• Nicola Ripari

L'eredità di Chuck Cooper, primo afroamericano scelto al Draft



Questo articolo, scritto da Jerry Bembry per The Undefeated e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 7 aprile 2019.



Chuck Cooper – vero e proprio pioniere del basket – ebbe suo figlio, Chuck Cooper III, quando era già abbastanza avanti con l’età. Un brutto incidente d’auto, poi, limitò molto il tempo che i due avrebbero potuto trascorrere insieme sul campo da basket.


Tuttavia, quando Cooper III aveva 13 anni, ricordava di suo padre che lo portava al campetto e gli raccontava del tiro più lungo che aveva segnato nella sua carriera, un tiro scagliato da ben prima della metà campo.


“Così, prese in mano il pallone e si mise nella stessa posizione, tirò e la palla entrò”, questo il ricordo di Cooper III. “Non c’erano immagini registrate risalenti all’epoca in cui mio padre giocava, quindi non sapevo nulla del suo talento. Quando segnò quel tiro, quel gesto fu, per me, la prima indicazione di che grande giocatore fosse.”


Il 25 aprile del 1950, Chuck Cooper divenne il primo afroamericano a essere stato scelto in NBA. Nonostante l’importanza storica del momento, quell’avvenimento non ebbe di certo la risonanza che, invece, ottenne Jackie Robinson nel baseball. Grazie alla sua scelta nel 1947, infatti, fu abbattuta la barriera raziale. D’altronde, oggi si tende a far fatica a riconoscere certi traguardi, se non compaiono su YouTube...


Forse, comunque, anche la nuova generazione potrà apprezzare il traguardo raggiunto da Cooper, dopo il recente annuncio che sarà introdotto nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. Insieme a lui, saranno introdotti anche Al Attles, Sidney Moncrief e Teresa Weatherspoon.


Cooper - morto all’età di 57 anni, nel 1984 - verrà introdotto nella Hall of Fame grazie agli sforzi del Early African-American Pioneers Committee. Suo figlio, Cooper III, l'ha scoperto poco tempo fa.


“Ero nel mio ufficio quando è arrivata la chiamata. E il momento è stato veramente incredibile”, ha dichiarato Cooper III, che dirige la Chuck Cooper Foundation. “Siamo stati nella breve lista del Comitato per diversi anni, ora è arrivato il momento. Sento euforia e gioia. Mi piacerebbe che lui fosse ancora qui, per godersi il momento annusare il profumo delle rose...”


Cooper è stato una star del college basketball, quando giocava per Duquesne University – che ha portato a due apparizioni NIT. Sebbene Cooper sia stato il primo afroamericano a essere scelto al Draft, fu Earl Lloyd a diventare, di fatto, il primo giocatore a giocare tra i pro: esordì il 31 ottobre 1950, un giorno prima di Cooper.


FOTO: NBA.com

Durante la sua carriera, Cooper ha giocato per quattro stagioni nei Boston Celtics, una nei Milwaukee Hawks e, durante l’ultimo anno, si è diviso tra St. Louis Hawks e Fort Wayne Pistons. Dopo aver concluso la carriera, è tornato a scuola e ha conseguito una laure magistrale in Social Work, presso l’Università del Minnesota.


Oggi, Cooper III dirige la fondazione che, tra gli altri, ha l’obiettivo di fornire borse di studio a studenti afroamericani che vogliono conseguire lauree magistrali o raggiungere livelli d’istruzione ancora più alti.


“Mio papà è nella storia, e la sua introduzione nella Hall of Fame ci da la possibilità di raccontare e insegnare ai giovani di oggi la sua legacy”, ha detto Cooper III. “Penso che il mondo dovrebbe conoscere il sacrificio e il contributo che mio padre ha portato alla comunità e a chi è arrivato dopo di lui in NBA.”