• Alberto Pucci

Chris Webber e Jalen Rose, i due Fab Five ritrovati

L'introduzione di Webber nella Hall of Fame ha permesso ai due amici di seppellire l'ascia di guerra.


FOTO: Ron Turenne

Questo articolo, scritto da Ken Makin per The Undefeated, e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 21 maggio 2021.


Poco dopo la toccante introduzione di tre mostri sacri come Bryant, Garnett e Duncan, la Hall of Fame ha annunciato i nomi dei membri ammessi per la classe 2021. Tra i giocatori si trova anche Chris Webber, uno dei simboli della NBA dei primi anni Duemila.


La sua introduzione ha però avuto una conseguenza importante e inaspettata. Per la prima volta dopo anni, infatti, l’ex-amico e compagno di squadra Jalen Rose ha rivolto parole d’affetto verso Webber:

“Ti voglio bene, fratello. Congratulazioni. Ce l’hai fatta! Sei nella Hall of Fame! Ricordo quando giocavamo insieme nei campionati giovanili... avevamo 13 anni”.

I due, entrambi originari di Detroit, si conoscono da molto tempo. Dopo aver giocato insieme a livello AAU fin dalla prima adolescenza, Webber e Rose sono diventati rivali per la conquista del titolo statale: Chris si è accasato a Country Day High School, dove ha vinto il titolo di miglior giocatore dello stato, mentre Jalen è diventato il leader di Detroit Southwestern High School.


Dopo l’esperienza liceale, C-Webb e J-Rose si sono ritrovati nuovamente nello stesso team, formando con Juwan Howard, Jimmy King e Ray Jackson una delle più temibili squadre collegiali di sempre: la Michigan dei Fab Five.


Il litigio tra i due è immediatamente successivo proprio ai meravigliosi anni in NCAA. Nel 2003, infatti, Webber ha ammesso di aver restituito 38.200 dollari ad Ed Martin, finanziatore dell’Università, per ripagare un prestito del 1994. Una violazione palese del regolamento NCAA, aggravata dal fatto che il denaro di Martin proveniva probabilmente da un giro di scommesse illegali.


La colpevolezza di Martin e Webber è stata estesa a tutto il programma di basket dell’Università, privato delle vittorie ottenute durante quel periodo. I ricordi, però, non possono essere cancellati, e le sanzioni della giustizia sportiva mettono in luce i rancori sopiti.


A far tracimare definitivamente il metaforico vaso è l’assenza di Webber nel documentario ESPN del 2015 sulla squadra. L’ala grande è delusa dalla scelta di Rose, co-produttore del film, e decide di lasciarsi andare in un’intervista al Dan Patrick Show. Le risposte di Jalen danno inizio alla vera e propria faida.



Queste scaramucce sono sempre interessanti da osservare nella reazione che suscitano nel pubblico. Tutti, nel profondo, adoriamo vederle, ma allo stesso tempo ci danno sempre la sensazione di un legame spezzato, di un litigio tra due membri del nostro gruppo di amici. È per questo che poi, quando sappiamo di una riappacificazione, siamo in realtà sollevati.


Un esempio molto recente sono i Tribe Called Quest, gruppo hip-hop scioltosi nel 1998 e tornato qualche anno fa con un nuovo album. Oppure, sempre restando nel mondo basket, Kobe e Shaq. Niente è stato più gratificante della loro riappacificazione in diretta TV qualche anno fa. Quando Bryant ci ha lasciati, a gennaio 2020, le parole di O’Neal sono sembrate quelle di un uomo che aveva fatto pace con il proprio passato e con il proprio amico prima che fosse troppo tardi. E non potevamo che esserne contenti.


Nella trasmissione televisiva in cui Rose ha esternato i commenti di apprezzamento citati in precedenza, anche Webber ha voluto dire la sua. I due hanno parlato delle figure-cardine della loro vita cestistica, che probabilmente aspettavano da tempo una riunione chiarificatrice dei Fab Five.


Ad apparire particolarmente ironica è stata la descrizione che Webber ha fatto di sé e Rose:

“Siamo i due più grandi fan di Magic Johnson che tu possa immaginare.”

Curioso, se si pensa che la loro riunione a favor di telecamera è simile proprio a quella di cui si è reso protagonista Magic con un’altra intramontabile icona della Detroit degli Anni ’90: Isiah Thomas. Johnson e Thomas, come Rose e Webber, erano amici-rivali. A rovinare il loro rapporto fino a quel momento senza pecche era stata l’esclusione di Isiah dal Dream Team del 1992, probabilmente voluta da Micheal Jordan -come ci ha ricordato "The Last Dance".


Magic si è scusato con Thomas in un episodio del 2017 della serie di NBA TV “Players Only Monthly”. L’emozione era palpabile: i due hanno pianto, si sono abbracciati e hanno ricordato i vecchi tempi.

“Scusami se ti ho ferito. Dio è buono e ci ha permesso di riunirci”. (Magic Johnson)

Per Johnson e Thomas, come per Webber e Rose, sembra ancora una volta risuonare quell’intramontabile canzone che certifica le amicizie ritrovate: “Reunited”, Peaches and Herb, un inno al perdono che accompagna anche i due Fab Five.