• Andrea Campagnoli

Doc Rivers è l'allenatore che i Sixers stavano aspettando


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Keith Pompey per The Philadelphia Inquirer e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 ottobre 2020.



Doc Rivers, nella giornata di giovedì, ha accettato l’offerta di capo allenatore dei Philadelphia 76ers. Rivers andrà a firmare un contratto di 5 anni e non sarà membro integrante del front office, al contrario di quanto era accaduto con i Los Angeles Clippers.

L’ex allenatore dei New Orleans Pelicans Alvin Gentry potrebbe entrare a far parte dello staff di Doc, anche se attualmente sarebbe in corsa per sedere sulla panchina dei Sacramento Kings, secondo alcuni rumors.

Doc Rivers diventerà l’ottavo allenatore della franchigia dal momento delle dimissioni di Larry Brown dopo la stagione 2002/2003, e prenderà il posto di Brett Brown, esonerato il 24 agosto scorso, dopo 7 stagioni alla guida di Philly.

L'ex Clippers è la scelta giusta per la franchigia?


Sì, Rivers è il tipo di allenatore di cui i 76ers hanno bisogno. Il 58enne nativo di Chicago è stato eletto Coach of the Year nella stagione 199/00 con i suoi Orlando Magic e otto anni dopo ha condotto i Boston Celtics alla conquista del titolo NBA. Molto rispettato nella Lega, è stato una parte fondamentale del percorso di crescita negli ultimi anni dei Clippers, malgrado la brutta conclusione del percorso nei Playoffs di quest'anno.


Nel corso della sua lunga carriera, Rivers ha collezionato un record di 943 vittorie 681 sconfitte in Regular Season, tra Orlando, Boston e Los Angeles. Con altre due vittorie sorpasserà Bill Fitch nella classifica degli allenatori più vincenti della storia NBA, raggiungendo il decimo posto di questo prestigiosissimo ranking.


Con i Clippers ha avuto un record di 356-206: con la percentuale di vittoria (.631) più alta della storia della franchigia.

Stiamo parlando di un allenatore straordinario e di futuro Hall Of Fame Coach. Ha fatto un lavoro incredibile in ogni franchigia dove ha allenato. È un leader mostruoso e sono rimasto onestamente stupito dal fatto che i Clippers lo abbiano esonerato.” (Mark Jackson, analyst di ESPN ed ex allenatore di Golden State)

I Sixers sembravano solo aspettare che un allenatore del calibro di Doc potesse essere disponibile. Hanno cominciato la scorsa stagione tra le squadre più accreditate a Est per raggiungere le NBA Finals, ma hanno chiuso la Regular Season con un orribile sesto posto nella Conference, venendo poi sconfitti 4-0 dai Celtics nel primo turno dei Playoffs.

Quello che verrà chiesto a Rivers è di fare in modo che i giocatori, e soprattutto le due superstar Joel Embiid e Ben Simmons, possano riuscire a giocare bene insieme, e che tornino ad avere stimoli. Quegli stimoli che, alla fine della gestione Brown, sembravano essere del tutto scomparsi. Doc ha accettato la sfida.


Rivers a Philadelphia potrà riabbracciare l'ex Clippers Tobias Harris. Un giocatore che, sotto la sua gestione, probabilmente ha giocato a LA il miglior basket della sua carriera. Basti pensare che, prima di essere scambiato coi Sixers nel febbraio 2019, viaggiava ad una media di 20.9 punti a partita, tirando con il 43.4% da tre punti. Harris è perfetto per il gioco basato sui pick&roll di Doc.


I Clippers sono riusciti ad acquisire Rivers nel giugno 2013 in seguito a una trade con i Celtics, in cambio di una prima scelta non protetta al Draft del 2015. Durante la sua prima stagione, in cui era anche Vice President of Basketball Operations, fu in grado di condurre la franchigia ad un record di 57 vittorie e al terzo posto nella Western Conference. La sua impresa più riuscita, però, fu senza ombra di dubbio quella di mantenere la squadra unita dopo lo scandalo razzista che investì il proprietario Donald Sterling durante il primo turno dei Playoffs della stagione 2014.

Dopo la prima annata, venne poi promosso come President of Basketball Operations nel giugno 2014, posizione che continuò ad occupare fino all’agosto 2017.

Dopo non aver rispettato le aspettative in questa stagione, Doc e i Clippers hanno preso strade diverse.


La franchigia di Los Angeles era una delle/la favorita a Ovest per raggiungere le NBA Finals, avendo acquisito Kawhi Leonard e Paul George durante l’estate scorsa. Come sapete, però, dopo essere stati in vantaggio per 3-1 contro i Nuggets, sono riusciti ad essere sconfitti. Ed è proprio questa la grande critica che è stata spesso mossa a Rivers in questi anni: la sua inconsistenza nella post season. Doc ha un record di 3-8 nelle partite che contano davvero, quelle da dentro o fuori, ed è l'unico coach ad aver subito più di una volta una rimonta da 3-1 nei Playoffs. L'ultima, nella bubble, è stata fatale.

Ora Doc Rivers ha legato il proprio futuro a Philadelphia, sua quarta squadra NBA, con un contratto di cinque anni. E tornerà dopo sette stagioni a contendere lo scettro della Eastern Conference, che ha già vinto due volte (2008, 2010) con i Celtics.