• Claudio Biolchini

Come si muoveranno i Celtics?

I Boston Celtics, con tre scelte al primo round, sono la franchigia che più potrebbe stupire in questo Draft. Ma non necessariamente.


FOTO: Boston Herald / TNS

Con il Draft che si avvicina, cominciano ad esserci dei cortocircuiti nelle idee delle franchigie.


La prossima Draft Class è ritenuta piuttosto povera e poco profonda. E allo stesso tempo, un sacco di front office dicono di essere in modalità "win-now", alcuni dei quali senza alcun senso logico. Di conseguenza, per assecondare questo velleitario obiettivo, sarebbero disposti a cedere le proprie top pick per ottenere subito giocatori più pronti.


Ma quante squadre, ora, sarebbero disposte a cedere degli asset sicuri, per poter scegliere in cima ad una selezione di cui tutti hanno (legittimamente) timore?


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E' questo il momento in cui si vede tutta la bravura dei General Manager. E nessuno ha operato meglio di Danny Ainge negli ultimi anni.


I Boston Celtics hanno una squadra giovane e talentuosa, e il sistema orchestrato da Brad Stevens ha già portato dei role player come Brad Wanamaker, Grant Williams e Robert Williams ad essere affidabili nonostante la poca esperienza o il talento limitato. Il front office vorrà migliorare questo gruppo con pochi, ma mirati, movimenti.


Cosa è mancato nelle ultime esperienze Playoffs? Prima di tutto l'esperienza, che non si può trovare certo a un Draft. In seconda battuta, e questo si sa, è mancata un po' di fisicità sotto i tabelloni.


L'impressione è stata che i Celtics dovessero sempre giocare alla perfezione, per vincere una partita contro Toronto e Miami. La zona degli Heat ha inceppato il movimento della palla di Boston, che ha pagato l'assenza di un vero big man di riferimento in attacco. Daniel Theis è stato la più bella sorpresa dell'intero roster, ma non è quel tipo di giocatore. Lo potrebbero cercare nel Draft?


Nessuno sarà presente quanto i C's al primo giro, con ben tre pick: la 14, la 26 e la 30. Ainge sta facendo di tutto per provare a fare trade up, considerando anche che tre nuovi innesti sarebbero troppi. Sembra difficile, però, arrivare ai migliori lunghi di questo Draft, che dovrebbero essere chiamati da Adam Silver nelle prime sei/sette posizioni.


Le dichiarazioni provenienti dal front office dei Celtics, in ogni caso, sono eloquenti: "I giorni del Draft saranno pazzi, ci riposeremo per essere pronti per la battaglia".


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FOTO: NBA.com

Con un monte salari previsto di poco più di 123 milioni di dollari, Boston è ancora abbastanza lontana dalla luxury tax, confermata quest'anno oltre i 132 milioni. E oltre alla scelte al Draft, il front office potrebbe pensare di muovere Gordon Hayward come merce di scambio.


L'ex Utah Jazz è stato fortemente voluto, ma l'infortunio non ci ha ancora restituito l'uomo franchigia visto a Salt Lake City. A 30 anni e con un ultimo contratto in carriera da firmare, è ancora versatile e si è dimostrato difficilmente sostituibile per l'attacco di Boston negli scorsi Playoffs; ciò nonostante, esercitando la Player Option prevista dal suo contratto, Hayward guadagnerà oggettivamente troppo (oltre 34 milioni) per un giocatore che esce dalla panchina.


Le scelte a disposizione potrebbero essere usate per "addolcire la pillola" con una eventuale squadra che volesse accoglierlo. E considerando che il suo contratto scadrà nel 2021, probabilmente ci sarebbero squadre interessate a uno scambio di questo tipo.


OKC, ad esempio, è in piena ricostruzione, e potrebbe tranquillamente assorbire il contratto di Hayward cedendo Steven Adams, anche lui in scadenza nel 2021 e a libro paga per 27 milioni. Il neozelandese non è un centro moderno, e alcune statistiche avanzate sono state molto deludenti nella scorsa stagione, ma potrebbe essere il 5 che serve in Massachusetts.


In alternativa, Ainge potrebbe cercare nel mercato dei free agent, dove però non disporrà di cap space. Secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbe un interesse per Christian Wood, ala dei Pistons che ha sorpreso l'NBA nella seconda parte della scorsa Regular Season. Il ragazzo, a libro paga per 1.6 milioni nel 2019/20, sarà UFA e cercherà di ottenere un contratto da più di 10 milioni a stagione. Per Boston sarà eventualmente necessaria una sign-and-trade.


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FOTO: NBA.com

Il mercato dei free agent offre comunque diverse opzioni per la ricerca di un big man: da Serge Ibaka (forse il più adatto per poliedricità ed esperienza) a Montrezl Harrell, da Marc Gasol ad Hassan Whiteside, fino alla coppia dei Cavs, Tristan Thompson e Andre Drummond (anche se quest'ultimo ha una Player Option da 28.7 milioni per la stagione in arrivo). Ovviamente non tutte queste opzioni sarebbero percorribili e appetitose allo stesso modo, ma la quantità garantirebbe la possibilità di sedersi su più tavoli per provare a trovare una soluzione compatibile con la situazione salariale dei Celtics.


Oppure, Ainge potrebbe optare per una paziente "immobilità". Ovvero, cedere le pick della settimana prossima per scelte future, aspettando Draft più interessanti.


In fondo, il core della squadra, formato da Jayson Tatum e Jaylen Brown, è giovane e destinato a crescere ulteriormente: non sembra strettamente necessario rischiare subito. Anzi, andare controtendenza in un momento in cui molte (e forse troppe) squadre cercano l'upgrade in post-season immediatamente, potrebbe essere una mossa vincente.


Ma questo Danny Ainge lo sa molto meglio di noi.