• Alberto Pucci

La speranza dei Clippers: Playoff Rondo

5 spunti sull'unico colpo di mercato in questa trade deadline per la squadra di Tyronn Lue.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Andrew Grief per Los Angeles Times e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 marzo 2021.



Nonostante il momento di leggera flessione in Regular Season, i Clippers sono arrivati alla trade deadline di quest’oggi con un solo obiettivo in mente: aggiungere alla propria rotazione degli elementi utili per arrivare in fondo alla post-season. Un approccio che è stato confermato nell'unica operazione portata a termine nel pomeriggio statunitense.


Invece di rivoluzionare il roster nei pressi del gong come accaduto nelle ultime due stagioni, i Clippers hanno infatti acquisito il solo Rajon Rondo, dagli Atlanta Hawks. In Georgia sono stati inviati Lou Williams, una scelta al secondo giro del 2023 (via Portland), una scelta del 2027 e cash considerations.


La mossa di mercato non dovrebbe stravolgere la rotazione di Lue. Nonostante ciò, l’acquisto di una point guard con molte primavere nella Lega e una grande esperienza ai Playoffs è la mossa di cui aveva bisogno la squadra, che quest’anno punta al primo Larry O’Brien Trophy della sua storia.


I Clippers pensano che Rondo possa tornare, nei Playoffs, ai livelli delle ultime annate - nonostante i suoi numeri, al momento, classifichino questa come una delle peggiori stagioni della sua lunga carriera. Una fonte della lega ha dichiarato al Los Angeles Times che la speranza di avere un Rondo migliore nei Playoffs sia “l’unico motivo” per cui i Clips hanno imbastito questo scambio.


Ecco, di seguito, 5 spunti riguardo alla mossa del front office losangelino.



1. La stima decennale verso Rondo


Una volta terminata, nel 2009, la propria carriera da giocatore, Tyronn Lue è entrato a far parte del coaching staff dei Boston Celtics, dove Rondo aveva appena vinto il primo dei suoi due titoli NBA. Il ruolo di Lue, ex playmaker, prevedeva che fosse costantemente a contatto con il giovane numero 9 dei biancoverdi.


Lavorare insieme ha fatto nascere un solido rapporto tra i due, che continua ancora oggi e si pensa possa essere un bene per l'ambiente Clippers.



2. I Clippers non hanno dovuto cedere Zubac


Con poche scelte da offrire ai propri interlocutori, i Clippers sono entrati nella trade deadline con un numero limitato di asset da poter cedere. Il più gettonato tra questi era certamente il centro Ivica Zubac.


Il lungo bosniaco, acquisito proprio durante la trade deadline del 2019 dai Lakers, è diventato un giocatore di ottimo livello in entrambi i lati del campo, e porta in dote un contratto molto appetibile per i front office NBA (7 milioni di dollari l’anno).


Il gioco dei Clippers in questa stagione non ha subito scossoni quando Zubac è entrato in quintetto al posto dell'infortunato Serge Ibaka - un bel segnale per Ty Lou in ottica Playoffs.


Un gran numero di squadre ha chiesto il giocatore negli ultimi giorni, ma sono tutte rimaste delusi dal freddo no dei Clips. Il front office, infatti, non ha mai preso seriamente in considerazione una trade che lo coinvolgesse, reputando il nativo di Mostar centrale per il progetto della franchigia.



3. Tornerà Playoff Rondo?


Il motivo per cui i Clippers si sono buttati sul veterano da Dallas è certamente la sua capacità di alzare il livello una volta arrivato alle partite che contano. Lo scorso anno, ad esempio, il numero 9 è passato da un Offensive Rating di 103 in Regular Season ad uno di 115 nei Playoffs, mantenendo al contempo inalterato il proprio Defensive Rating (108).


FOTO: NBA.com

La vera questione è se, a 35 anni, Rondo sia più vicino alla prima o alla seconda delle versioni mostrate lo scorso anno; e se sia ancora in grado, dopo mesi di assoluto anonimato, di premere l'interruttore al momento giusto.



4. Chi beneficia della partenza di Lou?


Senza Williams, il più grande scorer dalla panchina della storia NBA, e i suoi 12.1 punti di media, i Clippers avranno certamente bisogno di punti dai giocatori in uscita dalla panchina. Il salto di qualità maggiore sarà certamente richiesto a Luke Kennard, uno dei pochi realizzatori puri della second unit.


Rondo è un playmaker che prende 10 tiri per 36 minuti, 7 in meno di quanti ne prendeva Lou. Per questa ragione, Ty Lue avrà bisogno che altri aumentino il proprio volume di tiro. Kennard, che sta viaggiando col 48% da tre punti, è il primo a cui il coaching staff chiederà un contributo maggiore.



5. Lo smantellamento del post-CP3


Non si tratta della fine di un’epoca, ma ci siamo vicini.


I Clippers hanno iniziato la ricostruzione con lo scambio di Chris Paul nell’estate 2017. Al posto del prodotto di Wake Forest, erano arrivati in California: Williams, Beverley e Harrell. Erano loro il motore emozionale della squadra. Williams e Harrell, poi, ne hanno beneficiato anche a livello individuale, portando a casa il premio di Sesto Uomo dell’Anno rispettivamente nel 2018, 2019 e nel 2020.


I Clippers avevano mostrato i primi segnali di distacco da questo core già in Free Agency, quando non avevano fatto nulla per impedire che Trezz firmasse con i Lakers. Ora, la cessione di Williams.


Il trio in questione ha effettivamente avuto problemi di adattamento con i due grandi colpi dell'estate 2019, Paul George e Kawhi Leonard, anche se tutte le voci dall’interno abbiano raccontato di un ottimo ambiente-spogliatoio, con Williams e Beverley addirittura mentori nei confronti di Zubac e Mann.


“Io e Lou vogliamo stare qui a lungo, speriamo vada così” - queste le parole, poco profetiche, che aveva pronunciato Patrick Beverley il 14 febbraio scorso.