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Come Zion Williamson ha elettrizzato New Orleans


I primi passi in NBA dell'attesissimo rookie dei Pelicans non hanno deluso le aspettative

Foto: © Sportskeeda

© The Undefeated

Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around The Game, è stato pubblicato in data 5 febbraio 2020.

Subito dopo aver visto lo scoppiettante debutto in NBA di uno dei giocatori più attesi di questa stagione, una scintilla brillava negli occhi dell’allenatore dei Pelicans, Alvin Gentry, riguardo il futuro di Zion Williamson.

“Penso che adesso possa rilassarsi e giocare” - ha dichiarato Gentry a The Undefeated.“Lui voleva solo che tutto (l’infortunio, ndr) fosse finito, penso che sarà più rilassato la prossima volta. È davvero speciale, lo confermo”.

Williamson, che era in regime di minutaggio controllato, alla sua prima in NBA ha avuto difficoltà per i primi tre quarti (5 punti, 4 turnover) e sembrava arrugginito. Nel quatro periodo, però, è letteralmente esploso con 17 punti in 118 secondi e ha messo tutte e quattro le triple tentate. I tifosi erano in visibilio e inneggiavano a lui col grido “MVP, MVP” per il suo apporto determinante durante la partita con gli Spurs.

Nonostante ciò, lo staff medico suggerì a Gentry di toglierlo dal campo. Dopo aver stretto i denti per altri due minuti, Williamson è stato sostituito a 5:23 dal termine, nonostante la sua volontà di rimanere in campo.

“Chiedeva di non sostituirlo, diceva che avrebbe vinto la partita da solo” - sempre Gentry riguardo la scelta n.1 del Draft 2019. “Gli ho detto di non aver scelta, di non poterlo lasciare in campo un minuto di più, altrimenti sarei stato licenziato... Non ho mai visto nessun giocatore simile a lui, ed è solo la punta dell’iceberg”.

I Pelicans hanno perso, 121-117, ma il debutto di Zion è stato un successo.

“L’energia che la gente ha apportato, ciò che la città ha mostrato, quella sorta di elettricità: sono enormemente grato ai fans per tutto ciò. È stata la realizzazione di un sogno, arrivare finalmente a giocare. Ma alla fine abbiamo perso, perciò bisogna già essere concentrati sulla prossima partita” - ha dichiarato lo stesso Williamson nel post-partita.

Senza alcun dubbio a New Orleans si seguono molto di più il football e i Saints. Ma quella notte, la città era di Zion. Pub e ristoranti erano tutti prenotati dai tifosi che attendevano di seguire in TV l’esordio di Zion. Neppure per la ex superstar di NOLA, Anthony Davis, si era radunata una folla tale.

Il pugile Elliott “Brown Bomber” Forman ha affermato di aver pagato 1.900$ per due biglietti in prima fila dietro la panchina dei Pelicans, per lui ed il suo barbiere, Jerome Boatner. Afferma inoltre che non andava al palazzo da quando Chris Paul giocava per gli Hornets. “Volevo vedere di persona quanto sia forte. Non m’importava della cifra da spendere, volevo sedermi e scoprirlo”.

Tuttavia, l’intera città di New Orleans pareva più tendente alla prudenza riguardo al debutto di Zion, nella stessa maniera in cui la squadra lo era dopo il suo ritorno dall’infortunio subito al ginocchio in Preseason.

Foto: © Sportskeeda

Prima dell’inizio della partita i Pelicans erano al 24esimo posto per frequenza media di spettatori, con una media di 16.132 fan, e fino al mattino di mercoledì c’erano ancora biglietti liberi. A fine partita, i biglietti venduti sono stati 18.364 ed il 99% dei posti a sedere era stato occupato. L’unica volta che i tifosi di NOLA sono accorsi più numerosi è avvenuto in coincidenza del ritorno a New Orleans di Anthony Davies da avversario (18.626 biglietti venduti).

Detto ciò, non c’è stato un debutto tanto atteso in NBA dal 2003, quando LeBron James iniziava la sua carriera a Cleveland. ESPN ha pubblicizzato il debutto di Williamson in ogni maniera possibile, i Pelicans hanno contattato più di 160 media per trovarne ulteriori. Il team, in occasione del debutto di Zion, ha addirittura sacrificato il vecchio video introduttivo al pre-partita in favore di uno nuovo, supportato dalla canzone “Fireman” di Lil Wayne.

“È stata una serata divertente” - ha commentato LaMarcus Aldridge dopo la partita. “L’atmosfera era magnifica. Ho percepito la grande energia che c’era tra i tifosi. Sono venuto spesso a giocare qui nel corso della carriera e questo posto non era mai stato così elettrico”.

David Griffin, GM dei Pelicans, ha lavorato a stretto contatto con superstar del calibro di LeBron, Irving e Love ai Cavs. E Griffin stesso ha affermato che la popolarità di Zion sia di un livello superiore anche rispetto ai tre appena citati. Quando la prima scelta al Draft 2020 si allena nel pre-partita, i media ed i fan arrivano in massa a riprendere ogni attimo, sperando di vedere una schiacciata delle sue.

“Si è già abituato a tutta quest’attenzione” , ha detto David Griffin. “Siamo già una sorta di show itinerante. Non ho mai visto nessuno attirare così tanta attenzione come lui, da così tanta gente. E sta facendo incredibilmente bene. È un ragazzo molto umile, coi piedi per terra. A Cleveland abbiamo avuto LeBron, Kyrie e K-Love, ma l’interesse generato dai nostri allenamenti nel pre-partita, il numero di persone che giungono a vederci e con tanto anticipo, non li avevo mai visti prima”.

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La direttrice esecutiva dell’Associazione Nazionale Giocatori di Basket, Michele Roberts, ha affermato di tenere sotto controllo il modo in cui Zion Williamson si stia approcciando all’attenzione dei media e dei fan.

“Non lavoravo ancora nel mondo dello sport quando LeBron entrò nell’NBA, ma questa è la più grande eccitazione che abbia mai visto per una scelta al Draft. Ovviamente, è una grande cosa per il basket. L’eccitamento che si genera attorno a Zion aumenterà il numero di fan. Ci sono un sacco di persone con enormi aspettative su di lui, ed è un ragazzo ancora molto giovane.

Spero che possa reggere, ma sarà molto stressante per lui. Le aspettative sono enormi, da superstar assoluta, ma al momento è già un gran giocatore. Penso che in futuro sarà in grado di rispettare le aspettative nei suoi riguardi. Ma sono spesso preoccupata quando si tratta di qualcuno così giovane che è già il giocatore-immagine della franchigia. Non saprei chi potrebbe reggere tale pressione a 18-19 anni...”

Anche Ja Morant si è dichiarato felice del ritorno in campo dell’ex compagno di AAU. “Lui è mio fratello. Gioco con lui sin da quando eravamo piccoli, e ci conosciamo da allora. Sono davvero eccitato all’idea di vederlo giocare ancora, mostrare le sue abilità sul campo e rappresentare la South Carolina”.

Zion ha resistito a tutto quest’eccitamento legato al suo debutto. L’unica cosa mancante è stata una delle sue schiacciate a sancire la vittoria. Ma la città di New Orleans ha finalmente riassaporato appieno la vita sportiva, grazie alla sua nuova superstar.

“Mi piace perché è un bravo ragazzo, una brava persona” - ha detto coach Gentry. “La sola cosa che vuole fare è vincere. Qui lo amano tutti, ed è facile capire il motivo. Ha davvero abbracciato l’intera città, di cui è già innamorato”.

E alla città, a questo punto, non resta che sedersi e godersi le giocate del suo attuale e futuro beniamino.

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Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around The Game, è stato pubblicato in data 5 febbraio 2020.

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