• Marco Marchese

La coralità che rende speciali i Celtics


© SB Nation

Osservando la squadra dei Celtics di quest’anno, è facile notare come non esista un vero e proprio leader, ma che a differenza di altri roster è proprio l’amalgama e il gioco di squadra a rendere gli interpreti del gioco “speciali” - è proprio il caso di dire che “l’unione fa la forza”.

Diversi giocatori potrebbero tranquillamente partecipare agli All-Star Game: il duo Jason Tatum-Jaylen Brown (che contro i Cleveland Cavaliers ha segnato complessivamente 64 punti, e che di questo passo farà presto parte dell’élite della Lega); Kemba Walker, che nonostante sia divenuto recentemente più un ottimo comprimario che una punta di diamante, guida ancora la sua squadra per punti segnati e assist; Gordon Hayward, che ha dimostrato di poter ricoprire un ruolo importante da gregario dopo il suo ritorno dall’infortunio; senza dimenticare Marcus Smart, anima della squadra, il cui ritorno in campo è imminente.

L’equilibrio offensivo di Boston non è solo una fede abulica, un “buffet” del basket per non lasciar nessuno a “stomaco vuoto”. È, invece, un’instancabile carica messa in atto da point guard e ali tuttofare che ha catapultato l’attacco dei Celtics al quarto posto della Lega, con una media realizzativa di 112.3 punti segnati per 100 possessi.

Considerando la Usage Percentage dei giocatori delle prime otto squadre di entrambe le Conference, spicca all'occhio il fatto che squadre come Bucks, Philadelphia, entrambi i team di Los Angeles e Rockets confidino pesantemente sui loro top player, nonché candidati MVP (i vari Giannis, Embiid, Siakam, LeBron-Davis, George-Kawhi, Westbrook-Harden, che registrano una USG % superiore al 30%). Le fasi offensive di queste squadre dipendono quasi totalmente dai loro giocatori più rappresentativi.

I Boston Celtics si distinguono, mantenendo uno Usage intorno al 20% per quattro giocatori (Tatum, Brown, Walker e Hayward), confermando la prodofondità e la coralità del proprio attacco. Per certi versi, è questa una delle ragioni principali per cui a Boston gli infortuni hanno meno incidenza che altrove. L’unica squadra ad avvicinarsi a questa particolare uniformità di statistiche offensive sono i Miami Heat, anche loro con quattro uomini sopra al 20% per USG %.

Durante la sfida contro i Cavs, come detto, Brown e Tatum hanno realizzato un totale di 64 punti, con 24 tiri realizzati su 40. È un grande esempio di quanto efficiente e vario sia il repertorio offensivo dei Celtics, e come ogni giocatore possa tranquillamente svolgere sia il ruolo di conduttore del gioco che quello di finalizzatore, senza sostanziali differenze di rendimento. Nel caso dei due già citati, entrambi sono capaci sia di crearsi il tiro da soli, sia ricevendo l’assistenza dei compagni.

Dopo la vittoria contro i Cavs, Jaylen Brown ha parlato della voglia di crescere e migliorare della squadra.

“Dobbiamo certamente continuare ad avere il giusto equilibrio, fare le giocate giuste, le giuste letture e continuare a migliorare. Il meglio deve ancora venire per noi. Dobbiamo continuare a lottare come squadra, preoccupandoci meno dell’avversario e concentrandoci su noi stessi. Vogliamo davvero arrivare in fondo alla post-season quest’anno. Ogni partita è importante, perché è un’opportunità per migliorare. Ogni partita è una chance, e dobbiamo assicurarci di coglierla sempre”.

Le rotazioni hanno anche mostrato come coach Brad Stevens e i Celtics abbiano estremamente migliorato la propria versatilità e impiegato i propri rookie dalle molteplici qualità. Grant Williams e Romeo Langford offrono costantemente il loro contributo alla squadra, raggiungendo i 19 e 16 minuti a testa finora in stagione.

Di questo passo, a marzo/aprile il bozzolo dei Celtics potrebbe dare vita a una splendida e volteggiante farfalla, che volerà sulle ali di ogni uomo che scenderà in campo. Un fattore che potrebbe essere molto, molto importante durante i Playoffs.

© SB Nation

Questo articolo, scritto da Rob Slover per SB Nation e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around The Game, è stato pubblicato in data 31 dicembre 2019.

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