• Claudio Biolchini

Chi sarebbe il Most Improved Player, senza Julius Randle?


FOTO: NBA.com

Sono stati resi noti i 3 finalisti per il titolo di Most Improved Player, il premio che più riconosce il lavoro di un giocatore, la capacità di andare oltre i propri limiti con il lavoro in palestra. Julius Randle non avrà rivali, portando a casa l'Award, grazie anche all'inaspettato record dei Knicks - ma senza di lui, chi avrebbe vinto?


Oltre a Randle, sono stati annunciati come finalisti Michael Porter Jr e Jerami Grant. Ho allargato leggermente il numero dei candidati, aggiungendo qualche altro profilo meritevole.


(Le statistiche in foto sono su 36 minuti giocati)



Zach Lavine


PPG: 25.5 - 27.4

FG: 45.0% - 50.7%

3PT: 38.0% - 41.9%

FT: 80.2% - 84.9%

AST: 4.2 - 4.9


Zach LaVine è migliorato in quasi tutte le categorie statistiche. I suoi 128.4 punti per 100 tiri lo collocano al 94esimo percentile tra le guardie, grazie soprattutto al tiro da tre punti che sfiora il 42% su oltre 8 tentativi a partita.


Più in generale, è migliorato al tiro in ogni zona del campo: 66% al ferro (70esimo percentile, rispetto al 41esimo dell'anno scorso), 45% dal mid-range (82esimo vs 18esimo), 41% nelle non-corner threes (90esimo vs 63esimo).


I risultati dei Chicago Bulls hanno oscurato in parte i suoi progressi. Sarà (ancora) uno dei nomi più chiacchierati di questa estate.



Jerami Grant


PPG: 12.0 - 22.3

APG: 1.2 - 2.8

RPG: 3.5 - 4.6

FT%: 75.0% - 84.5%


Jerami Grant meritava più di altri la nomination nei tre finalisti? La sua valutazione è la più difficile, perché è l'unico che ha cambiato squadra.


E' salito da 12 a 22.3 punti a partita, ma con un minutaggio e un volume di tiro considerevolmente accresciuti dopo il suo passaggio dai Nuggets ai Pistons, da una contender alla squadra col secondo peggior record della Lega. Le percentuali dal campo sono precipitate. E in generale, la crescita delle sue cifre non è poi così sorpendente, considerando che il suo Usage è passato dal 16.1% al 27%.



Jaylen Brown


PPG: 20.3 - 24.7

APG: 2.1 - 3.4

eFG: 55.4% - 55.8%


Forse una candidatura un po' al limite, perché Jaylen Brown era già un giocatore importante, ma non si possono dare per scontati i suoi continui, incessanti miglioramenti. Nei Celtics orfani di Gordon Hayward, JB ha portato la sua Assist % dal 9.6% (45esimo percentile) al 16.2% (88esimo), ha tirato di più e meglio dal campo, e segnato oltre 4 punti in più a partita.


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FOTO: NBA.com

Impiegato maggiormente come ball-handler nei P&R, è passato dagli 0.87 punti per possesso del 2019/20 agli 1.02 di questa stagione, giocandone 3.6 a sera, 1 in più rispetto all'anno scorso.

Anche lui, forse, ha pagato la stagione deludente della sua squadra. I Celtics, infatti, non sono riusciti a evitare il Play-In nella Eastern Conference - e ora si trovano ai Playoffs contro i Nets, senza JB (infortunato).



Michael Porter Jr


PPG: 9.3 - 19.0

RPG: 4.7 - 7.3

2PT: 56.4% - 62.8%

3PT: 42.2% - 44.5%


Il sophomore era atteso al proscenio. Guadagnato il posto da titolare, MPJ ha risposto con una produttività incredibile (133.2 punti per 100 tiri tentati), derivante da un incredibile 44.5% da tre su 6.3 tentativi a gara.


Le sue stats per 36' sono abbastanza simili a quelle della rookie season, ed è notevole il miglioramento nell'efficienza realizzativa di cui è stato protagonista nonostante minutaggio e volume di tiro siano praticamente raddoppiati. Nikola Jokic lo esula notevolmente da compiti di creation, e Porter Jr ci ha dato un assaggio del realizzatore che potrà diventare nei prossimi anni.


Tutto questo alla sua seconda annata in NBA, fattore che valorizza la stagione di Porter Jr ma probabilmente scredita la sua candidatura al Most Improved Player (che raramente viene assegnato a dei sophomore).



Terry Rozier


PPG: 18.0 - 20.4

TS: 55.3% - 57.5%


Il 27enne ex Boston nel 2021 ha migliorato la sua efficienza realizzativa, pur aumentando il suo volume di tiri - soprattutto da tre, dove è rimasto su un ottimo 38.9%. Se escludiamo le corner threes, ha migliorato le sue percentuali in ogni zona del campo: in particolare nel mid-range, passando dal 37% (36esimo percentile tra i pari-ruolo NBA) al 46% (77esimo), e al ferro, dal 52% (20esimo) al 58% (48esimo).



In più, Scary terry è stato particolarmente clutch, sparando con oltre il 45% da tre nei momenti che contano e risolvendo diverse partite degli Hornets negli ultimi possessi. Complessivamente, il suo on/off nella metà campo offensiva è passato dal 23esimo percentile del 2020 all'82esimo del 2021.



Shai Gilgeous-Alexander / Christian Wood


Il ridotto numero di partite giocate in stagione da Gilgeous-Alexander (35) e Wood (41) ha ridimensionato le loro candidature.


Shai nel 2021 ha aggiunto 2.5 assist e quasi 5 punti di media con soli 1.6 tiri in più a partita, grazie a un aumento dei viaggi in lunetta e soprattutto a percentuali abbondantemente migliorate. Impressionante la crescita da oltre l'arco, passando dal 34.7% al 41.8%, e raggiungendo quasi le 5 tentate a partita. Con il 57.2% di eFG%, SGA è nel 91esimo percentile tra le guardie NBA. Il tutto in una franchigia dove è stato, alla sua terza stagione in NBA, la prima minaccia offensiva.


C-Wood invece, nella sua prima stagione con i Rockets, ha confermato l'ottimo periodo prima della sospensione della stagione nel 2020. E' passato da 13.1 a 21.0 punti segnati a partita, mantenendo un buon 37.4% dall'arco nonostante un numero di tentativi a partita più che raddoppiato. Fino all'All-Star Break, aveva manteuto cifre davvero notevoli (22.0 PPG, 55.8% FG, 42.1% 3P, 10.2 REB, 1.5 BLK), che sono calate - soprattutto le percentuali al tiro (48.2% FG, 34.6% 3P) - nella seconda parte di stagione.