• Andrea Campagnoli

Cosa possono imparare i Warriors da The Last Dance?

I Golden State Warriors potrebbero seguire le orme dei Chicago Bulls di Michael Jordan per provare a costruire un secondo ciclo vincente?


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Wes Goldberg per Mercury News e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 19 maggio 2020.



Come abbiamo potuto osservare in “The Last Dance”, il documentario che racconta Michael Jordan e i suoi Chicago Bulls, i "Championship Team" possono dissolversi improvvisamente, molto prima di quanto si possa credere.

I Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O’Neal sembravano costruiti per vincere più di tre titoli. I Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh ne hanno vinti due. E Jordan è convinto che i Bulls avrebbero potuto vincere più di sei Larry O’Brien.

“È una cosa che mi fa davvero infuriare,” ha dichiarato MJ nel documentario. “Avevo la netta sensazione che avremmo potuto vincere anche il settimo titolo. Ci credevo davvero. Magari poi non sarebbe successo, ma non aver avuto la possibilità di provarci è un qualcosa che non posso accettare.”

Sono tantissimi i fattori che possono mettere fine alla vita di una squadra da titolo, una dinastia. Si parla di pressioni, ego, infortuni, sfinimento. E Golden State li ha provati tutti. Ma le loro possibilità di continuare a vincere non si sono del tutto esaurite, anzi. E ci sono alcuni spunti che potrebbero raccogliere da quei Bulls per provare a trionfare ancora.

Il proprietario dei Bulls, Jerry Reinsdorf, ha ammeso serenamente nel documentario che era convinto fosse arrivata l’ora di ricostruire. E malgrado avesse offerto a Phil Jackson e a Jordan la possibilità di continuare, ha riconosciuto che offrire un altro anno di contratto a Scottie Pippen, Steve Kerr, Dennis Rodman e Ron Harper sarebbe stato un vero e proprio suicidio.

Ovviamente non c’è modo di sapere come sarebbe andata la stagione di Chicago se tutto il roster fosse stato riconfermato. Sarebbe stato abbastanza per affrontare la crescente potenza di San Antonio o i Lakers di Kobe e Shaq? E se invece MJ fosse stato circondato da giovani talenti e da gambe più fresche, i Bulls avrebbero potuto vincere ancora?

FOTO: NBA.com

In quei Bulls era rimasto qualcosa di speciale nel passaggio da un threepeat (1991-93) a un altro (1996-1998); e quel "qualcosa" è una probabile spiegazione di come i San Antonio Spurs hanno vinto per due decadi. Ovvero, ciò che sperano di replicare i Warriors nei prossimi anni, dopo 5 NBA Finals consecutive.

Il nucleo centrale di Golden State, composto da Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green, è rimasto intatto. Ad essere cambiata è l’età del gruppo e il supporting cast, durante questa stagione. Infatti, ora, il trio non è più supportato da veterani come Andre Iguodala e Shaun Livingston. In ogni caso, anche dopo la partenza di Kevin Durant, i Warriors hanno ancora moltissime possibilità di vincere.


Il GM Bob Myers, il proprietario Joe Lacob e coach Steve Kerr ne sono consapevoli.


Proprio per questo motivo Golden State ha acquisito attraverso un sign-and-trade il 23enne D’Angelo Russell, che poi è stato successivamente scambiato per Andrew Wiggins. Myers ha provato a lanciare una ricostruzione ancor prima che fosse evidente che i Warriors non avrebbero preso parte ai Playoffs, e riuscire ad ottenere una top-five pick nel Draft 2020 sarebbe importantissimo.

Fare in modo che Curry, Thompson e Green siano circondati da giovani con potenziale potrebbe essere la strategia migliore per provare a continuare a vincere e mantenere le star felici. Un qualcosa che i Bulls non sono riusciti a fare: Pippen non era soddisfatto del suo contratto, mentre MJ era infelice su come il management trattava giocatori e allenatori.

Rendendo Curry il giocatore più pagato della lega, e allungando i contratti di Thompson e di Green, Golden State sta provando a stabilizzare l’ambiente.

Steph ora ha 32 anni, la stessa età di MJ quando ha vinto il primo titolo del suo secondo threepeat. Thompson invece, 30enne, ha la stessa età di Pippen in quella stagione. Insomma, i Warriors hanno ancora tempo per continuare a vincere, ma devono sfruttare il momento.

Per questo motivo la prossima stagione risulterà fondamentale, per loro. Con i giusti accorgimenti al roster, i Warriors sono convinti di poter ri-ottenere lo status di contender per il titolo. Bob Myers ha dichiarato alla Bay Area News Group:

“Anche quando vinci un titolo, e io sono stato abbastanza fortunato da provare questa sensazione, non sei mai pienamente soddisfatto. Pensi sempre che il lavoro non sia ancora terminato...”


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