• Davide Corna

Detroit e "The Process" in versione Stefanski


© The Lead Sports Media

È normale lasciarsi prendere dall'emozione nel reagire a un’annata persa. I tifosi avevano buone aspettative per questa stagione dei Pistons, ma i troppi infortuni hanno messo in difficoltà la squadra. Questo ha condotto una parte dei fan a porre l’attenzione sui più giovani del roster come speranze per il futuro. Non è nulla di insolito: molte squadre sono passate al tanking per dare un’accelerata al processo di rebuilding. L’esempio più evidente è quello dei Sixers dell’era "The Process", ma non è di certo l’unico.

Detto questo, il tanking non è la sola opzione disponibile.

Il cervello pensante dei Detroit Pistons, formato da Ed Stefanski e Dwane Casey, sembra aver scelto una strada diversa per la ricostruzione, causando anche le ire di alcuni tifosi, che potrebbero però essere immotivate. Vediamo quali sono le obiezioni, e se hanno ragione di esistere o meno.

Il problema

In vista della trade deadline, si è saputo che i Pistons hanno dichiarato cedibile qualunque giocatore, per l’offerta giusta. Questa notizia, combinata con una stagione perdente e martoriata dagli infortuni, ha portato alcuni fan a sperare nel tanking più spinto, e nella cessione di molti veterani del team, se non di tutti. Ma, francamente, si tratterebbe di un errore.

Mentre dare possibilità di crescere ai giovani è un elemento essenziale per la ricostruzione, è fondamentale anche che possano seguire l'esempio e la leadership dei veterani, invece di trovarsi da soli soli di fronte al fuoco nemico. Molte squadre hanno provato a perdere per molti anni per costruire uno young core valido, solo per poi vederli fallire perché nel frattempo la franchigia non ha saputo costruire una cultura vincente efficace. I Knicks e i Kings sono un esempio perfetto dell’arte di costruire un ambiente caotico e confusionario nel quale è impossibile crescere e migiorare.

Derrick Rose sembra proprio in procinto di assumere il ruolo di veterano e leader dei Pistons, ed è una cosa a cui non si dovrebbe rinunciare facilmente. Nonostante possa essere un’aggiunta interessante per le squadre in corsa per il titolo, i Pistons non dovrebbero lasciarlo partire. Se rimanesse per fare da mentore a Bruce Brown e a un’eventuale point guard scelta in Lottery al prossimo draft, questo sarebbe un beneficio molto maggiore per i Pistons rispetto a una scelta al secondo giro da una squadra di alto livello.

Sebbene Reggie Jackson possa avere un ruolo simile, in pochi credono che potrebbe essere un leader del livello di Rose, anche se è effettivamente sottovalutato in quest’ambito.

Esistono altre opzioni

Ciò non significa che non andrebbero fatti degli scambi: saper ascoltare il mercato è sintomo di una dirigenza intelligente e Stefanski ha dimostrato di essere creativo e paziente nel concludere affari. Langston Galloway, Markieff Morris e Tony Snell potrebbero partire, visto che non fanno parte dei piani a lungo termine e visto che Galloway è anche in scadenza di contratto. I tiratori in uscita dalla panchina hanno sempre un certo valore ai Playoffs e potrebbero portare asset per il futuro simili a ciò che potrebbe teoricamente arrivare in cambio di Andre Drummond o Derrick Rose.

Pur avendo appena descritto le ragioni per cui tenere Derrick Rose, una trade non sarebbe del tutto insensata. Dovesse arrivare l’offerta giusta, potrebbe essere il caso di accettare e di affidarsi ad altri veterani per aiutare i giovani. Sono circolate voci di un possibile scambio con i Lakers per Kyle Kuzma e si è parlato anche di Zhaire Smith da Philadelphia. Se i Pistons riuscissero a ottenere un giovane di talento, ne varrebbe la pena; se invece si arrivasse solo a una seconda scelta futura, sarebbe meglio tenere Rose.

L’elefante è ancora nella stanza

Andre Drummond è ancora nel roster dei Pistons. Dopo la Woj Bomb del mese scorso che annunciava che era sul mercato, non sembrava che sarebbe potuto restare così a lungo. Tuttavia, questa possibilità si è fatta più concreta nelle ultime settimane, con l’interesse per lui che sembra essersi un po’ spento, e i fan hanno accettato l’idea che tenerlo in attesa dell’offerta giusta può essere la mossa migliore.

Ad esempio, il fatto che, a quanto pare, Atlanta non fosse disposta a inserire delle scelte in uno scambio per Drummond rende impossibile trovare un accordo.

Drummond non è la scelta ideale come volto della franchigia. In effetti, è molto lontano dal poterlo essere nell’NBA di oggi. Ma si tratta di una delle poche star a cui piace restare a Detroit e che vuole provare a vincere qui, così come Derrick Rose. Nonostante questo non li renda del tutto incedibili, si tratta senz’altro di un fattore importante. Tenendo presente che Detroit è un mercato che ha avuto difficoltà ad attirare free agent in passato, il fatto di avere veterani disposti ad aiutare in questa causa è un buon vantaggio.

Se il problema più grosso riguardo al tenere Drummond è il fatto che potrebbe invece andarsene in cambio di nulla, allora, considerando le possibili contropartite sul mercato, portarlo fino alla scadenza potrebbe invece essere una buona opzione. Molte squadre hanno usato lo spazio salariale per ottenere asset negli scambi, invece di andare alla ricerca di free agent. Si tratta di un investimento a lungo termine che potrebbe contrariare qualche tifoso, ma alla fin fine sono molti gli aspetti da tenere in considerazione, ed è il caso di avere fiducia in Stefanski e Casey.

Trust the... General Manager

È facile capire i motivi per cui l’ultimo decennio ha reso difficile riporre fiducia nella dirigenza dei Pistons. La fine dell’era Dumars è stata caratterizzata da una serie di investimenti sbagliati e di assunzioni discutibili in panchina. Dopo la partenza di Flip Saunders, i Pistons hanno assunto Michael Curry, John Kuester, Lawrence Frank, Maurice Cheeks e John Loyer. Questa lista di nomi illustri ha messo insieme un record di 179-297, seguiti poi da Van Gundy e Bower con 152 vittorie e 176 sconfitte. Inoltre, molte scelte sono state utilizzate male e la squadra è stata spesso al limite salariale, arrivando però ai Playoffs una sola volta.

E quindi, perché aver fiducia ora, se questa è la storia recente?

Iniziando da Ed Stefanski, ha avuto poco spazio di manovra in termini di flessibilità salariale e di scelte disponibili, da quando ha avuto l’incarico; viste queste premesse, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Acquisire Derrick Rose con un accordo molto favorevole per i Pistons è stata una grande mossa, così come scegliere Bruce Brown al secondo giro e riuscire a ottenere una scelta e Svi Mykhailiuk in cambio del contratto in scadenza di Reggie Bullock.

È ancora presto per un giudizio su Sekou Doumbouya, ma si tratta sicuramente di un prospetto intrigante. Infine, anche tenere Christian Wood invece di Joe Johnson è stata la scelta giusta.

Ed Stefanski avrà flessibilità salariale per la prima volta quest’estate, e si tratterà del suo primo vero test.

Trust the... Head Coach

E poi, c’è Coach Dwane Casey. I tifosi non hanno gradito la sua gestione di Doumbouya, ma si tratta di uno sbaglio. Il francese ha avuto un grande inizio quando è entrato in quintetto, ma da allora sembra essersi perso; gettarlo nella mischia servirebbe solo a minare la sua fiducia. Anche se i tifosi su Twitter sembrano tutti esperti nel far crescere i giovani, Casey ha già dimostrato di saper ottenere ottimi risultati, sia a Toronto con Siakam e VanVleet, che a Detroit.

A inizio stagione i tifosi si sono lamentati anche per il modo in cui il coach ha gestito Wood, mettendolo in panchina dopo ogni errore. Ora, però, Wood sembra aver capito: i minuti non sono garantiti solo per il fatto di essere stato scelto alto al draft, anche in una squadra in difficoltà. Insegnare ai giovani che devono guadagnarsi i minuti in campo e comportarsi bene è un ottimo modo di gestire la squadra. In ultima analisi, il coach è lì per vincere le partite e per costruire per il futuro.

Se Doumbouya non ha dimostrato al coaching staff di essere pronto a giocare molti minuti, allora dobbiamo fidarci delle capacità di Casey nel farlo crescere. Com’è normale, i tifosi adorano veder giocare le giovani promesse: dopo che Christian Wood ha soffiato il posto in quintetto a Thon Maker, i fan speravano che anche Doumbouya avrebbe avuto più spazio. Quando questo è accaduto (prima del ritorno di Reggie Jackson), alcuni sguardi si erano posati anche su Jordan Bone, dalla G-League. Con Andre Drummond sul mercato, Louis King è diventato il nuovo obiettivo dei fan. Ma il solo fatto che i tifosi vogliano più spazio per i giovani non significa che sia la strada giusta...

In conclusione

Mancano una trentina di partite nella stagione di Detroit, a meno che non arrivino per miracolo ai Playoffs. I tifosi avranno quindi l’opportunità di veder giocare molto i giovani, che avranno più spazio per acquisire sicurezza e crescere. Chi chiedeva la distruzione e la ricostruzione farà meglio ad abituarsi a questo, invece.

Si tratta di un processo che richiederà probabilmente diverse stagioni perdenti. Doumbouya si giocherà le sue carte accanto alle scelte di questa e delle prossime estati. Stefanski e Casey hanno una storia comprovata di scelte corrette e di capacità di sviluppo dei giovani. Diamo loro una chance per dimostrarlo anche a Detroit.

© The Lead Sports Media

Questo articolo, scritto da Corey Rausch per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 febbraio 2020.

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