• Emilio Trombini

Da dove ripartono i Knicks e Tom Thibodeau?

Al di là del rapporto preesistente con Leon Rose, il nuovo allenatore dei New York Knicks era già stato una volta l'assistente di Van Gundy


FOTO: NBA.COM

Questo articolo, scritto da Michael Corvo per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 29 luglio 2020.



Domenica 26 luglio Leon Rose ha fatto la sua prima mossa da presidente della squadra, assumendo Tom Thibodeau, già una volta assistente dei Knicks, come capo allenatore della squadra, il 13esimo in 17 stagioni.


Il curriculum di Thibodeau come allenatore per i Chicago Bulls e i Minnesota Timberwolves è ben documentato: ha registrato 352 vittorie e 246 sconfitte, ha vinto il premio Coach of the Year e ha guidato i Bulls alle Finali della Eastern Conference nel 2011 mentre supervisionava (e, si potrebbe dire, ostacolava) lo sviluppo di Derrick Rose, Joakim Noah e Jimmy Butler. Quando era a Minnesota, sempre da capo allenatore, i T-Wolves conquistarono i loro primi Playoffs in oltre una decade nel 2018, prima che lo spogliatoio si rompesse la stagione seguente.

Prima di Chicago, Thibodeau era uno degli assistenti allenatori più stimati nella pallacanestro, con una reputazione da guru difensivo e maniaco delle sessioni video. Di tutte esperienze, la più lunga fu a New York dal 1996 al 2003, lavorando per lo più sotto l’ala del suo mentore Jeff Van Gundy.

Thibodeau fu assunto dai Knicks a luglio del 1996. Imparando da Van Gundy - che aveva immediatamente dato priorità all’aspetto difensivo, rimpiazzando Don Nelson nel 1995/96 - Thibodeau ha contribuito a orchestrare una delle difese più toste nella pallacanestro, difesa che incarnava il suo marcato approccio "old school". A prescindere da chi stava in campo, la squadra rimaneva solida, affidandosi più all’esecuzione del gioco e alla fisicità, piuttosto che all’atletismo e alle palle rubate.


Dal 1997 al 2001 - le cinque stagioni intere in cui Thibodeau e Van Gundy erano sulla panchina dei Knicks - la squadra ha fatto registrare le seguenti statistiche in Defensive Rating, punti concessi agli avversari a partita e percentuale di tiro degli avversari.

· 1996–97: 2nd in DRtg, 5th in oPPG, 1st in oFG%

· 1997–98: 4th in DRtg, 2nd in oPPG, 2nd in oFG%

· 1998–99: 4th in DRtg, 4th in oPPG, 2nd in oFG%

· 1999–2000: 6th in DRtg, 2nd in oPPG, 3rd in oFG%

· 2000–01: 3rd in DRtg, 1st in oPPG, 1st in oFG%


I Knicks hanno avuto cinque leader diversi per Win Shares, ma la solida difesa ha sempre permesso loro di essere rilevanti. Non hanno mai registrato un Defensive Rating sopra 101 e nel 2001 hanno registrato il record per aver tenuto 33 volte di fila gli avversari sotto i 100 punti.


La firma di Thibodeau, nonché suo esigente modello di gioco - fortemente influenzato da Van Gundy - era predicare una difesa aggressiva e concentrata sul lato forte, mentre i difensori sul lato debole effettuavano una sorta di zona. Questa seconda parte era un elemento chiave: richiede un’esecuzione e un QI di grado elevato, che quei veterani di New York possedevano.


Generalmente, i Knicks ercavano di limitare le penetrazioni centrali e di forzare i giocatori di pick&roll ad attaccare verso la linea laterale – altro elemento fondamentale delle difese di Thibodeau. Spesso mandavano un secondo centro per fermare il palleggio dell’attaccante e utilizzavano uno stile estenuante di aiuto e recupero rapidissimo.

Ad ogni modo, in quell’era cestistica, la maggior parte delle squadre, compresi i Knicks, erano felici di rallentare il gioco, facendo il gioco di Thibodeau e Van Gundy. Per quanto riguarda le due più grandi rivali di New York, i Knicks avevano più successo contro il gioco lento di Miami che contro quello fatto di tanti passaggi e tiratori da tre dei Pacers. Nello stile di gioco della NBA di adesso, fatto di spaziature e rapidità di esecuzione, quei Knicks dovrebbero seriamente aggiornare il loro modo di giocare.

La loro disciplina difensiva ha dato i suoi frutti nei Playoffs del 1999 e del 2000. Nella loro corsa verso le Finals del 1999, i Knicks hanno costretto gli avversari al 41% al tiro (83.0 PPG) in 20 occasioni. Nel 2000, i Knicks hanno distrutto i Raptors nel primo round, prima di imbattersi in una lotta contro Miami, concedendo 81.3 PPG nei due round complessivi.


Col tempo, Thibodeau divenne il capo assistente nonché allievo di Van Gungy. “Condivide le stesse filosofie difensive del suo vecchio capo. Nessuno nei Knicks ha lavorato più duramente di Van Gundy, ma Thibodeau ci si è avvicinato”, ha scritto il New York Post.


È difficile quantificare l’impatto diretto di Thibodeau partita per partita, ma l’apprezzamento di Van Gundy sta ad indicare una grande influenza, e Tom ha dimostrato grande abilità nell'escogitare schemi di gioco. “Era come se ci fosse un Draft degli allenatori e uno con il talento di Anthony Davis non venisse mai scelto... Tom era così abile” - ha detto riguardo a Thibodeau.


Van Gundy lo ha definito il miglior allenatore in tutto il suo staff. Lui compreso. E così, arrivato il 2001, cominciava a promuovere Thibodeau come futuro capo allenatore.


Per di più, a Boston, Thibs è largamente riconosciuto come l’architetto della difesa che ha permesso di vincere ai Celtics il titolo, incluso uno schema per confondere Bryant nelle Finali del 2008. “Ho già affrontato le sue difese qui per un po’ di tempo e sono veramente dure,” ha detto Bryant durante la serie. “Ogni singola squadra di cui era allenatore o assistente ha sempre avuto grandi difese, strategiche e fisiche."



“È tutto ciò che Tom vuole fare, ogni giorno: il coach della difesa. Fa parte della sua natura”, ha detto Doc Rivers. Il contributo di Thibodeau come assistente ha avuto più rilevanza mediatica con i Celtics – in parte perché Van Gundy ha speso belle parole nei suoi confronti in diretta nazionale – ma il suo impatto più grande lo ha avuto mentre era a New York.

Offensivamente, le squadra di Van Gundy mostravano un attacco brutale e tremendamente lento; tanti post up, tanti tiri dalla media e isolamenti piuttosto che movimento di palla e dei giocatori. Lo stile era strategicamente forgiato sulla difesa: il principio base era limitare i tiri tentati in una partita.

Leggendo vecchi ritagli di giornale, Thibodeau sembrava anche fissato con il lavoro sull'1vs1 in attacco. Nel 1997, Larry Johnson attribuì la sua striscia calda di partite in cui segnò in doppia cifra in 9 partite su 10 al lavoro che Thibodeau fece sul suo tiro da fermo. Il coach ha anche fatto sviluppare a Marcus Camby il suo gioco in post basso, ed ha aiutato Latrell Sprewell con le triple e i movimenti in post.

Forse il parallelo più evidente tra i Knicks di Van Gundy con i Bulls e i Timberwolves di Thibodeau è lo scarso load management dei giocatori. Thibodeau ha adottato – si è spiritualmente allineato con - la mentalità di Van Gundy secondo cui ogni partita conta, affaticando troppo i titolari dei Bulls e dei Timberwolves durante la stagione regolare.

In modo simile, i Knicks di Van Gundy esigevano tanti minuti dai titolari e nessun giorno di riposo – il chè potrebbe aver contribuito a deludenti performance ai Playoffs nel 1997, 1998 e nel 2001, come anche al crollo di fine stagione che è costato loro il fattore campo nelle Finali di Conference del 2000 (nel 1999 avevano invece beneficiato di una stagione molto accorciata).

Perfino durante i suoi sette anni come allenatore dei Knicks nella Summer League, Thibodeau conduceva degli allenamenti durissimi. Il suo altro mentore, Bill Musselman, è infatti uno degli allenatori più intensi nella storia della pallacanestro.

Fortunatamente, Thibodeau sostiene di essersi un po’ ammorbidito.

“Ci sono situazioni in cui i giovani si allenano un po’ di più dei veterani e si formano due gruppi: utilizzare tutte le risorse che si hanno è diventato fondamentale. Penso che ora la cura e il benessere dei giocatori siano diventate una priorità. Serve per avere successo ai Playoffs...”

Van Gundy si è dimesso durante la stagione 2001/02. Dopo il suo addio, Thibodeau venne messo da parte e la squadra promosse invece l’assistente Don Chaney.


Durante la disastrosa campagna del 2002/03, molti si aspettavano che Tom avrebbe rimpiazzato Chaney. Ma non è mai successo, nonostante i Knicks abbiano impedito a Thibodeau di fare un colloquio per il posto da capo allenatore a Portland, mostrando quanto valore attribuissero a lui. James Dolan, arrabbiato con Van Gundy, non voleva però assumere il suo protetto.

Ad ogni modo, c’erano dubbi che i suoi metodi esigenti potessero funzionare.


Van Gundy si merita grande riconoscimento per il successo durante il primo periodo di Thibodeau a New York, e la performance difensiva della squadra è visibilmente peggiorata dopo le sue dimissioni. Quando poi Chaney impartì uno stile più rilassato, Thibs non riusciva più a motivare il gruppo (ovviamente anche il talento generale di squadra era diminuito).


Ecco qui come hanno concluso i Knicks negli ultimi due suoi anni in Defensive Rating, punti a partita degli avversari e percentuale dal campo degli avversari:

· 2001–02: 18th in DRtg, 14th in oPPG, 13th in oFG%

· 2002–03: 23rd in DRtg, 20th in oPPG, 26th in oFG%



A prescindere di quanto merito abbia avuto per le vittorie e sconfitte dei Knicks, Thibodeau ha certamente giocato un ruolo importante nell’ultimo periodo di successo di New York.

“Tom Thibodeau è un grande allenatore,” ha detto Patrick Ewing a Newsday. “Ho avuto l’occasione di averlo nello staff quando giocavo, conosce davvero il gioco.”

Ovviamente, i Knicks che erediterà nel 2020 - come lo sport in generale - sono notevolmente diversi da quelli degli anni ’90. Questi Knicks hanno qualche difensore rodato sopra la media e qualche veterano, ma sono un po’ fiacchi in termini di durezza e impegno difensivo.

In ogni caso, gran parte del (relativo) successo di questo secolo dei Knicks va attribuito a Thibodeau, che ha lavorato con Van Gundy e con veterani esperti durante un’epoca in cui il suo stile di gioco era la norma.


Due decenni dopo, Thibs affronta una sfida completamente nuova, al suo secondo giro nella Grande Mela.






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