• Claudio Biolchini

I Miami Heat possono contenere Anthony Davis?

Le speranze degli Heat passano inevitabilmente dalla difesa su AD. Cosa ci possiamo aspettare?


FOTO: NBA.com

I Miami Heat arrivano da "intrusi" all'ultimo atto della stagione NBA, senza avere a roster nessuno dei migliori 10 giocatori del torneo. Lo hanno fatto collezionando upset, battendo con relativa facilità sia i Bucks che i Celtics. La loro chimica di squadra, perfetta, unita alla bravura di coach Erick Spoelstra nel congegnare difese in grado di nascondere i limiti fisico-atletici di qualche giocatore, hanno permesso alla franchigia della Florida di superare tutti gli ostacoli.


Ora però Cenerentola si troverà di fronte una corazzata costruita per vincere, dove i due pilastri LeBron James ed Anthony Davis non hanno dato molti segni di cedimento. L'ex Pelicans, in particolare, è il braccio armato dei californiani, che si è scoperto anche decisivo in situazioni "clutch", alla prima vera esperienza nei Playoffs.


In realtà, gli Heat hanno già trovato un modo, in questa post season, per limitare uno dei giocatori più dominanti della Lega: Giannis Antetokounmpo. Lo hanno fermato prima di tutto limitando le possibilità di contropiede avversario, con attacchi ben bilanciati a ritmo controllato e rientri difensivi di qualità; in quella metà campo, poi, il greco ha trovato un vero e proprio "muro" a protezione del pitturato.


Qualora non fosse stato possibile difendere il canestro, l'MVP della stagione regolare è stato mandato regolarmente in lunetta, dove non ha brillato. Questo, tuttavia, non si potrà fare con AD, che converte i tiri liberi con oltre l'80% in questi Playoffs.


Nei due scontri avvenuti durante la Regular Season, i Los Angeles Lakers comandano 2-0. Se possiamo considerare irrilevante la gara del 6 novembre, con ancora dei Miami Heat sperimentali, (in cui hanno fatto solo 80 punti, minimo stagionale), molto più interessante è stata la partita del 13 dicembre, vinta in volata 113-110 dai Lakers con 33 punti e 10 rimbalzi di Davis, conditi da 3 stoppate:



Fa impressione la varietà di soluzioni di AD. Post basso, tiri da tre, canestri da rimbalzo in attacco, turn-around jumper dal mid-range, punti veloci in contropiede sui passaggi lunghi di James... Difendere contro tutto questo è veramente difficile.


I numeri di Davis in questi Playoffs sono irreali: 28.8 PTS, 9.3 REB, 3.6 AST. In stagione regolare tirava col 50.3%, ora è al 57%. Cosa fare, quindi, per non essere travolti?


Miami ha Bam Adebayo, membro del secondo quintetto difensivo All-NBA, che nella bubble ha migliorato esponenzialmente il suo rendimento, toccando l'apice con la stoppata a Jayson Tatum in Gara 1 delle Eastern Conference Finals. Ma ora, dopo Brook Lopez e Daniel Theis, si troverà davanti un giocatore di ben più alto calibro.


Secondo i dati Spectrum, Davis è il quarto miglior giocatore della NBA per punti segnati in penetrazione da uno-contro-uno. Viceversa, Adebayo concede solo 0.828 punti per possesso in questa situazione, risultando settimo in tutta la Lega in questa speciale classifica.


L'ex Kentucky è uno dei pochi al mondo con la mobilità e l'atletismo per contrastare Davis in quella che è la sua soluzione più difficile da difendere. Non ha, però, i centimetri per fronteggiare il suo tiro in allontanamento: un raddoppio sistematico (o finta di raddoppio) in situazione statica di post-up non è da escludere, soprattutto se a farlo saranno le mani veloci di Jimmy Butler, Andre Iguodala o Jae Crowder, che cercheranno di sporcare qualche pallone, e allo stesso tempo di essere pronti per recuperare sui tiratori.


La difesa a zona 2-3 ha risolto tanti problemi a Miami, fino a questo momento. Come funziona? Potrebbe servire per contenere AD?


La difesa di Spoelstra nella serie contro Boston prevedeva due uomini della prima linea attenzionati sulla palla. In caso di P&R c'è sempre stato un cambio di marcatura, in presenza del quale si cerca di proteggere il centro dell'area e di mettere un braccio sulla linea di passaggio, mentre chi è in ala (in questo caso Herro) accorcia la distanza rispetto a dove, presumibilmente, finirà il passaggio.


Potrebbe essere una buona idea per contenere i giochi a due tra James e Davis.



Vediamo ora il caso in cui l'attacco ha eseguito un P&R a uscire.


L'uomo in ala fa aiuto e recupero, mentre l'altro uomo in prima linea deve essere pronto a stringere verso l'area. Questa situazione potrebbe essere più problematica per gli Heat se Davis, anzi che il bloccante, fosse l'uomo in angolo: il tiro suo tiro da tre è stato affidabile in questi Playoffs (36.6%) e il suo rilascio è troppo in alto per contestarlo dopo una collaborazione difensiva del genere.



Come si può vedere nel prossimo possesso difensivo proposto, quando la prima linea sale a pressare i portatori di palla, spesso si è aperta una voragine nel centro dell'area, che permetterebbe una pericolosa ricezione ad Anthony Davis in una zona in cui è decisamente efficace.


A quel punto un raddoppio sarebbe quasi inevitabile, ma da quella posizione la visione del campo è ottima e AD potrebbe innescare i tiratori senza problemi. Saranno determinanti i tempi delle rotazioni e la capacità di occupare le linee di passaggio per rallentare il movimento della palla.



Gli Heat, comunque, non hanno paura di allungare la propria difesa a zona. E i tempi delle collaborazioni in questo caso sono di nuovo fondamentali. Nel possesso qui sotto, l'aiuto e recupero di Herro fa perdere per due volte molto tempo a Kemba Walker. Levare secondi a inizio azione ai Lakers, magari non facendo gestire sempre le operazioni a LeBron James, potrebbe essere un'ottima idea per Miami.



Vediamo ora una situazione che potrebbe essere pericolosissima per Miami: Anthony Davis utilizzato come bloccante per l'uscita di un tiratore.


La prima linea della difesa a zona, come sempre, ha il compito di contenere la palla con due uomini, mentre l'attacco esegue un blocco per una uscita di un tiratore sul perimetro, che non può essere ignorato. A quel punto il bloccante può facilmente occupare lo spazio al gomito, come fatto dai Celtics nel possesso qui sotto (Jaylen Brown bloccante).


Adebayo in una situazione del genere dovrà essere bravo a leggere il pericolo per la difesa (cosa che in questo caso Kelly Olynyk fa in ritardo) e adeguare la propria posizione; e i compagni a stringere gli spazi in area, cercando allo stesso tempo di non concedere una tripla aperta.




Conclusioni


Nonostante Adebayo - uno dei pochi giocatori al mondo in grado di contenere Davis, soprattutto in penetrazione - pensare di poterlo tenere sotto i 20-25 punti di media non è realistico. Ma rendergli la vita più difficile possibile a metà campo, dove AD risolve tutti i problemi dei Lakers nei possessi in cui non riescono a correre, sarà decisivo per coach Spoelstra.


Il "muro" aveva funzionato con i Bucks perché non avevano delle alternative al proprio gioco offensivo. Con i Celtics la zona è stata redditizia soprattutto perché a Brad Stevens manca un uomo in area in grado di far collassare la difesa. I Lakers, però, hanno entrambe queste cose.


Se Davis dovesse essere deflagrante già dai primi episodi della serie, potremmo assistere all'estremizzarsi di alcune scelte difensive. Tra cui, in primis, lasciare tanto spazio ai tiratori sul perimetro.


Immaginare di vincere questa serie senza arginare Anthony Davis è impossibile.





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