• Alessandro Di Marzo

Come vedremo i Rockets quando l'NBA tornerà?


FOTO: The Lead Sports Media

Questo articolo, scritto da Zach Davis per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 30 marzo 2020.


Mercoledì 11 marzo, al momento dello scoppio dell'emergenza Covid-19 negli Stati Uniti, gli Houston Rockets si stavano preparando per affrontare i Los Angeles Lakers, primi in classifica a Ovest.


Nella partita prima, vinta il giorno precedente contro i Minnesota Timberwolves, James Harden aveva finalmente ritrovato il ritmo offensivo (37 punti con 11/19 dal campo) dopo un bel po' di tempo, anche grazie al buon impatto di Russell Westbrook; la coppia, probabilmente, non aveva mai giocato così bene da inizio stagione. La vittoria ha lasciato i Rockets al sesto posto nella Western Conference, con grandi margini di miglioramento in classifica, visto che sono ancora 18 le partite da giocare in Regular Season.


Ma, come al solito, il destino si è scagliato contro la franchigia texana...



Il giorno dello stop


Come tutti noi sappiamo, l'11 marzo si è presentato ai nostri occhi un evento senza precedenti: poco dopo aver scoperto che Rudy Gobert era positivo al Covid-19, l'NBA ha rinviato la partita tra gli Oklahoma City Thunder e gli Utah Jazz, così come quella tra Pelicans e Kings che sarebbe iniziata a momenti.


E mentre le partite in corso si avvicinavano alla fine, il mondo NBA si è completamente fermato, e nessuno era pronto per affrontare ciò che stava per succedere: Adrian Wojnarowski, insider ESPN, ha infatti sganciato una delle sue "Bombs". Forse la più grande di sempre.


"L'NBA ha sospeso la stagione".


Questa mossa ha lasciato ogni tifoso nel mondo stupito, confuso, con molte domande in testa: "Quanto durerà la sospensione? Le squadre porteranno a termine la Regular Season? La stagione verrà ripresa?"


Tutte queste domande, però, non hanno ancora una risposta, e nessuno è in grado di prevedere che ne sarà dell'NBA. Dopo più di due settimane dalla drastica decisione, anche le altre maggiori leghe sportive americane si sono mosse: l'MLB, la NHL e la MLS hanno infatti rinviato le loro partite.


La pandemia, finora, ha colpito qualche migliaio di persone nel Texas; ma nessun giocatore dei Rockets, perlomeno per quanto sappiamo pubblicamente, ha contratto il virus.


La situazione, in questo periodo, appare davvero delirante, e sebbene parlare della situazione dei Rockets in questo contesto possa risultare insignificante, è utile anche se non soprattutto per tenere alto l'amore per il Gioco in questi giorni difficili.


Prima della sospensione, i ragazzi di coach Mike D'Antoni stavano cercando di migliorare la loro posizione in classifica in vista dei Playoffs. Attualmente, la squadra ha, assieme ai Thunder, il decimo miglior record NBA, con 40 vittorie e 24 sconfitte.


Se la Lega decidesse di terminare la Regular Season e passare direttamente ai Playoffs una volta ripreso il tutto, Houston affronterebbe la terza in classifica al primo turno, i Denver Nuggets. Nei quattro incontri disputati in stagione, le due squadre hanno vinto due partite a testa. Ipoteticamente, se Houston giocasse i Playoffs partendo da questa posizione in classifica, dovrebbe giocare ogni possibile serie senza il fattore campo a favore - sempre che Lakers e Clippers non si facciano eliminare al primo turno.


Riusciranno i Rockets a raggiungere la vetta?


Le analisi non permettono di trovare una risposta: prevedere come una squadra possa giocare dopo mesi di riposo e contatti minimi tra i membri del team, infatti, è qualcosa di incredibilmente difficile. Dopo tutto questo tempo, inoltre, i giocatori saranno davvero freschi e pronti per giocare? James Harden tornerà rigenerato? PJ Tucker continuerà a occupare la posizione di centro anche se dovesse marcare Nikola Jokic, forse il miglior centro NBA, o il coaching staff capirà che forse non è l'idea migliore? E ancora, riuscirà la difesa a tenere un avversario sotto i 110 punti?


Tutte grandi domande, ma nessuna risposta concreta.



L'impatto del Covid-19 sul futuro


Ma, prima o poi (e si spera il più presto possibile), tutti i dubbi verranno risolti. Senza dubbio, a noi tutti manca il Gioco come nient'altro in questo momento. Il Gioco dei crossover di Harden, dei ruggiti di Westbrook per un and-one, delle aggressive battaglie nel pitturato di Tucker contro i giganti della Lega.


Nel complesso, il virus è presente negli USA da tre settimane, ma i danni che ha provocato (anche al settore dello sport) sono già immensi. Ciononostante, il mondo deve continuare a comportarsi correttamente, in modo da limitare la diffusione del contagio, altrimenti l'NBA potrebbe fermarsi molto più a lungo di ciò che ci eravamo inizialmente aspettati...



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