• Marco Richiedei

Come i Raptors sono diventati la squadra di Fred VanVleet


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Louis Zaztman per Raptors Republic e tradotto in italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 febbraio 2021.



Che piaccia o no, Fred VanVleet è il giocatore più importante per questi Toronto Raptors.


I 54 punti segnati sul campo degli Orlando Magic - career-high, record di franchigia e massimo di sempre in NBA per un "undrafted" - ne sono un'indicazione abbastanza inconfutabile. Ma non l'unica arrivata dal campo in questo primo mese e mezzo di stagione.


VanVleet già prima della clamorosa prestazione di martedì notte era primo nei Raptors per tiri tentati a partita, assist e plus-minus, e secondo per punti (ora è primo anche in questo dato). Ma il suo impatto sull'attacco della squadra va ben oltre questi numeri.


L'efficienza offensiva dei canadesi cala decisamente ogni volta che FVV va a sedersi in panchina (il rating offensivo scende a 101.8, peggiore di quello dei Minnesota Timberwolves). Il suo contribuito è diventato molto difficile da sostituire per coach Nurse: VanVleet è secondo nella squadra in tocchi e primo nel tempo medio di possesso, palleggi per tocco e secondi per tocco - questo per dire che, semplicemente, ha la palla in mano più di chiunque altro.


La presenza di VanVleet non rivoluziona drasticamente la selezione dei tiri presi dai Raptors: il numero di triple e layup è praticamente uguale, mentre aumentano leggermente i tentativi dal mid-range. Il suo più grande impatto è dato dalla stabilità che dà alla squadra: i Raptors commettono 13.1 turnover per 100 possessi quando VanVleet gioca e 19.2 con lui fuori. FVV stesso ha solo 1.9 palle perse a partita (il migliore in questa statistica in NBA tra i giocatori che segnano 15 o più punti di media).


La partita dell'1 febbraio contro i Magic (la prima del back-to-back) è stata senza dubbio un'eccezione: i 4 TO di VanVleet in quella partita sono stati probabilmente il risultato del duro contatto subito nel secondo quarto. Anche Nick Nurse ha confermato questa teoria.


Due sere dopo, sembrava stare piuttosto bene...



Qualche stagione fa VanVleet ha iniziato ad emergere in uscita dalla panchina, principalmente come tiratore in situazioni di catch&shoot e come difensore sulla palla. Oggi, le qualità che VanVleet dona al gioco dei Raptors sono molto più varie ed eterogenee: a smentire le critiche (molti lo consideravano solo un tiratore e non un playmaker) è il fatto che Toronto, senza dubbio, trae benefici enormi dalla presenza di Fred e dalla sua gestione del gioco.


La sua visione di gioco e le sue capacità di passaggio sono essenziali per i Raptors. VanVleet è uno dei sette giocatori della lega ad avere più compagni di squadra che tentano almeno 10 tiri da 2 e da 3 punti su suoi potenziali assist - gli altri? Luka Doncic, James Harden, Ben Simmons, Chris Paul, Damian Lillard e Russell Westbrook).


VanVleet è diventato il punto di riferimento per l’attacco di Toronto. Questa stagione, la squadra sta tirando con il 40.3% da tre punti in seguito a suoi passaggi. La sua gestione del pick&roll, inoltre, è migliorata molto: riesce a penetrare in area con facilità e a servire tiratori liberi, spesso negli angoli.


Anche quando i difensori cambiano in modo che VanVleet non abbia linee di passaggio facili, la guardia riesce comunque a sfruttare la sua velocità per penetrare al centro dell’area, attirare le attenzioni della difesa e trovare tiratori liberi.



VanVleet è inoltre diventato una minaccia dal mid-range. La scorsa stagione aveva tirato con il 28.8% in situazioni di pull-up da 2 punti, su solo 1.4 tentativi a partita. Questo fattore ha contribuito alla sconfitta dei Raptors contro i Celtics nei Playoffs (VanVleet si trovava spesso marcato da un lungo che contestava i suoi tiri dal mid-range in modo efficace).


Questa stagione, VanVleet sta tirando con il 45.5% sui pull-up da dentro il perimetro, tentando 2.8 tiri a partita in queste situazioni. È chiaro quindi che i difensori devono marcarlo diversamente, esponendosi così maggiormente e rendendo i suoi passaggi ancora più letali. VanVleet ha migliorato le sue abilità nel passaggio, prima di tutto, diventando un realizzatore più affidabile dal mid-range.


Oltre ad essere migliorato nel servire i compagni di squadra per tiri da tre punti, VanVleet è diventato anche un ottimo creatore di tiri da dentro il pitturato. La sua capacità di mandare al tabellone il rollante in situazioni di pick&roll era lacunosa, nel 2020 - ma anche in questo caso, i miglioramenti sono evidenti.



Naturalmente, VanVleet era e rimane un difensore d'élite, un difensore di calibro All-NBA. In ogni caso, è in attacco che l’impatto del #23 è diventato imprescindibile per Toronto.


Il fatto è che senza VanVleet, l’attacco dei Raptors perde in efficienza. Anche la coppia Lowry-Siakam cala vistosamente, senza Fred: entrambi non sono infatti in grado di migliorare i compagni intorno a loro, per lo meno non nello stesso modo in cui lo fa VanVleet. Al contrario, i numeri dicono che FVV è in grado di rendere efficiente l’attacco della squadra anche senza Lowry e Siakam (che finora hanno giocato in modo incostante e a tratti deludente).


Fred VanVleet è passato da undrafted a campione NBA - prima con i Raptors 905 in G-League e poi con i Toronto Raptors nei Playoffs 2019 - e infine a leader in spogliatoio e in campo. Una crescita totalmente inaspettata.


Nonostante la poca costanza della squadra in questa prima fase della stagione, i Raptors hanno un record di 9-12 (a una sola partita di distanza dalla zona Playoffs). Senza le incredibili prestazioni di VanVleet, potrebbero essere in una posizione molto peggiore.


Prima della trade deadline, il roster dei canadesi potrebbe essere stravolto, ma VanVleet è senza dubbio intoccabile. Anzi, al momento questi Raptors sono la squadra di VanVleet.




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