• Jacopo Di Francesco

Eyes on the prize: come si muoveranno le contender alla deadline

La storia recente insegna come in questo periodo si sono fatte scelte poi considerate geniali a giugno. Analizziamo le possibilità.




It’s a sellers market. Strano negli States, strano anche nella NBA. Ma con la pandemia l’ordine di praticamente tutti i proprietari è quello di evitare la luxury tax più dei luoghi affollati. E soprattutto, anche considerando la prossima free agent class, c’è poco da vedere, circolare.


Insomma, muovere picks e pareggiare con estrema accuratezza ogni salario è difficile, perciò un executive anonimo ha dichiarato ad ESPN che si aspetta una trade deadline piuttosto noiosa. E qui entrano in gioco i Brooklyn Nets: da anni non c’erano così tante squadre legittimate a pensare alle Finals, ma loro hanno alzato l’asticella, e andare all-in, o quasi, potrebbe essere obbligatorio per molti.


Non per i Milwaukee Bucks, che mantenendo le promesse fatte qualche mese fa a Giannis Antetokounmbo, si sono assicurati da una settimana quello che forse era il pezzo più pregiato sul tavolo di metà stagione in PJ Tucker. Così facendo, hanno portato nel Wisconsin, oltre all’esperienza delle sue 36 primavere, un’alternativa a Brook Lopez per poter cambiare letteralmente su ogni blocco.


Vediamo adesso le altre come potrebbero avere intenzione di muoversi e qual è il loro bisogno più impellente.



Los Angeles Clippers: combo guard


Possibile trade: Lou Williams, Terrance Mann e 2nd rd pick a OKC per George Hill


I Clippers sono 11-11 dal primo febbraio e soltanto sesti nella Lega per net rating. Non erano queste le aspettative quando Jerry West ha sostituito Doc Rivers con Tyronn Lue, e in un Ovest non dominante come nell'ultimo decennio ma comunque temibile, i Blazers - sesti - sono a meno di tre vittorie di distanza.


Tuttavia la sponda rossoblu di LA ha già speso quasi tutto il suo draft capital, senza risolvere dei problemi difensivi impensabili per una squadra che conta, oltre agli All-Star Leonard e George, anche Beverley e Ibaka.


FOTO: ESPN


Inoltre, è da parecchio che vengono accostati a praticamente qualsiasi playmaker che sembri potersi trasferire. Ovviamente, come anche riportato da The Athletic, hanno provato a buttarsi nella mischia insieme a Hawks e Bulls per Lonzo Ball, ammesso che New Orleans sia così propensa a muoverlo. Il punto è che la pick n.2 del 2017 sta avendo una grande stagione, con 14 punti, 6 rimbalzi e 6 assist di media in 33 minuti, con 3 triple prese al 38% per partita.


Se la sua difesa, la sua visione e la sua encomiabile capacità di incidere senza uno usage ingombrante non sono mai stati in dubbio, ora pare non essere neanche in dubbio che da restricted free agent in estate chiederà qualcosa nella zona dei 20 milioni annui. Troppo per i Clippers, un investimento praticamente obbligato per Hawks e Bulls, una situazione complessa per i Pelicans che devono capire come e soprattutto quando dare contesto a Ingram e Williamson.


Un'alternativa a basso costo e con un buon upside nell'immediato è George Hill. E' chiaramente fuori posto a OKC, è stato in una situazione simile a quella che troverebbe - ali dominanti nei giochi - a Indianapolis proprio con George, e sarebbe un importante upgrade difensivo da Lou Williams. I Clips non sono mai sembrati troppo interessati, ma letteralmente non c'è altro.


OKC, dal canto suo, sarebbe felice con un two-way prospect come Mann, un'altra (sic!) pick e un giocatore di certo ambito e nel peggiore dei casi eleggibile per un buyout. Sam Presti, insomma, aggiungerebbe un'altra tacca alla sua cintura delle rapine, perché come vedremo per il prodotto di Purdue potrebbe esserci la fila.



Los Angeles Lakers: un buyout, e subito


Restando sempre dove vivono le stelle, sulla sponda gialloviola di draft capital proprio non ce n'è, e se si dovranno affrontare almeno altre 10 partite senza Davis e LeBron, si registrano anche le possibili partenze (via Woj) di Kentavious Caldwell-Pope e Talen Horton-Tucker che stanno vivendo una stagione simile:


Caldwell-Pope: 8.4 PPG, 2.4 RPG, 1.4 APG in 26.1 MPG (39 partite)

Horton-Tucker: 8.1 PPG, 2.7 RPG, 2.3 APG in 18.3 MPG (39 partite)


Tuttavia, ad oggi non si è registrato alcun interesse. L'intera Lega "crede", secondo un executive anonimo, che non ci sarà storia nella corsa a Andre Drummond, per il quale i Cavs gradirebbero lo stesso che hanno speso per averlo, ovvero una pick al secondo giro. Ma con $28M da pareggiare, pare molto difficile una trade.


FOTO: Bleacher Report

Questo interesse è dato anche dall'esperimento - fallito - di Marc Gasol in quintetto, ma soprattutto pare che lo stesso prodotto di Connecticut abbia serie intenzioni di spostarsi in California, anche se ciò dovesse accadere firmando un minimo salariale.


Sarà l'andamento delle prossime 24 ore a determinare quali giocatori saranno disponibili per Rob Pelinka dopo un buyout.



Denver Nuggets: profondità tra le ali


Possibile trade: Gary Harris, Zeke Nnaji, 2021 1st pick ad Orlando per Aaron Gordon


Chiudiamo l'analisi delle contender dell'Ovest con la squadra di Mike Malone. In teoria sembra tutto apparecchiato, perché di questi tempi una delle poche certezze è che i Magic andranno verso una soft rebuild, ed era anche ora. Sembra legittimo presumere che per Gordon un giovane che ha dimostrato di poter uscire dalla panchina, un salario compatibile nonché in scadenza e una pick al primo giro siano un prezzo giusto. Eppure, per il Denver Post, ad oggi questa trade non è probabile.


FOTO: The Denver Post

Per Denver avrebbe perfettamente senso: Micheal Porter Jr avrebbe di certo vita più facile da 3, si ritroverebbe quella difesa 1vs1 persa con la partenza di Jerami Grant e aggiungerebbe profondità in modo importante potendo usare Millsap da backup di Jokic, rendendo molto più complesso l'assunto di subire un parziale con la propria stella seduta. Il prezzo anche è affrontabile, il front office del Colorado continua a pescare bene in basso al draft e non ha ipotecato troppe scelte, ad oggi.


Comunque, sul prodotto di Arizona, c'è forte anche Boston, con Ainge che pare disposto ad inserire anche Marcus Smart in un pacchetto per il suddetto ed Evan Fournier.



Brooklyn Nets: role players


Possibili trade:

- Spencer Dinwiddie a Memphis per Dillon Brooks e la 2nd rd del 2022

- Spencer Dinwiddie a Toronto per Norman Powell


Il trasferimento di un pupillo come Dinwiddie è un infimo prezzo da pagare per quei tre, e i tifosi dei Nets sono ben consapevoli che l'anno prossimo, quando tornerà dall'infortunio, non ci sarà modo di rifirmarlo. Tanto vale quindi recuperare ora qualche asset per un giocatore molto ben visto, all'unica condizione di non prendere extra salary, quale che sia la transazione.


FOTO: NBA.com

Entrambe quelle paventate sono idee molto utili per Steve Nash. Dillon Brooks è un difensore versatile e connette con 38.5% dall'arco da ormai due stagioni in situazioni di catch&shoot; mentre Norman Powell con i Raptors sta silenziosamente mettendo insieme un career year con dei numeri impressionanti: 20 a partita con il 49.6% da due, 44.4% da tre e 87.2% dalla lunetta. Questa forse è la più probabile, se consideriamo che ri-firmando Dinwiddie i Raptors si assicurerebbero i Bird rights su di lui.



Miami Heat: veterano


Possibile trade: Goran Dragic, Kelly Olynyk, Duncan Robinson a Toronto per Kyle Lowry.

In caso di buyout, favoriti per LaMarcus Aldridge.


Non è stata finora, per molteplici ragioni, una stagione facile per Spoelstra e Miami. Eppure sono in zona Playoffs ed hanno un calendario favorevole per salire ulteriormente e provare a replicare la cavalcata dell'anno scorso, che chissà come si sarebbe conclusa con Dragic e Adebayo in salute.


Se lo sloveno è sul trade block, lo si deve all'estremo rispetto che nutrono per lui gli executives, al suo contratto annuale e alle sue 34 primavere; le stesse di Kyle Lowry, che rispetto a lui dà una mano importante in più sul lato difensivo non perdendo in produzione offensiva e creazione di gioco, oltre ad un pedigree da campione NBA.


Occhio però, perché il figlio di Philadelphia (arrivo, sixersfans) se scambiato chiederà sicuramente un'estensione contrattuale, anche se non sulle cifre altissime che percepisce oggi.


FOTO: NBA.com

C'è, secondo quanto riportato da ClutchPoints, un 'growing sense' da parte delle squadre non coinvolte che Riley finirà col prendere uno tra Lowry e Victor Oladipo - servirebbero altre picks per l'ex Pacers - e LaMarcus Aldridge, per il quale sono considerati gli assoluti favoriti in caso di buyout. Non difficile da capire il perché, visto come Spoelstra possa contare sui soli Adebayo e Olynyk come lunghi veri, e visto come basti guardare una partita dell'anno scorso di LMA per capire quanto ancora possa incidere.


Come alternativa in regia, dopo il report di ieri del solito Woj, va monitorata la situazione di Malcolm Brogdon: Indiana, dopo una buona stagione l'anno scorso, sta facendo fatica a rimanere in scia per il play-in, e l'impressione è che ad esclusione di LeVert e Sabonis, tutti siano scambiabili per dare a questi ultimi un contesto più adatto.


Brogdon è un'alternativa valida anche per i Clippers, che potrebbero mandare in Indiana oltre alla suddetta pick anche il contratto di Beverley e un valido tiratore come Luke Kennard.



Philadelphia 76ers: (altri) tiratori


Possibile trade: Mike Scott e la 2nd rd del 2021 a Sacramento per Nemanja Bjelica


La Moreyball sembra funzionare nella città dell'amore fraterno, con le aggiunte di Seth Curry e Danny Green, ed anche grazie all'irreale 42% di Joel Embiid - che tornando bene (e presto) dall'infortunio potrebbe davvero sfruttare l'assenza di James e puntare all'MVP.


E' facile pensare a Nemanja Bjelica, che ai Kings fa panchina per favorire la crescita (?) di Marvin Bagley, eppure fa registrare 11 a partita col 41% dalla lunga distanza. Costa poco, come costerebbe poco portare come spark dalla panca dalla Florida Evan Fournier, idea che rimbalza da qualche giorno e concretizzabile fondamentalmente con una pick.


FOTO: NBA.com

In ogni caso, nell'opinione di chi scrive, l'opzione più giusta e realizzabile è quella di un trionfale homecoming di Kyle Lowry, che in altri tempi avrebbe attirato nelle prime file Will Smith, Kevin Hart e Meek Mill. Non dovesse andare a buon fine, anche qui le alternative sono Hill e Brogdon.


Tuttavia rumor has it che Morey sia disposto a spedire Tyrese Maxey in Canada, mentre è meno convinto dall'idea di inserire Mathysse Thybulle, che invece rappresenta esattamente tutto ciò che i Raptors di Ujiri hanno sempre cercato in un giocatore.



Dal punto di vista tecnico, per Phila questa trade ha davvero troppo senso: Simmons potrà concentrarsi nel marcare le ali avversarie, ci sarebbe un ulteriore tiratore senza perdere niente in termini di difesa sulle guardie, e soprattutto ci sarebbe un'arma importante a metà campo anche in isolamento, insieme al solo Tobias Harris - laddove l'intenzione è non diventare monodimensional col post-up di Embiid. E ancora, l'emergente Shake Milton riceverebbe di certo meno attenzioni dalle altre difese.


Odisseo, tornato a Itaca, aveva visto tutto, anzi troppo, e aveva appagato letteralemente ogni desiderio. Ora, ogni classicista è libero di querelarmi, ma da Villanova a Houston passando per Memphis, poi Toronto, la gloria e ora Tampa, con Siakam multato per aver urlato in favore di telecamera verso Nurse. Se questa non è un'Odissea è comunque un bel viaggio e una delle - trascurabili - differenze tra Itaca e Philadelphia è che al posto dei proci potrebbe esserci un'estensione per vincere in quattro, avendo fallito nel diventare tre con Harden. Dopo aver visto cos'è successo con gli Eagles tre anni fa, è incredibile pensare a cosa potrebbe succedere lì in caso di titolo.