• Marco Richiedei

Diamo a Jimmy Butler il rispetto che merita

La star degli Heat ha dimostrato nelle Finals, e in tutto il periodo della bubble, di essere uno dei migliori giocatori dell'NBA.



Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 ottobre 2020.



Quando l’esperienza della “bolla” di Orlando finirà, un giocatore in particolare sarà ricordato come uno dei migliori della stagione: Jimmy Butler.

Agli occhi di molti tifosi, Butler non ha mai fatto parte dell’élite dei giocatori NBA. Anche i suoi colleghi lo hanno più volte sottovalutato (nel contesto delle votazioni per l’All-Star Game di quest’anno è finito al sesto posto tra le migliori ali/lunghi della Eastern Conference, dietro a Giannis Antetokounmpo, Joel Embiid, Pascal Siakam, Bam Adebayo e Jayson Tatum).


Dopo aver portato i Miami Heat alla loro prima apparizione alle Finals NBA dal 2014, Butler ha finalmente ricevuto il rispetto che merita.

"Senza dubbio è uno dei migliori giocatori dell’NBA di oggi. Personalmente, non so quante altre opportunità avrò di giocare contro un avversario così agguerrito. È qualcosa a cui ripenserò quando mi sarò ritirato... mi mancheranno questi momenti.” (LeBron James)

Nelle prime NBA Finals della sua carriera, Butler ha viaggiato finora a una media di 29.0 punti, 10.2 assist e 8.6 rimbalzi in 42.7 minuti a partita, e - cosa più importante - lo ha fatto senza snaturare sé stesso o il proprio gioco.

"Chi conosce Jimmy e la sua storia sa che tutto questo mostra davvero chi è e chi è sempre stato. Non è il tipo di persona che accetta le circostanze in cui si trova senza poter trovare un modo di emergere e di affermarsi.” (Bernie Lee, agente di Jimmy Butler)

Le avversità non sono mancate nella sua vita: dopo aver vissuto parte dell’adolescenza come senzatetto, è stato accolto da una famiglia durante l’ultimo anno di liceo. Una breve esperienza presso un Junior College lo ha portato poi al debutto con Marquette University, e nel 2011 è stato scelto al Draft dai Chicago Bulls con l'ultima pick del primo turno.

A Chicago è divento un All-Star (3 apparizioni all’All-Star Game), ma la società non è riuscita a vederlo come il futuro volto della franchigia. Nel 2017 è stato quindi mandato ai Minnesota Timberwolves via trade. Nel tentativo di aiutare i Wolves a tornare ai Playoffs, Jimmy ha messo più volte in discussione l'etica di lavoro dei suoi compagni di squadra (Karl-Anthony Towns in particolare). A causa di questi attriti, nel 2018 è stato scambiato a Philadelphia ed è approdato quindi alla corte di Brett Brown.

Un anno fa, nell'offseason del 2019, Butler si è unito agli Heat con un contratto quadriennale da 142 milioni di dollari. A Miami ha trovato finalmente un contesto ideale e si è integrato fin da subito nella "Heat Culture" costruita da Pat Riley e da coach Erik Spoelstra.

"Ero ben consapevole di che tipo di contesto volevo, e sapevo che qui potevo trovarlo. Dopo l’incontro con Coach Spo, mi è sembrata la scelta giusta da ogni punto di vista. C’è un gruppo di ragazzi che lavora duro e tutti sono ugualmente responsabili. Qui funziona così: vieni qui e sei te stesso. Quindi, io ci sto.” (Jimmy Butler)

Nella bolla, Jimmy si è distinto fin da subito.

In seguito alle morti di George Floyd e Breonna Taylor per mano della polizia, molti giocatori NBA hanno fatto stampare dei messaggi di giustizia sociale sulle proprie divise. Butler è stato l'unico a scegliere di non portare alcuna scritta.

“Rispetto tutti i messaggi che la lega ha scelto. Personalmente però la scelta di non portare un messaggio o un nome mi porta alle mie origini, a chi sono davvero. Io non sono diverso dalle altre persone di colore e voglio che questo sia il mio messaggio: solo perché sono un giocatore NBA non ho più diritti degli altri, tutti hanno gli stessi diritti. Supporto a pieno il movimento Black Lives Matter, ma per me si tratta più di agire concretamente e di continuare ad imparare e fare quello che posso per la mia comunità.” (Jimmy Butler)

Gli ufficiali di gara, poi, hanno costretto Butler a indossare una maglia con il suo cognome prima dell’inizio della partita, ma il messaggio è passato in ogni caso.

Durante la permanenza nella “bolla” di Orlando, Butler non ha mai perso la concentrazione. Non ha mai lasciato la sua stanza d'albergo se non per le partite o per gli allenamenti. Non si è tagliato i capelli né si è fatto la barba da quando è arrivato all'inizio di luglio (e bisogna ammettere che i baffi "a manubrio" gli donano).


Stando alle parole di Udonis Haslem, dorme sul divano invece che sui comodi letti king-size per evitare qualsiasi forma di distrazione o di comodità.


Butler si è poi dedicato a produrre caffè nella sua stanza d'albergo, creando un nuovo business, il Big Face Coffee. Non c’è da stupirsi se avrà un certo numero di nuove e importanti sponsorizzazioni in arrivo dopo il periodo a Disney World...

"Mi è sempre piaciuto il gioco di Jimmy, ma vederlo in prima persona ed essere suo compagno di squadra mi ha fatto capire quanto lavoro ci sia dietro le quinte. È sempre concentrato, si alza presto la mattina e si allena fino a sera tardi. Queste cose la gente non le vede. E non esce dalla sua stanza, ovviamente: sta lì dentro a fare il Big Face Coffee.” (Bam Adebayo)


Butler ha anche passato del tempo con i compagni di squadra. Si è avvicinato al mondo del calcio insieme a Goran Dragic, si è dato da fare per essere un esempio per i compagni più giovani (tra cui Meyers Leonard, che lo definisce "un leader assoluto"). Ha persino festeggiato il suo compleanno - cosa che non ha mai fatto volentieri - facendo preparare i pasti per tutti i suoi compagni di squadra dal suo chef personale.

"Quando è il suo compleanno, se lo conosci e ci tieni a lui, dovrai chiamarlo il giorno prima, o, tipo, cinque giorni dopo - perché il giorno del suo compleanno spegne il telefono, Fa così da anni. Non gli piace ricevere attenzioni, per quanto possa essere strano. Qui invece ha deciso di passare il giorno del suo compleanno con tutti i compagni di squadra.” (Bernie Lee)

La scorsa stagione, riflettendo sul suo percorso professionale, Butler aveva sottolineato quanto fosse importante per lui essere circondato dalle persone giuste.

"Ogni volta che hai le persone giuste accanto, la vita diventa più facile, ma anche i tuoi sogni sembrano più raggiungibili e realizzabili".

E ora, dopo la vittoria di Gara 5 contro i Lakers, con la serie ora sul 3-2, Butler vuole dare ancora di più per "realizzare il sogno":

“Stiamo cercando di vincere il titolo e questo è un passo avanti per arrivare dove vogliamo arrivare. Siamo ancora qui."

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