• Emil Cambiganu

CP3 e Booker hanno fatto (e faranno?) a pezzi la difesa dei Bucks

Diverse strategie, sempre lo stesso risultato. E' solo Gara 1, ma Chris Paul e Devin Booker hanno già messo in totale confusione le idee difensive di coach Budenholzer. E ora, come rispondere?


FOTO: NBA.com

Quasi 120 punti subiti in una gara di NBA Finals sono davvero tanti, forse troppi, soprattutto per quella che è stata - numeri alla mano - la miglior difesa di questi Playoffs. E non sono casuali, non sono dettati da una serata fortunata: in Gara 1, i Phoenix Suns guidati da Chris Paul e Devin Booker hanno distrutto la difesa dei Milwaukee Bucks, facendo a pezzi il game-plan di coach Budenholzer lungo tutta la partita. I 59 punti combinati delle due stelle dei Suns sono un'altra dimostrazione di ciò, specialmente se ne concedi anche 22 a DeAndre Ayton.


Vediamo come la squadra di Monty Williams, che ha finora vinto la personale battaglia tattica contro il diretto concorrente, ha colpito i Bucks lungo tutta la partita, e cosa può fare ora Mike Budenholzer per migliorare la situazione e avere chances nella serie.



Primo tempo: switch 1-5


Il primo tempo di Gara 1 si potrebbe riassumere in tre parole: canestro contro Lopez.


I Bucks hanno riproposto al via la strategia che si era rivelata efficace nelle ultime due partite della serie contro gli Hawks: cambiare su tutti i blocchi, anche con Brook Lopez in campo, nonostante la mobilità laterale molto limitata di quest'ultimo.


Come avevamo anticipato nella preview però, i Suns non sono gli Hawks delle ultime due gare, e Lopez rimane un centro lento. Ma come lo immaginavamo noi, lo sapevano tutti. E naturalmente coach Williams, Paul e Booker si sono premurati di cercare il cambio favorevole contro l'ex Lakers ogni singolo possesso.



A fine primo quarto i 12 punti segnati da Booker senza forzare sono già un campanello d'allarme. Un'altra brutta notizia in casa Milwaukee è la scarsa efficacia anche della strategia per limitare il rollante, che aveva invece funzionato contro gli Hawks.


I Bucks hanno nuovamente messo PJ Tucker in marcatura sul portatore, in questo caso CP3, ma sul cambio Ayton è sempre riuscito a trovare una posizione abbastanza profonda da sfruttare la differenza di taglia rispetto all'ex Rockets.



All'intervallo il bollettino riporta 59 punti segnati dalla squadra di casa - che al netto del ritmo frenetico a cui si è giocato, rimane un brutto risultato.



Terzo quarto: Lopez in drop, poi la fine


Verso la metà del terzo quarto Budenholzer avverte il bisogno di cambiare qualcosa, e si rifugia nella drop coverage. Nonostante sia la strategia più usata per distacco da Giannis Antetokounmpo e compagni, è un azzardo in relazione agli avversari: con il lungo a protezione della restricted area, CP3 è a casa sua, e trova ancora più facilmente i suoi spot; e anche Booker non è da meno, grazie alla capacità di proteggersi dal marcatore che lotta contro il blocco.



Un suicidio annunciato, insomma, e non fa che mettere maggiormente in ritmo Paul e Booker. In poco tempo Bud toglie dal campo Brook e inserisce Bobby Portis da 5, conferendogli nuovamente il compito di cambiare sui blocchi. Ma i due Suns, ormai in totale fiducia, colpiscono con irrisoria facilità anche contro di lui.



Il terzo quarto è la Caporetto per la finalista dell'Est. I Suns toccano i 20 punti di vantaggio e mettono una serissima ipoteca sulla vittoria di Gara 1.



La soluzione è nel 4Q?


Così come fatto in Gara 1 contro gli Hawks, l'ultima mossa di Budenholzer è schierare la lineup con Giannis Antetokounmpo da 5 fin dall'inizio dell'ultimo quarto, precedentemente usata per soli 2 minuti nel corso del secondo quarto. Al contrario della prima partita contro la squadra di McMillan, però, in questo caso le situazione era pesantemente compromessa.


Nonostante ciò, complice anche il riposo di Paul, questa soluzione si rivela prevedibilmente la migliore, e i Bucks arrivano a riaprire la gara, accorciando fino ai soli 7 punti di svantaggio. Anche questa porzione di partita, però, non è esente da difetti e critiche.


I Bucks per tutta questa stagione, e anche nelle precedenti, non si sono praticamente mai schiodati dalla drop coverage. Come succede spesso in squadre che giocano in questo modo, e che poi si trovano costrette a decidere di cambiare su tutti i blocchi nel vivo dei Playoffs, non sono abituati e commettono spesso errori, tra cui accettare lo switch passivamente e essere fin troppo morbidi.



Inoltre, togliendo Portis e Lopez dalla rotazione, rimangono comunque elementi facilmente targetizzabili da Booker. Il più appetibile è sicuramente Bryn Forbes.


Già nel secondo quarto, Forbes aveva difeso in due possessi sul nativo del Michigan, e quest'ultimo si era guadagnato un viaggio in lunetta in entrambe le occasioni. E' diventato dunque una facile preda anche a fine partita.



Cosa fare in Gara 2


Se la domanda è: esiste un modo per annullare o limitare pesantemente CP3 o Booker? La risposta è no.


Succede, soprattutto a questo livello e a questo punto dei Playoffs, che gli avversari abbiano armi contro cui non hai risposte molto efficaci. In questi casi, il massimo che puoi fare è limitare i danni, propendere per la miglior opzione a lungo termine, e rispondere nell'altra metà campo - cosa che i Bucks non hanno fatto in Gara 1. Come può, dunque, coach Budenholzer limitare al massimo i danni?


E' vero, i dati ottenuti nella prima partita della serie cambiando su tutti i blocchi sono catastrofici.



Ma sul lungo termine, questa rimane la miglior strategia rispetto alla drop coverage, con la quale sostanzialmente si regalano punti alle due stelle dei Suns. Lo switch 1-5 va però abbinato a un maggiore uso delle lineup con PJ da 4 e Giannis da 5, che ha chiuso Gara 1 con un plus/minus positivo.


Il minutaggio di Lopez va ridotto ma non può certamente essere annullato, vista la sua importanza nella rotazione dei Bucks e l'impatto positivo che ha in attacco. Nella metà campo difensiva, l'aggiustamento potrebbe essere fargli mettere più pressione a CP3, costringendolo ad attacare il ferro senza poter tirare dal suo spot preferito, con la speranza di stancarlo maggiormente.


Ma in generale, Giannis e compagni dovranno convivere per tutta la serie con i problemi che il loro centro porterà in difesa.