• Alessandro Di Marzo

Draft 2020: Pokusevski sarà il prossimo unicorno in NBA?


FOTO: Turkish Airlines EuroLeague

Questo articolo, scritto da Brandon Jefferson per The Basketball Writers e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 aprile 2020.

Nell'era moderna del basket si stanno cercando sempre maggiormente giocatori tecnicamente più abili possibile, e prima di inserirli in determinati ruoli secondo l'altezza, viene prima effettuata l'analisi delle capacità di dribbling, passaggio e tiro: lo scopo delle squadre, oggi, è quello di avere in campo 5 giocatori capaci di svolgere il maggior numero di cose.


Con questa nuova visione, in questi anni abbiamo visto lunghi avventurarsi lontano da canestro, trascurando completamente il gioco in post al fine di risultare incisivi dal perimetro. Alcuni esempi sono quelli di Kevin Durant, un gigante di 208 centimetri con le doti di una guardia, Kristaps Porzingis (222.5 centimetri), ormai diventato un giocatore 3&D, e Nikola Jokic, che nonostante il suo ingombrante peso è il playmaker de facto dei Denver Nuggets. Un'altro lungo incredibilmente versatile, ovviamente, è Giannis Antetokounmpo: il greco pecca ancora nel tiro dalla lunga distanza, ma è sulla strada giusta per migliorare e, per il resto, fa davvero qualunque cosa per i suoi Bucks, incluso giocare in 1 contro 1 in attacco e poi difendere sui centri.


Questa classe di "unicorni" potrebbe espandersi, se al prossimo draft venisse selezionato il serbo Aleksej Pokusevski: parliamo infatti di un ragazzo di 213 centimetri di 91 chilogrammi di peso lontano dalle tradizionali concezioni di lungo. Capace di tirare dall'arco, anche dal palleggio, è un buon rimbalzista e ha la tipica visione di gioco di una guardia. Oltre a ciò, è abile anche in difesa, sia sul perimetro che nel pitturato, ed è in grado di giocare in post.


Il momento in cui è esploso il suo nome corrisponde ai Campionati Europei FIBA Under 18, disputati l'anno scorso, dove è stato determinante per far finire la sua Nazionale al primo posto nel Gruppo A del girone preliminare: qui, in tre partite, è stato infatti due volte il miglior assistman dei suoi, grazie ai 6 assist nelle partite contro Gran Bretagna e Turchia.



Alla fine, la Serbia ha perso inaspettatamente contro la Lituania agli ottavi di finale. Pokusevski ha comunque fornito buone prestazioni, con media di 10.3 punti, 7.6 rimbalzi, 4 assist, 4.1 stoppate e 2.6 palle rubate a gara. Già a partire da questi numeri, possiamo capire in maniera evidente che potrebbe possedere il giusto QI cestistico e la versatilità per competere nella migliore Lega di pallacanestro del mondo.


Fin dal 2015, Pokusevski è stato nei piani dell'Olympiacos, che l'ha poi ingaggiato nel 2017 come membro dell'Olympiacos B. La sua prima presenza in Eurolega è avvenuta lo scorso marzo: a soli 17 anni, è diventato il giocatore più giovane della storia della squadra greca a mettere piede in una partita della maggiore competizione cestistica europea. Ha giocato pochissimo, per un solo minuto, ma ha comunque messo a referto 1 punto, 2 rimbalzi e 1 assist.


Come la maggior parte dei prospetti europei, Pokulevski non ha ancora ottenuto un minutaggio elevato in prima squadra, ma sta comunque crescendo in uno dei migliori ambienti del panorama cestistico europeo in termini di coaching e player development. E questo lo si nota osservando il suo gioco: è un grande rimbalzista (11.5 rimbalzi per 36 minuti), ottimo ball handler (2.6/1.8 di turnover ratio) e un affidabile tiratore dalla lunetta (77.3% ai liberi).


Il ragazzo, originario del Kosovo, compirà 19 anni il prossimo dicembre, quindi sembra esagerato etichettarlo subito come prospetto NBA. Ciononostante possiede abilità che, se il prossimo anno giocherà maggiormente, potrebbero essere molto richieste.


Il suo tallone d'Achille? I numeri al tiro. Se si guardano alcuni suoi filmati, tutto sembrerebbe girare alla grande: punto di rilascio alto, ginocchia flesse ancor prima di ricevere per essere il più pronto possibile e movimento che appare molto fluido.



Le sue percentuali, però, non dicono lo stesso: tira infatti con il 37.5% dal campo e con il 30.6% da 3. Dal perimetro opera molto (4.5 dei suoi 8.6 tiri a partita arrivano da oltre l'arco), questo è vero, ma è probabile che le sue tendenze non cambino una volta sbarcato in America.


Un giocatore a cui potrebbe assomigliare è Nicolò Melli, che sta vivendo la sua stagione da rookie negli States. Si sta dimostrando un pezzo importante per la scalata verso l'ottavo posto dei Pelicans, specialmente grazie alla sua abilità di allargare il campo accanto a Zion Williamson, mossa che rende New Orleans una squadra più difficile da difendere.


Pokusevski è 7 centimetri più alto, 11 anni più giovane e più magro di 14 chilogrammi rispetto a Melli. Nel peggiore dei casi, potrebbe trovarsi a giocare da stretch five dalla panchina per una squadra da Playoffs tra qualche anno. Prima, per lui, si potrebbe anche prospettare un ulteriore periodo in Europa prima del salto in NBA, oppure un passaggio dalla G League per fargli accumulare un po' di minuti ed esperienza.

Insomma, ogni squadra esclusa dalla lottery potrebbe iniziare a prenderlo in considerazione.


In ipotetici scenari migliori, il teenager serbo potrebbe migliorare il fisico e il suo tiro dalla distanza ed entrare direttamente nelle rotazioni NBA. Ulteriore forza fisica, inoltre, potrebbe anche aiutarlo a migliorare difensivamente. Con tutti questi eventuali miglioramenti, potrebbe andare a somigliare a giocatori del calibro di Brook Lopez in questi suoi anni ai Bucks.


E' difficile pensare che ognuno dei 60 giocatori scelti nei draft possa avere una lunga carriera nella Lega, ma Pokusevski sembra arrivare nel momento giusto: ora allenatori e general manager, infatti, tendono a lasciare maggiori libertà ai giocatori, sperando che questo aiuti a far esprimere al meglio le loro potenzialità rispetto a un trattamento che prevedrebbe una classificazione più rigida in base al ruolo e all'altezza.


Pokusesvki si è rivelato un cestista versatile e in grande sviluppo negli ultimi anni, e se capiterà nell'ambiente giusto potrebbe avere buone chance di diventare davvero un ottimo giocatore.


Molti avranno sentito il suo nome per la prima volta oggi, ma stiamo certi che questa non sarà l'ultima.






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