo scorso anno. Ci sono stati momenti in cui contare su giovani come White, Murray, Forbes, Walker e Poeltl non ha portato i risultati desiderati. Ed è normale: nessuno di loro aveva più di quattro anni di esperienza. Gli Spurs avevano quindi assolutamente bisogno di un giocatore esperto, a cui affidarsi, in grado di produrre punti ogni sera.


L'altro veterano, DeMar DeRozan, ha alzato il suo rendimento, soprattutto in quelle otto partite di Orlando. Il suo primo anno a San Antonio è stato senza dubbio difficile. Poi, durante la sua seconda stagione in Texas, l’ex-Raptor ha capito il suo ruolo ed è diventato anche un leader vocale in campo, riunendo i giocatori tra i possessi e aiutando i compagni di squadra più giovani.


Entrambi avranno ancora modo di contribuire alle vittorie degli Spurs nel 2020/21, mentre la generazione più giovane continuerà a maturare. Ma perché la squadra abbia un successo tale da raggiungere i Playoffs, i giovani dovranno farsi avanti.


Derrick White non diventerà una superstar, ma è il tipo di giocatore di cui ha bisogno ogni squadra che aspira a competere. Pensiamo a Robert Horry, Derek Fisher e Shane Battier, per fare esempi simili.


Dejounte Murray è, piuttosto, quel tipo di giocatore che potrebbe diventare un top-player, in una buona squadra. Non sarà mai uno Stephen Curry per quanto riguarda il mettersi una squadra sulle spalle, ma potrebbe essere il secondo violino in una contender.


Quando Lonnie Walker fu scelto al Draft, alcuni fan degli Spurs lo videro come il futuro leader della squadra. E' ancora troppo presto per dirlo, ma è difficile che Lonnie raggiunga quel livello; eppure, ha già dimostrato la capacità di prendere in mano le partite - per esempio, difendendo in modo eccelso su James Harden per aiutare gli Spurs a recuperare uno svantaggio di 15 punti:



Se è riuscito a giocare in questo modo al secondo anno tra i professionisti, dopo un solo anno di college, contro una delle migliori squadre del campionato, chi può dire che non riuscirebbe a farlo anche nei Playoffs tra qualche anno?


Jakob Poeltl è senza dubbio uno dei lunghi più efficienti della lega per quanto riguarda la fase difensiva: quando è in campo, gli avversari hanno una percentuale di tiro e di rimbalzo molto peggiore. Ma Poeltl a San Antonio fa la differenza anche in attacco: con lui, gli Spurs passano da un Offensive Rating di -4,5 a +5,1.


Il punto interrogativo è Devin Vassell. Si tratta del primo giocatore scelto dagli Spurs con una lottery pick dopo Tim Duncan. Bisognerà vedere, quindi, come reagirà alla pressione.


Ha mostrato grandi qualità nei tagli e nel primo passo con la palla in mano. Gli piace tirare, il che è una buona cosa per questo gruppo. Al suo debutto, nonostante qualche titubanza che non c'era durante le partite di precampionato, ha portato a casa i suoi primi punti, qualche rimbalzo e una palla rubata in circa 20 minuti di gioco.



Con il roster al completo, non c’è da meravigliarsi che Pop abbia cercato (e finora pare aver funzionato) un equilibrio tra giovani e veterani.


E anche se la partita contro i Memphis Grizzlies ha messo in evidenza alcune carenze nella metà campo difensiva, i 131 punti segnati sono un chiaro segnale del potenziale offensivo. E forse le prime due vittorie hanno dimostrato che la squadra di Popovich potrà dare fastidio anche alle migliori squadre della lega.


Nonostante non siano una contender, gli Spurs hanno la possibilità di mostrare il proprio potenziale e la propria identità ai futuri free agent. Come hanno fatto i Clippers prima di attirare Kawhi Leonard e Paul George, o i Nets prima di firmare Kevin Durant e Kyrie Irving.


È difficile prevedere gli sviluppi delle prossime stagioni degli Spurs. Ciò che è certo è che avranno spazio salariale sufficiente per firmare free agent di livello e tempo per far crescere i giovani a roster.