• Andrea Campagnoli

Come gestiranno i Knicks i propri giovani?

Uno degli obiettivi del nuovo corso, guidato da Leon Rose, è quello di massimizzare il potenziale dei propri giovani talenti, come Kevin Knox, Dennis Smith Jr e Frank Ntilikina.



Questo articolo, scritto da Tim Kohut per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 26 Giugno 2020.


Leon Rose ha parlato pubblicamente per la prima volta mercoledì scorso, dopo aver assunto il ruolo di President of Basketball Operations dei New York Knicks. E non ha tradito le aspettative che c’erano su di lui.


Alcune delle cose che ha detto sono state musica per le orecchie dei tifosi nella Grande Mela. Oltre ad aver discusso riguardo la ricerca del prossimo allenatore - notate, ha già parlato con Mike Miller e conta di avere scelto un coach entro la fine luglio - ha anche parlato di alcuni giovani che lo hanno particolarmente colpito.

Come era prevedibile, ha definito il rookie RJ Barrett e Mitchell Robinson come due giocatori-cardine, che diventeranno l'ossatura della squadra. Un front office non potrebbe dare definizione migliore. Ma ha avuto commenti anche su altri giovani dei Knicks che mi hanno fatto ben sperare (o che io ho interpretato nella prospettiva di chi vede il bicchiere sempre mezzo pieno).

Ha parlato di Kevin Knox, scelto nel 2018, la cui carriera non ha ancora preso il volo.

“Non vedo l’ora di lavorare con Kevin. Penso che non abbia ancora mostrato nulla del suo reale talento.”

Lo speriamo anche noi, Leon.

Ha citato Dennis Smith Jr, definendolo "un talento speciale"; considerando che DSJ non ha mai avuto così poco appeal, la prossima stagione potrebbe essere quella buona per il ragazzo per dimostrare che può essere un buon giocatore NBA.

Ma quello che ha fatto realmente piacere a tutti i tifosi di New York sono state le parole spese nei confronti di Frank Ntilikina.

“Frank, date le circostanze, penso proprio possa sbocciare.”

GRAZIE.


FOTO: NBA.com

Gli ultimi tre Draft di New York sono stati perfetti? Assolutamente no. Sono però salvabili? Penso che la risposta sia sì.


Robinson e Barrett sono quasi certezze, gli altri giovani possono diventarlo. E sotto la giusta leadership, questo potrebbe succedere presto, forse anche l’anno prossimo. Ma considerando che stiamo parlando dei Knicks: quel “forse” non è mai promettente...


TROVARE IL GIUSTO EQUILIBRIO

È abbastanza certo che Barrett, Robinson e la futura scelta al Draft 2020, chiunque esso sia, avranno un buon numero di minuti l’anno prossimo, indipendentemente da chi siederà sulla panchina dei Knicks (io continuo a pensare che sarà Tom Thibodeau). Detto ciò, con un roster più bilanciato, e senza firmare troppi e inutili contratti di un anno a giocatori di dubbia utilità, i giovani potrebbero trovare più spazio e più minuti.

Iniziamo con il punto di domanda preferito da tutti, Frank Ntilikina. Lo sappiamo da sempre: farlo giocare con regolarità è la base per consentirgli di migliorare davvero. Ma a causa di infortuni e dubbie decisioni da parte del coach, o di entrambe le cose, Ntilikina non ha mai calcato il parquet abbastanza durante le sue prime tre stagioni.


Frank ha comunque mostrato segnali di crescita incoraggianti nell’ultima annata. La sua percentuale dal campo (39.3%), i suoi punti a partita (6.3) e la sua percentuale dalla linea dei tre punti (32.1%) sono stati i suoi massimi di sempre, sebbene in una stagione accorciata.

Come farlo stare in campo maggiormente, nella prossima stagione? Facendolo giocare in più posizioni. Può (e dovrebbe) essere la point guard di riserva, ma è comunque una buona soluzione come 2, o anche come 3. E lo si può mettere contro il miglior attaccante della squadra avversaria per fare il lavoro sporco.


Quello che dovrebbe realmente migliorare Ntilikina per ottenere più minuti è però la sua consistenza nel tiro da tre punti. Se si adattasse alle medie della Lega, potrebbe davvero diventare una soluzione su diverse posizioni; finchè non è in grado di convertire regolarmente dei comodi tiri aperti, non potrà essere preso in considerazione così seriamente.


FOTO: NBA.com

Kevin Knox, invece, sembra ancora un rookie (beh, insomma, non è cosi lontano da esserlo, considerando che ha giocato alla fine una sola stagione per intero).


Ad essere onesti, Knox non è mai riuscito a dimostrare di essere abbastanza affidabile in nessuna delle due fasi del gioco per guadagnarsi abbastanza minuti in campo. E diciamo le cose come stanno: se non riesci a prendere il posto di Bobby Portis, c'è decisamente qualcosa che non va.

Knox ha mostrato carenze in attacco, ma anche una preoccupante mancanza di impegno in difesa. Sul lato offensivo, però, gli diamo fiducia, grazie alla sua stazza, al suo atletismo e, qualche volta, al suo tiro.


Quello che potrebbe realmente aiutare Knox a diventare un giocatore importante per la squadra, e di conseguenza portarlo ad avere più minuti, potrebbe essere un cambio di posizione. Ha già dimostrato di non rendere da 3, quindi si potrebbe pensare di schierarlo come 4.

Leon Rose ha dichiarato che i Knicks hanno la necessità di avere un big man in grado di tirare da tre punti. Necessità dovuta principalmente alla trade-Porzingis. Ma una necessità è una necessità, e i Knicks hanno certamente bisogno di tiratori che creino spazio per Barrett e Robinson. E se l’opzione fosse già in casa? Knox è abbastanza alto e grosso per giocare da 4 nell'NBA moderna. Durante la sua carriera si è dimostrato spesso un tiratore incostante, è vero, ma è sicuramente meglio dell’attuale 4, Julius Randle, che la prossima stagione potrebbe uscire dalla panchina. Dal cambio di ruolo, Knox potrebbe solo trarne benefici. Avrebbe un vantaggio in velocità su entrambi i lati del campo e potrebbe diventare una delle ali grandi con più atletismo della Lega.



Un altro giocatore finito nel dimenticatoio dopo l’ultima stagione - giocatore che Rose non ha nominato - è Damyean Dotson, che si era costruito un ruolo marginale come 3&D rotation player.

L’ultima stagione è stata abbastanza strana. New York aveva tre giocatori identici – Reggie Bullock, Wayne Ellington e Dotson. A Damyean venivano spesso preferiti i primi due, e considerando che Ntilikina si prendeva minuti da 2, le opportunità per vedere il campo erano sempre più ridotte.


Dotson si meriterebbe qualche chance in più. Specialmente da 2 e da 3, si incastra perfettamente con Barrett. Ed è anche un ottimo difensore: non è un caso che, quando lui e Ntilikina sono in campo insieme, il Defensive Rating dei Knicks si impenna. Far giocare Barrett, Ntilikina e Dotson assieme dovrà essere una priorità per il prossimo coach dei Knicks.

Ultimo, ma non per importanza: Dennis Smith Jr. DSJ potrebbe essere la point guard di riserva. Sulla carta dovrebbe essere il titolare del ruolo, ma data l’ultima stagione, non è facile credere ciecamente nel ragazzo.

Tuttavia, non abbiamo ancora visto cosa possono fare insieme Ntilikina e Smith, l’ottava e la nona pick del Draft 2017. Smith potrebbe essere considerato anche come un ottimo sesto uomo, soprattutto nel caso in cui i Knicks scegliessero una point guard nel prossimo draft. E ricordiamoci che Dennis ha solo 22 anni...


SI PUÒ PARLARE DI REBUILD?

Non sai mai cosa aspettarti dai New York Knicks. Potrebbero benissimo cambiare di nuovo le carte in tavola, firmare altri 5 veterani e seppellire i propri talenti in panchina. Ma questa volta il vento sembra cambiato, sembra che ci sia un piano serio, sembra che Rose sappia cosa sta facendo. E considerando gli ultimi trascorsi, anche solo questo ci fa ben sperare.

Come tifosi Knicks vorremmo che questo rebuild fosse fatto nella giusta maniera. Non possiamo firmare free agent, ma abbiamo abbastanza talento.


Bisogna dare ai giusti giocatori i giusti minuti.




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