• Andrea Lamperti

Cosa separa Adam Silver e un (definitivo) accordo con i giocatori?


FOTO: NBA.com

“Non vorrei rovinarvi la festa, ma forse la ripresa della stagione NBA non sarà semplice come era sembrato”, ha scritto ieri Paolo Uggetti (The Ringer).


Sono diverse, infatti, secondo i rumors emersi negli ultimi giorni, le criticità che Adam Silver dovrà affrontare prima di poter avviare ufficialmente la ripresa della stagione.

Innanzitutto, le tensioni sociali dopo il caso George Floyd. Una tematica che ovviamente riguarda molto da vicino la Lega e l’Associazione Giocatori, tanto da essere per diversi atleti prioritaria rispetto alla stessa ripresa dell’attività agonistica.


“Una volta tornata l’NBA, l’attenzione mediatica si sposterebbe nuovamente dal razzismo al ‘chi-ha-fatto-cosa nella partita di ieri’ - mi ha detto un rispettato giocatore della Lega” - ha tweettato ieri Adrian Wojnarowki (ESPN).

In secondo luogo, ci sono le (discusse) misure di sicurezza per giocatori, staff e addetti ai lavori all’interno della “bubble” a Disney World. ESPN.com e Shams Charania hanno riportato che l’attuale proposta prevede protocolli diversi per i giocatori (in totale isolamento a Orlando) e lo staff della Disney (cui invece non sarebbe preclusa la possibilità di uscire dalla “bolla”).


Insomma, la NBA ha annunciato il suo (trionfale) ritorno la scorsa settimana, ma il lavoro per riavviare la stagione 2019/20, e farlo in totale sicurezza, è ancora in fase embrionale. Soprattutto ora che diversi giocatori hanno deciso di esprimere la propria posizione sulla questione, senza "rimanere nell'ombra" di quelli più influenti (delle rispettive franchigie, oppure della NBPA).


Col passare dei giorni, infatti, emergono nuovi dettagli della proposta (soprattutto dal punto di vista organizzativo, più che per il formato della stagione), e insieme a essi emergono nuove problematiche e criticità da affrontare per Adam Silver. Con la necessità di trovare una soluzione in tempistiche molto ristrette, considerando che la stagione dovrebbe riprendere tra un mese e mezzo circa, con le squadre a Orlando tra 3/4 settimane per il training camp.




I danni economici che deriverebbero dall'annullamento della stagione, però, rimangono sullo sfondo. Tanto per la Lega e i suoi 30 owners, quanto per i giocatori. Il danno sarebbe ingente per tutti, senza eccezioni, e questo è chiaro anche alla NBPA - come ha sottolineato Paolo Uggetti:

"Ci sono dei rischi, andando a Orlando; ma c’è anche un rischio economico nel non andare affatto. Come riportato da Vince Goodwill di Yahoo Sports, i “giocatori di alto profilo” stanno cercando di far capire agli altri che una stagione persa significherebbe un’immediata ri-negoziazione del CBA, durante la quale i giocatori avrebbero poca o nessuna leva, nel mezzo di una pandemia, e probabilmente finirebbero per perdere denaro, a lungo termine. Non è perfettamente chiaro quanti giocatori siano arrabbiati, e per cosa. Indipendentemente da ciò, sembra che questa situazione metterà alla prova quelle che sono state dipinte come ‘ottime relazioni’ tra Silver, i proprietari e i giocatori."

No, forse la ripresa della stagione NBA non è semplice come sembrava...