• Davide Corna

Cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro di RJ Barrett


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Derek Reifer per Corner Three e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 ottobre 2020.



La terza pick del Draft 2019 non è riuscita ad entrare negli All-Rookie Team.

Tuttavia, è difficile trovare tifosi dei Knicks delusi dalla prima stagione di RJ Barrett. Sebbene non abbia stupito immediatamente l’NBA come Ja Morant o Zion Williamson, RJ ha mostrato un po’ di tutto e ha avuto un ruolo importante nei Knicks. Coinvolto spesso nel gioco, ha fatto segnare statistiche notevoli rispetto ad altri rookie e anche rispetto ai compagni di squadra:


Si tratta di numeri considerevoli in tutte le categorie: non ha dominato in nessuna statistica, ma è stato almeno fra i primi 10 (o anche molto meglio) ovunque. Ovviamente, questo ci porta a una domanda: com’è possibile che questo giocatore non sia entrato in nessuno dei due All-Rookie Team?


È stato un classico caso di campagna mediatica anti-Knicks? Forse un po’. Secondo me, però, l’aspetto più importante è il modo in cui i votanti valutano le statistiche “a volume” appena riportate rispetto alle statistiche più avanzate, in cui Barrett ha faticato. In realtà non servono nemmeno parametri troppo avanzati per evidenziare i problemi di efficienza del giocatore: le sue percentuali al tiro di 40%/32%/61% portano a una percentuale reale di tiro sotto il 48%, un numero deplorevole, che è stato il secondo peggiore nell’intera NBA.

Ovviamente, se RJ sia o meno una pietra d'angolo del futuro non dovrebbe essere stabilito da un riconoscimento che in passato ha creato aspettative eccessive da parte dei tifosi su giocatori quali Willy Hernangomez e Landry Fields come componenti duraturi della rotazione. Tuttavia, vale la pena chiedersi quanto i tifosi newyorkesi dovrebbero ragionevolmente essere preoccupati dai problemi di efficienza della prima stagione di Barrett, considerando soprattutto la tendenza del pubblico del Madison Square Garden a esaltare troppo i propri rookie. Dopotutto, un ben noto lungo lettone fu in più occasioni chiamato “Dio” dopo una prima stagione con una media di 14.3 punti a gara - gli stessi segnati da Barrett.

Porzingis, però, non fu idolatrato per le sue medie. Ciò che davvero accende l’interesse del Garden verso un rookie sono le giocate da highlights, che magari sono anche rari squilli in mezzo a settimane di mediocrità. Che consideriate o meno migliori le stagioni dei vari Kendrick Nunn (25 anni) e Terrence Davis (23 anni) rispetto a quella di RJ, sono i lampi di gioco che il 19enne Barrett ha innegabilmente fornito che mantengono alta la considerazione verso di lui.


Vediamo un caso di studio. Prendiamo ad esempio la mia partita preferita della stagione fra quelle di RJ, il 5 gennaio contro i Clippers. In trasferta, sulla costa ovest, contro la miglior difesa perimetrale dell’NBA (sulla carta), RJ ha mostrato tutto il suo repertorio.

In occasione del suo primo canestro, ha capitalizzato una palla recuperata e percorso il campo a testa alta, per poi attaccare la difesa al momento giusto, battendo Patrick Beverley, tre volte selezionato nell’All-Defensive Team.



Si è trattato di un episodio isolato? Assolutamente no.


Solo 2 minuti dopo, ha avuto un’altra opportunità in transizione e, in quello che era essenzialmente un 1 contro 4, ha affrontato Paul George (4 volte nell’All-Defensive Team) e ha concluso appoggiando al tabellone:



E ce n’è ancora per Paul George. RJ sa anche giocare il pick&roll a metà campo. Qui il blocco (accennato) ha dato a Barrett l’opportunità di raccogliere il pallone e battere PG nel pitturato.



Quindi, è in grado di segnare in transizione e da pick&roll, ma senza palla è inutile? Landry Shamet sembrava pensarla così, visto come gli ha lasciato spazio nell’angolo su questa giocata. Kadeem Allen l'ha trovato con facilità, e RJ ha messo serenamente la tripla:



Dopo averlo visto giocare il pick&roll da destra e inoltrarsi con successo nel pitturato nel primo tempo, i Clippers hanno apportato un aggiustamento. Qui Beverley è passato dietro al blocco, ma RJ ha sfruttato ciò che la difesa gli ha concesso, prendendosi un tiro in sospensione.



“Bene”, hanno pensato i Clippers. “Non lasceremo più che Barrett giochi sulla mano forte dopo il pick&roll. Nel secondo tempo, lo mandiamo a destra”. E RJ ha risposto: “Certo. Allora andrò a destra e chiuderò in step-back”.



Quasi un quarto più tardi, RJ è tornato in campo nel momento in cui ogni azione diventa più importante, nel clutch time (sotto di 5 a 4 minuti dalla fine).


Che poteva fare se non ci fossero stati transizione, pick&roll e spot up? Un dai-e-vai! RJ ha disorientato Lou Williams con una finta, ha dato e ricevuto di nuovo la palla e, sebbene non abbia segnato immediatamente, è andato a prendersi il rimbalzo in stile Carmelo Anthony (ne parleremo più avanti) per ridurre a 3 il distacco.



In quella partita Barrett si prese 11 tiri, realizzandone 7 (64%):

  • Appoggio di destro in transizione

  • Appoggio di sinistro in transizione

  • Layup di sinistro dopo un pick&roll

  • Arresto e tiro di sinistro dopo un pick&roll

  • Tiro da tre piazzato

  • Arresto e tiro dopo un pick&roll

  • Layup dopo un dai-e-vai

Barrett segnò anche 9 tiri liberi su 11 quella sera (82%), per il suo record di liberi segnati in una partita.

Ovviamente, se avesse giocato più spesso partite del genere sarebbe certamente entrato nell’All-Rookie. Quella prestazione - la sua quinta miglior partita stagionale per punti segnati - è stata invece un’eccezione rispetto alla stagione.


RJ infatti è stato notevolmente discontinuo. Ho preparato un grafico dei suoi punti segnati a partita. Sì, ci sono anche dei motivi per essere ottimisti: è salito al termine della stagione, prima della sospensione (marzo), e il suo miglior punteggio è stato nell’ultima partita. Ma ci sono davvero molti, troppi alti a bassi.


Ci sono anche casi recenti di rookie che hanno avuto prime stagioni scarse, con alcuni acuti, e che poi non hanno proseguito su alti livelli.


Kevin Knox, che molti tifosi Knicks ora accetterebbero di dar via in cambio di una fetta di pizza, vinse il premio di Rookie del Mese nel dicembre 2018 in un anno in cui non solo non figurò negli All-Rookie Team, ma si classificò anche 512esimo nella Lega per Real Plus-Minus. Ecco, in questa stagione RJ è stato 488esimo...

Questo ci fa tornare alla domanda sul potenziale del giocatore. Pur avendo avuto stagioni da rookie simili a livello statistico, Barrett e Knox hanno fatto un’impressione ben diversa ai tifosi Knicks, e non solo a loro.

Anche le proiezioni di FiveThirtyEight concordano che sia stato un fattore negativo in questa stagione, ma vedono un lento e continuo miglioramento in termini di vittorie rispetto al sostituto, il che basta per classificarlo come “buon prospetto”.



Compariamo questi dati con quelli di Kendrick Nunn, che è stato scelto nell’All-Rookie First Team e che secondo le metriche basate sull’efficienza ha effettivamente avuto una stagione migliore di quella di Barrett.


K-Nunn ha un dato migliore nel 2020, ma le proiezioni sono ben lontane da quelle di RJ per il resto della carriera, da “prospetto marginale”:



Bisogna ammettere che RJ non ha fatto una stagione sensazionale - sì, si è classificato in alto fra i rookie nelle statistiche a conteggio, ma dei dati così bassi in termini di efficienza in una squadra da bassa classifica normalmente attirerebbero l'ira dei tifosi, e con buona ragione.


Tuttavia, ci sarebbe molto da scrivere su come RJ non sia stato messo in una situazione facile nella sua stagione da rookie, da parte di tutta la franchigia - dal GM, al coach, fino ai compagni di squadra. Elfryd Payton a caccia di triple-doppie, Julius Randle che tendeva ad allargarsi in ala e Marcus Morris convinto di essere Carmelo Anthony hanno messo insieme un ambiente difficile per un rookie, soprattutto dopo la precedente offseason, deludente soprattutto per una città come New York.


A proposito, chi è il vero Carmelo Anthony? Le proiezioni di FiveThirtyEight hanno anche un tool di confronto dei giocatori che riporta i 10 giocatori più simili nella storia NBA...


I tifosi dei Knicks dovrebbero apprezzare RJ Barrett per ciò che è. Certo, la sua carriera NBA non sarà definita dal suo pessimo Real Plus-Minus, ma nemmeno dal fatto di essere stato quarto fra i rookie in minuti a partita. È un ragazzo in grado di segnare in vari modi e di andare a rimbalzo con efficacia.


Pur non essendo affidabilissimo nei passaggi o in difesa, Barrett ha la possibilità di essere davvero una pietra angolare per una squadra NBA vincente. Non è in grado di trascinare una squadra da solo, ma ha tante soluzioni e una buona attitudine.


E se credete nelle storie da film, non essere scelto negli All-Rookie Team è un buon punto da cui iniziare.