• Marco Marchese

Come i Pelicans stanno cambiando corpo e movimenti di Zion


Foto: © Sportskeeda

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È finalmente arrivata, la notte scorsa contro gli Spurs, l'ora del tanto atteso ritorno in campo e debutto di Zion Williamson, preannunciato con una settimana d'anticipo dallo staff dei Pelicans. Il tutto dopo un intervento di meniscectomia laterale (dovuto a una rottura del menisco laterale) e un'estesa riabilitazione focalizzata sulla modifica delle movenze di Zion, detta "riqualifica della struttura di movimento".

Dalle affermazioni di Andrew Lopez e Baxter Holmes di ESPN, dai commenti del GM dei Pelicans David Griffin e dallo stesso Williamson su The Ringer Pod, si apprende che i cambi nei movimenti sono stati concentrati su: meccanica di salto e atterraggio, allineamento delle ginocchia, analisi del passo (e della corsa) e, come riporta lo stesso Griffin, “migliorare le frenate di Zion”.

GLI ALLENAMENTI

Innanzitutto, non si tratta di “ri-imparare” a camminare, come qualcuno ha suggerito. È un’esagerazione del termine dovuta più che altro a pazienti con acuti deficit neurologici in fase di riabilitazione post-ictus o incidente traumatico al cervello, che riprendono nuovamente a camminare.

Nel caso di Williamson, i Pelicans hanno più che altro modificato alcune movenze, che aumentavano il rischio di infortuni e che tendono a sovraccaricare di stress inutile determinate zone del corpo. In primo luogo, è stato affrontato il problema delle ginocchia valghe, modificando un movimento che tendeva a spingere il ginocchio in avanti durante la corsa. Biologicamente si dice “ginocchio valgo” quando questo influisce aumentando la tensione e allargando la zona mediale (interna) del ginocchio, mentre comprime la parte laterale (esterna).

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Quest’ultima zona riguarda l’infortunio accorso a Zion, poiché è avvenuto al menisco laterale. Generalmente il ginocchio valgo è associato all’aumento di rischio di infortuni al ginocchio, specialmente al legamento crociato anteriore. Può manifestarsi ed essere riconoscibile durante l’esecuzione di un vasto numero di movimenti, come lo squat, la corsa, tagli, cambi di direzione, arresti, saltare e atterrare - solo per citarne alcuni.

In primo luogo lo staff medico dei Pelicans ha dovuto scoprire le cause delle ginocchia valghe di Williamson. Solitamente è dovuta a debolezza dei muscoli abduttori (recuperabile con specifico rafforzamento), deficit dell’angolo di movimento durante la flessione sul dorso della caviglia (in questo caso, modificata con specifica mobilità) e deficit neuromuscolari (sui quali si interviene con tecniche come le spinte esterne, in cui viene utilizzata una banda attorno alle ginocchia durante il movimento per migliorare la propriocezione). Zion ha avuto modo di apportare le modifiche ai suoi movimenti anche attraverso le risposte dello staff riguardo ciò che poteva migliorare attraverso allenamenti allo specchio e analisi video.

Il secondo aspetto riguardante le modiche alle movenze di Zion riguarda le meccaniche di salto e atterraggio. Esse sono incredibilmente importanti per la forza che viene impiegata per compierli. Ad esempio, le ricerche hanno dimostrato che in media la forza di reazione al suolo (si immagini come un un’onda che viaggia attraverso il corpo partendo dalle gambe) che agisce sugli atleti è moltiplicata di cinque volte il loro peso corporeo. Baxter Holmes, quando la prima scelta del Draft 2019/20 fu testata nell’atterraggio da specialisti nella biodinamica del Peak Performance Project (o P3), riportò che l’atleta aveva dei dati mai visti riguardo la forza di reazione al suolo. Oltretutto, le meccaniche di atterraggio sono ancora più delicate per Zion, a causa delle già citate ginocchia valghe.

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Oltre a questi due aspetti ce ne sono altri che lo staff medico di NOLA ha tenuto d’occhio.

Su larga scala, gli atleti di solito hanno o una tendenza rivolta all’atterraggio caricando sulle ginocchia, che sovraccarica la zona anteriore (o frontale) del ginocchio come il tendine rotuleo ed i quadricipiti, oppure una che amplifica lo stress accumulato sui fianchi e che sovraccarica la zona posteriore del corpo (glutei, tendine posteriore del ginocchio, estensori lombari). Tipicamente - e specialmente nel caso di Zion, avendo a che fare con problemi alle ginocchia - gli atleti vengono allenati a caricare sui fianchi per consentire ai muscoli più larghi e forti della schiena di assorbire l’enorme forza di atterraggio.

Non dovrebbero esserci dubbi riguardo al fatto che atterrare su una gamba sola aumenti il carico di forza sulle articolazioni. È anche più preoccupante il fatto che atterrare su una sola gamba si riflette in maggior variabilità in termini di allineamento della parte inferiore del corpo, con maggiori rischi di assumere posizioni che accentuino gli infortuni.

Le ricerche mostrano che atterrare con il ginocchio esteso (o dritto, detto “atterraggio duro”) piuttosto che flesso (“atterraggio morbido”) diminuisca del 20% l’assorbimento della forza da parte dei tessuti molli e implichi un maggior carico sulle articolazioni. Mostra inoltre che l’angolo della caviglia nel momento di atterraggio varia significativamente il livello di forza di reazione al suolo. Infatti potrebbe essere la variabile chiave per ridurre o aumentare suddetta forza attraverso il corpo. Perciò, atterrare con la caviglia a 40 gradi di flessione plantare raddoppia il livello di reazione al suolo rispetto all'assenza di flessione plantare, passando da 3.24 a 6.5 volte il peso corporeo.

Il principale aspetto da curare per lo staff medico dei New Orleans Pelicans riguardo le modifiche agli errati movimenti durante il salto e l’atterraggio è ancora la scoperta delle loro cause. Ad esempio, se Zion avesse avuto carenza di mobilità nella flessione laterale, molto comune negli atleti, che gli rendeva difficile assumere una postura che caricasse più sui fianchi che sulle ginocchia, allora lo staff avrebbe dovuto lavorare sulla sua mobilità dei fianchi.

Inoltre, possono essere coinvolte strutture neuromuscolari. Zion ha da sempre saltato ed è sempre atterrato in una "certa maniera" per anni, rendendo quelle movenze naturali per lui. Nel suo caso, avendo le ginocchia valghe, bisognava intervenire attraverso spinte esterne con la banda alle ginocchia, rettifica del movimento, analisi del movimento attraverso filmati e opinioni esterne (certo, tutt'altro che un lavoro facile e comune da vedere con atleti in giovane età).

E tutto questo è doppiamente valido se pensiamo al tipo di corpo che "porta a spasso" il ragazzo, e se teniamo a mente che stiamo parlando di un giocatore a dir poco esplosivo...

ANALISI DEL PASSO (E DELLA CORSA)

Baxter Holmes afferma che la riabilitazione era mirata anche sull’analisi dell’andatura e del passo in corsa, osservando nello specifico con quale parte del piede si appoggiasse al suolo (conosciuta come “struttura del passo durante la fase iniziale della corsa”). Il passo è di solito classificato, in base all'appoggio a terra del piede, in tre modi: appoggio posteriore, medio e anteriore (la maggior parte delle persone ha un passo posteriore o medio). Per chi, come Zion, è reduce da infortunio, può essere d’aiuto una transizione ad un passo medio perché, come mostrano le ricerche, può diminuire la forza d’impatto.

Inoltre, lo staff di riabilitazione potrebbe essersi concentrato sull’accorciare la sua falcata (procedura nota come “modificare la cadenza della corsa”). Ci sono varie prove che mostrano come una falcata più breve comporti minore escursione verticale, forza di reazione al suolo e sforzo accumulato sui fianchi e sulle articolazioni del ginocchio e della caviglia.

Insomma, il cambio del passo e della falcata può essere una manna dal cielo per gli atleti in fase di riabilitazione, poiché è relativamente facile da ottenere e fornisce risultati ottimali. E questi cambi di passo e falcata sono spesso un solo processo, poiché accorciare la falcata spinge verso un passo medio.

Il primo punto è calcolare il numero di passi che un piede compie durante un minuto di corsa lenta. Raddoppiando il risultato si otterrà il tasso di falcata (o cadenza di corsa). L’obiettivo è di aumentarne il numero circa del 5-10%, che apporterebbe i miglioramenti già citati senza aumentare lo sforzo nell’andatura. Un motto comune per i pazienti che vogliono migliorare la propria andatura è “tagliare i passi”. Questo può aiutare ad accorciare la falcata.

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"MIGLIORARE LE FRENATE"

Griffin ha detto che lo staff avrebbe "migliorato gli arresti e le frenate di Zion".

Ciò significa che durante la riabilitazione è stato migliorato ciò che è noto come "controllo eccentrico". Il controllo eccentrico e la contrazione occorrono quando un muscolo si allunga mentre si contrae e aiuta a rallentare il movimento antagonista - in parole povere, “frenandolo”. (ad esempio, nella fase discendente durante un sollevamento di pesi col bicipite, quest’ultimo si allunga contrae per “frenare” la discesa). Questo meccanismo di frenata riflette un miglior controllo del movimento e minor stress sulle articolazioni.

Muscoli eccentrici critici per Zion sono i quadricipiti (nella fase iniziale della corsa), il tendine del ginocchio (durante la fase di balzo) e infine i quadricipiti, gli estensori dei fianchi e quelli lombari (nella fase di atterraggio). In ognuno di questi casi, i muscoli servono da freno per dissipare i carichi di forza e stress.

Di comune accordo, Zion e lo staff dei Pelicans hanno lavorato su rafforzamenti eccentrici specifici. Allenamenti eccentrici pongono significativo stress su un muscolo rispetto a stress concentrico e sono tipicamente associati con il ritardare il principiare del dolore nei muscoli. E questo si suppone che Zion abbia trascorso giornate abbastanza dolorose...

L’altro aspetto degli allenamenti eccentrici è stato già affrontato in precedenza, e riguarda la modifica delle tecniche di movimento. Ad esempio, un cambio verso una tendenza a caricare sui fianchi durante l’atterraggio sposta i carichi eccentrici sui muscoli della colonna vertebrale, più forti e meglio strutturati per sostenere quel livello di forza, se paragonati ai quadricipiti.

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ASSISTENZA DURANTE LA RIABILITAZIONE DI ZION

Lo staff riabilitativo dei Pelicans ha sfruttato una combinazione di competenze riguardo le meccaniche di movimento, video analisi, piastre di forza e analisi elettromiografica per verificare i progressi nei cambi di movenze di Zion. Di ritorno dall’infortunio, il dubbio principale rimane quanto bene la ristrutturazione delle movenze possa permettergli di giocare e quanto frequentemente. Un punto critico da comprendere è che Williamson avrà naturali variazioni, ma attraverserà un periodo di transizione tra la vecchia e la nuova struttura. La ricerca mostra che questo periodo di fluttuazione non è propedeutico per il nuovo modo di muoversi, ma che gli errori e variazioni sono una fase critica nell’apprendimento delle nuove strutture motorie (la "benzina" del sistema nervoso) e che le variazioni aumenteranno solo se lo faranno anche i livelli di intensità e stress in maniera accentuata.

Comunque, ristrutturare le movenze è ormai una tradizione, pur non essendo sempre la giusta soluzione. L’approccio dei Pelicans riguardo una lunga riabilitazione mirata a migliorare le movenze di Zion è una scelta estremamente saggia e prudente per il suo futuro, e la loro rara trasparenza al riguardo ha dato generale sicurezza in un’area della medicina spesso dubbia e piena di aspetti non facilmente determinabili e/o comprensibili.

Il cambio di movimenti è un processo lungo ed esteso, che continuerà ad andare avanti per mesi per Zion, anche dopo il ritorno in campo. Le vecchie abitudini sono dure a morire, ma la qualità dei movimenti è una questione critica per la salute e il benessere fisico di Williamson, anche più del suo peso.

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Questo contenuto, prodotto da Rajpal Brar per 3CB Performance e tradotto da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 gennaio 2020.

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