• Mattia Tiezzi

Clippers-Mavs: la preview della serie

Dopo le sei gare dello scorso anno, terminate con la vittoria dei Clippers, le due squadre, con nuovi protagonisti, si ritrovano al First Round.


FOTO: NBA.com

Di nuovo Mavericks e Clippers, di nuovo un First Round di Playoffs. In questi “giorni di un futuro passato” che si prospettano molte cose sono cambiate, da una parte e dall’altra. Quello che è rimasto è sicuramente la voglia di vincere, e di rivincita, sperando che possa portare a momenti iconici come quelli della passata stagione.


A Los Angeles la speranza è che quello dello scorso anno sia stato solo un passo falso, e che il nucleo costruito attorno a Kawhi Leonard e Paul George possa raggiungere i traguardi tanto agognati per mezzo di un roster rinnovato e un nuovo head coach.


I texani, invece, si auspicano di poter vedere un Kristaps Porzingis a pieno regime, senza infortuni come quello che ha influenzato la serie (e la carriera del lettone, fino ad ora) dello scorso anno.


Partendo da una overview individuale sulla situazione delle due squadre, seguita da un’analisi incrociata degli incontri di Regular Season con uno schema per i fattori chiave, cercheremo di introdurre l’incontro fra la quarta e la quinta classificata della Western Conference.



DALLAS MAVERICKS


Record: 42-30

5° nella Western Conference

Offensive Rating: 115.4 (9°)

Defensive Rating: 113 (20°)

Net Rating: +2.3 (11°)


Dopo un inizio difficile a causa delle assenze, i Mavericks hanno giocato una seconda parte di stagione di alto livello, in particolare dopo l’All-Star Break, con il Net Rating di squadra impennato da -0.3 a +4.7.



Le principali differenze dallo scorso anno derivano dallo scambio che ha spedito Seth Curry a Philadelphia in cambio di Josh Richardson. L’idea alla base della trade era quella di affiancare a Luka Doncic un profilo maggiormente difensivo, che potesse alleggerire di alcuni possessi lo sloveno con del playmaking secondario integrabile con situazioni in spot-up senza influire troppo sullo spacing. Nonostante si fosse a conoscenza di non poter rimpiazzare un tiratore dal 45% in stagione come Seth, le aspettative non si sono comunque realizzate. Il 33% dal perimetro, unito a prestazioni altalenanti, ha spinto coach Carlisle a provare J-Rich in uscita dalla panchina, inserendo nella starting lineup Tim Hardaway Jr, che aggiunge shooting e scoring ma toglie qualcosa nella metà campo difensiva. Da definire, comunque, quale sarà il backcourt ai Playoffs.


Nel frontcourt, invece, un ulteriore cambio (stavolta di matrice fisica, piuttosto che tattica) nella starting lineup ha coinvolto (forzatamente) Dwight Powell. Quest’ultimo ha avuto una stagione non facile, fra Health&safety protocols e rientro da un infortunio al tendine d’Achille, ma ultimamente sta risalendo nelle quotazioni.


Lungo sottodimensionato, ma dinamico, capace di effettuare switch su più ruoli, Powell non avrà ancora recuperato l’esplosività che lo caratterizzava, ma può essere un’alternativa fino al completo rientro di Maxi Kleber, anche lui fuori per problemi al tendine d’Achille. Il contributo maggiore fornito fino ad ora si è visto nella metà campo offensiva, dove non è stato troppo prolifico, ma ha comunque dimostrato di poter essere usato da rollante o per un lob o ricezione sulla linea di fondo.



Il problema maggiore nelle ultime partite giocate, iniziate fra i titolari, consiste nel fit con Kristaps Porzingis: ad un modesto 122.2 di Offensive Rating si affianca un disastroso 132.2 di Defensive Rating, per un Net Rating di -10 nei minuti giocati insieme dai due.


Un'alternativa potrebbe essere Nicolò Melli, che si è rivelato estremamente versatile difensivamente, aggiungendo anche una dimensione perimetrale che a Powell manca.



Per il resto, molto passerà dalle mani di Doncic e Porzingis.


Il primo è l’arma principale su tutti i giochi (letteralmente) proposti nella metà campo offensiva, con una Usage % di 40.5 e una Assist % di 42.6, per un rapporto fra le due di 1.05 (96esimo percentile, Cleaning The Glass).


Il secondo, invece, ha una serie in sospeso con i Clippers e molti dubbi sull’eventuale tenuta fisica. Nei passati Playoffs, fino all’infortunio, le sue medie recitavano 23.7 punti con il 52.9% da tre punti e una True Shooting del 70.8%, per un Offensive Rating di 135. Vedremo se saprà riprendere da dove aveva cominciato.


Da monitorare le condizioni di Kleber, come detto, mentre JJ Redick è out per problema al tallone che lo ha costretto a saltare le ultime partite di Regular Seson.



LOS ANGELES CLIPPERS


Record: 47-25

5° nella Western Conference

Offensive rating: 117.6 (4°)

Defensive rating: 111.2 (8°)

Net rating: +6.4 (2°)


I Clippers si presentano, invece, con molti cambiamenti rispetto allo scorso anno. Il primo coinvolge l’head coach, al cui ruolo è assurto Tyronn Lue, dopo le sette stagioni di Doc Rivers sulla panchina. Oltre a lui, ci sono anche state aggiunte importanti a roster:

  • Luke Kennard, che ha firmato un’estensione da $41,236,364 in tre anni

  • Nicolas Batum, tagliato dagli Charlotte Hornets

  • Serge Ibaka, firmato da free agent con un biennale da $18,978,900

  • Rajon Rondo, arrivato dagli Atlanta Hawks durante la passata trade deadline

  • DeMarcus Cousins, firmato fino al termine della stagione

I giocatori di rilievo persi rispetto allo scorso anno sono, invece, Lou Williams (Hawks), Montrezl Harrell (Lakers), Maurice Harkless (Kings) e JaMychal Green (Nuggets).


La versione vista quest’anno dei Clippers ha modificato molti aspetti del gioco rispetto alla passata edizione. Il pace è diminuito, passando da 101.5 a 96.9 (28esimi), e sono aumentati i tiri negli ultimi secondi dell’azione, con una frequenza del 10.2% (quinti) fra i 7 e i 4 secondi rimasti sullo shotclock.


FOTO: NBA.com

Questo non ha, fino ad ora, peggiorato le prestazioni, ma è ovvio che la squadra di Lue verrà passata al vaglio con i Playoffs.


Los Angeles gioca una frequenza abbastanza alta di possessi in isolamento, cavalcando molto il post-up. La gravity esercitata da Leonard e George fa sì che i due costituiscano il fulcro della manovra offensiva di squadra: entrambi hanno una Usage % di 30 o superiore, e un'Assist % di 23.9 in ex aequo (entrambi sopra il 96esimo percentile). Nonostante questo, l’assist to usage ratio li pone nei dintorni dell’80esimo percentile, discreto ma non d’élite, con un Paul George da una Turnover % di 14.1 (22esimo percentile). Le sorti dei Clippers passeranno soprattutto dalla capacità di variare nella metà campo offensiva.


Evitando possessi stagnanti e basati più sul talento individuale che sul sistema, Los Angeles preserverebbe le proprie stelle da un tipo di game plan a dir poco dispendioso - che potrebbe scadere, a lungo termine, o nel logorio fisico o in un andamento sinusoidale nel corso della serie e, addirittura, della singola partita. Un ruolo centrale in questo potrebbe appartenere a Rajon Rondo, che ha portato esperienza e playmaking all’attacco losangelino.

"È un giocatore molto intelligente, può convivere in sistemi a due guardie e giocare con chiunque, mi piace molto il trio con Reggie e Batum. Sa tenere alto il pace, e questo si converte in canestri facili." (Coach Tyronn Lue, via Around The Game)

Il suo rapporto tra Assist % e Usage % lo pone nel 93esimo percentile di Cleaning The Glass, nettamente il migliore della squadra, con una Assist % di 39.7. Quel che più interesserà ai Playoffs saranno le percentuali al tiro da tre punti - che per adesso converte con il 43.2% con la nuova canotta - e la capacità di alleggerire i possessi delle due Star, con maggior possibilità di costruire off ball.



La situazione infortuni ruota attorno ai rientri Pat Beverley, che è tornato a fine stagione dopo un’assenza di 12 partite a causa di una frattura alla mano sinistra, e Serge Ibaka, che ha saltato 25 partite per problemi alla schiena. Quest’ultimo potrà contribuire con la solita rim protection e, in situazioni in cui ci sarà bisogno di allargare il campo, ricoprire un ruolo da stretch 5, sfruttando il proprio tiro perimetrale. Sarà un’aggiunta preziosa in ottica Playoffs.



KEY FACTORS


SCONTRI DIRETTI

  • 27/12/2020, Mavs-Clippers 124-73

  • 15/03/2021, Clippers-Mavs 109-99

  • 17/03/2021, Clippers- Mavs 89-105

Dallas conduce per 2-1 negli scontri diretti, con un blowout nelle prime partite di Regular Season e due scontri più equilibrati a marzo.



Ivica Zubac


Un fattore emerso abbastanza nitidamente è l’incapacità di Dallas di opporsi ai pick&roll che coinvolgono Ivica Zubac come rollante. Il lungo dei Clippers ha sbagliato solo due tiri nei due incontri di marzo, senza trovare opposizione nelle ricezioni profonde anche dalla linea di fondo. Inoltre, la presenza a rimbalzo offensivo ha influito e non poco, con una Offensive Rebound % rispettivamente di 14.5 e 12.2 nelle gare di marzo.


L’unica controffensiva dei Mavs potrebbe essere Willie Cauley-Stein, che però è stato bravo più nell’impedire la ricezione che nel saper contrastare Zubac. Inoltre, offensivamente, il centro ex Warriors è limitato e limitante, quando non ne viene sfruttato l’atletismo per un lob sul pick&roll.



L’influenza di Zubac ha avuto risonanza anche nella metà campo difensiva, dove è stato spesso usato in single coverage su Doncic. Per quanto il matchup, se si pensa alle doti di Luka nell’attaccare dal palleggio, sembri pendere a favore dello sloveno, il campo ha dato spesso ragione ai Clippers: 6 turnover, 5/13 dal campo e 1/5 da tre per la stella dei Mavs contro Ivica.



Kristaps Porzingis


Considerando queste difficoltà, un ruolo chiave verrà svolto da KP. Le percentuali dello scorso anno non sono sembrate un caso negli incontri stagionali, e Los Angeles è sembrata non avere una singola risposta al post-up, al pick&pop o alle decoy action dell’ex Knicks, che sfrutta molto bene l’altezza in casi di raddoppio per effettuare il ribaltamento o tirare sulla testa del difensore sul mismatch (perenne, considerata la contraerea di LA). Inoltre, Porzingis è perfetto per l’attacco 5-out di Dallas, specialmente quando hai un passatore come Doncic.



Importante anche l’impatto di Maxi Kleber, che dovrà sfruttare al meglio le occasioni che gli verranno date al tiro in situazioni di pick&pop. Se le percentuali dovessero alzarsi, sarebbe un affare per Dallas poter attirare Zubac fuori dall’area e aprire spazi per eventuali taglianti.



Versatilità difensiva


L’importanza di Kleber per i Mavericks non è quantificabile. Così come, dall’altra parte, buona parte del sistema dei Clippers si regge su Nicolas Batum. Quest’ultimo, rinato, si è posizionato in Regular Season nell’84esimo percentile per versatilità difensiva (Basketball Index), rivelandosi in grado di poter cambiare a piacimento su ruoli dall’1 al 4 (da point guard a power forward), con un’alta frequenza di marcatura su guardie e “ali forti”. L’ex Hornets è anche nell’89esimo percentile per matchup difficulty.



Il lungo dei Mavs, invece, passa la maggior parte del tempo sulle ali e sui centri avversari, ponendosi nel 72esimo percentile per versatilità, ad un livello discreto ma non eccelso. Migliore, invece, è la sua tenuta difensiva, che gli permette di inserirsi nell’86esimo percentile per matchup difficulty. Questi dati fanno del tedesco un giocatore chiave della serie, soprattutto se anche il tiro da tre punti entrasse con continuità.



Matchups


Per quanto riguarda Dallas, Porzingis è un lungo con estreme difficoltà difensive, che però tende a colmare i vuoti nell’altra metà campo, motivo per il quale è importante tenerlo lontano dalla palla e dai pick&roll avversari, possibilmente su un eventuale spot-up shooter.


Powell, invece, è un lungo undersized, che potrebbe soffrire, e non poco, la fisictà di Zubac. Lo stesso dicasi per Melli, a cui si aggiunge il discorso fatto sopra per Cauley-Stein.


Doncic ha un carico offensivo che non gli permetterà di cambiare troppo difensivamente, nonostante abbia dimostrato nel corso della stagione di saper sfruttare la propria taglia per contestare i tiri sui cambi.


Gli specialisti, in tal caso, restano Richardson, Maxi Kleber e Dorian Finney-Smith. Il primo sarà un’arma aggiuntiva rispetto allo scorso anno per avere qualcuno da inserire su Paul George in situazioni off ball, ma potrebbe risentire della corporatura esile in caso di matchup con Leonard. Il nucleo focale coinvolge gli altri due. Lo scorso anno Kleber si è incollato a Kawhi Leonard, con risultati altalenanti, mentre Doe-Doe ha diviso i possessi fra l’ex Toronto e PG, che probabilmente sarà la sua marcatura anche in questa edizione.



Avere un Maxi Kleber integro farà tutta la differenza del mondo per i Mavs, e le parole di Rick Carlisle a riguardo fanno ben sperare.



I Clippers, invece, tenderanno ad inserire Leonard nel matchup con Porzingis, cercando di disturbarne preventivamente la ricezione e sfruttando la fisicità di Kawhi, che però pagherà in termini di centimetri.


Il lavoro sporco su Doncic verrà svolto, probabilmente, dal solito Patrick Beverley, con la possibilità di inserire Paul George o Zubac (come visto sopra) sui cambi. Il vero snodo consisterà nelle risposte al pick&roll che coinvolgeranno Luka come portatore.



Tiro perimetrale


I Los Angeles Clippers hanno nove giocatori che navigano sopra il 40% da tre punti, classificandosi primi nella Lega per 3-Point %, pur essendo 13esimi per frequency (37.1%), secondo Cleaning The Glass. Per mantenere la serie il più equilibrata possibile, Dallas dovrà cercare di limitare il numero di tiri puliti concessi agli avversari, evitando che giocatori come Marcus Morris, Reggie Jackson e Luke Kennard, autori di una stagione surreale al tiro, entrino in ritmo.




Un ringraziamento a Nadir Namane per il contributo.