• Claudio Biolchini

Cosa faranno i Warriors?

La top pick a disposizione e una chimica inimitabile regalano tante alternative ai Golden State Warriors. Cosa ci possiamo aspettare?




I Golden State Warriors si avvicinano all'inizio della nuova stagione (fissato per il 22 dicembre) pieni di voglia, dopo un inconsueto e prolungato periodo di vacanza. Proprio questi mesi in cui hanno potuto riposare e allenarsi potrebbe regalare loro un vantaggio sulle concorrenti, stanche dalle fatiche fisiche e mentali di una stagione conclusasi dentro la bolla di Orlando.


L’annata pessima appena trascorsa dalla franchigia ha regalato la seconda scelta al Draft del 18 novembre. Cosa ne faranno?


La presenza degli Splash Brothers, oltra a essere una sicurezza in termini realizzativi, regala ampissime spaziature a coach Kerr; che, unita al leader difensivo Draymond Green, costituiscono ancora una base granitica per puntare al titolo. Il GM Bob Myers può quindi operare tranquillamente, esplorando tutte le opzioni possibili, ben sapendo che l’ambiente, sia tecnico che di spogliatoio, è ideale per qualsiasi nuovo arrivato. I Dubs erano e sono attrattivi per tutti, veterani o rookie che siano.

Tuttavia, questo Draft sarà il più incerto di sempre: non abbiamo visto la maggior parte dei ragazzi giocare, ed è quindi estremamente difficile valutarli. Molte franchigie sono in modalità “win-now”, e cercano di scambiare la propria pick di alto livello per giocatori più pronti nell'immediato. Al momento, però, non c’è alcun sentore che grandi big possano muoversi. Sembra che i Washington Wizards non vogliano nemmeno sentir parlare di Bradley Beal; Devin Booker sembra orientato a rimanere a Phoenix dopo l’ottimo finale di stagione; il nuovo coach di Philadelphia, Doc Rivers,sembra voler testare con mano la coppia Simmons-Embiid, prima di prendere decisioni avventate.


L’unico All-Star che pare in procinto di spostarsi è Jrue Holiday, per cui i Pelicans sono disposti a trattare. Holiday è probabilmente uno dei talenti più sottostimati dell’intera Lega: two-way player con esperienza e con uno skillset molto completo, è un giocatore adatto per qualsiasi sistema. Forse un po’ piccolo fisicamente per le esigenze dei californiani, che cercano un’ala o un lungo.

Dando per scontato che i Minnesota Timberwolves prendano Anthony Edwards con la numero 1 (per sé stessi o per altri, non ha importanza in questo caso), in un tale clima di incertezza si possono pescare diamanti anche con scelte basse. Fare trade-down per i Warriors potrebbe essere la scelta più sensata, soprattutto considerando che ci sono diversi giocatori che dovrebbero finire nella parte centrale del primo giro che piacciono a coach Steve Kerr.


In prima fila troviamo Deni Avdija, ala grande israeliana che abbiamo potuto ammirare in Eurolega (Maccabi Tel Aviv), considerato il miglior talento europeo della sua generazione. Nonostante i suoi 206 cm, può essere un playmaker aggiunto, con grande visione di gioco e capacità di giocare il pick&roll sia da palleggiatore che da bloccante, grazie a una spiccata intelligenza, già allenata ad alti livelli.


Avdija garantirebbe a Golden State di mantenere la fluidità in attacco che l’ha contraddistinta in questo ultimo lustro. Giocatore dal grande istinto, è devastante in transizione, ha un buon tempismo per la stoppata e in difesa ha dimostrato di saper leggere bene il campo. Di contro, però, non ha grandi percentuali nel tiro da fuori (anche se la meccanica è incoraggiante) e il suo atletismo è decisamente sotto-media per l'NBA. Nel suo colloquio, in ogni caso, ha impressionato il coaching staff per etica del lavoro.


Se proprio non lo avete visto giocare, un paragone con Dario Saric è ben calzante.



Tra i centri, segnaliamo James Wiseman, forse il giocatore più enigmatico di questa Draft class.


In possesso di strumenti fisici e atletici fuori dal comune, lo abbiamo visto al college per sole tre partite. Corre il campo con rapidità eccezionale per uno della sua taglia, e questo suo atletismo fa splendere il suo potenziale da rim protector. Tuttavia, non brilla per intelligenza cestistica e raggio di tiro, molti scout in lui hanno visto il nuovo Hassan Whiteside / DeAndre Jordan.


Wiseman potrebbe essere scelto molto in alto o piuttosto in basso. Si vocifera che Charlotte sia parecchio interessata, e Golden State comunque con lui coprirebbe una necessità, anche se non avrebbe il tempo per aspettare una sua crescita, vista l’età ormai avanzata del trio di riferimento del team.

Ultima opzione, ma non da scartare, Devin Vassell, guardia tiratrice di 200 cm da Florida State. Uno dei migliori atleti del college, ha tirato con oltre il 40% da oltre l’arco su 3.5 tentativi a partita. Difensore solido, ma non un gran realizzatore, dovrebbe essere scelto intorno alla 10, permettendo al front office di pretendere qualcosa di buono in un'eventuale trade-down.


Le idee, insomma, sono tante, e tutte alla portata. Rimane un nodo da sciogliere: Andrew Wiggins. L’ex prima scelta, già presente a roster, è comunque un giocatore che ha superato i 20 punti di media in stagione, ma ora è praticamente impossibile spostarlo, data la situazione di stand-by collettivo e soprattutto tenuto in considerazione il suo pessimo contratto - e si sa, in NBA, brutto contratto richiama brutto contratto.


Abbiamo comunque visto pochissimo Wiggins insieme a Steph Curry e Klay Thompson, quindi è ragionevole pensare che verrà testato almeno fino al 2021. Potrebbe essere un pezzo del puzzle, starà a lui lavorare e rendersi disponibile per poterlo essere davvero.

Di sicuro, l'anno prossimo qualcuno dovrà fare spazio ai Golden State Warriors nei Playoffs ad Ovest. E se Bob Myers azzeccherà (ancora) il cavallo giusto, nella Baia si può tornare ad avere ambizioni importanti.




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