• Teal & Purple

Forbidden Colours



Questo articolo, a cura di Igor Ferri e Matteo Vezzelli, è stato realizzato dalla community Teal & Purple per Around the Game.



L'incertezza volteggiava già come un famelico avvoltoio sulla skyline di Charlotte, che di tanto in tanto si accendeva di viola e di turchese nella notte. Una delle luci più alte però si è spenta: LaMelo Ball sembra debba rimanere fuori tutta la stagione per una rottura al polso destro, così spietatamente la risonanza magnetica ha scansionato sia la frattura occorsa a Ball sia quella sulle speranze di raggiungere la post-season.


Per ora gli Hornets sono ancora tra il novero delle squadre partecipanti ai Playoffs, e una parte del merito la si deve a Ball. Ma prima di analizzare gli aspetti tecnici e qualitativi che hanno permesso a Charlotte di rimanere - impensabilmente per gli analisti – in scia-Playoffs.


I giocatori stanno probabilmente spremendo il loro massimo dal punto di vista psicologico, vincendo tutte le partite alla portata in crunch time. Per puntare ai PO, però, i Calabroni devono migliorare nella lasciva difesa (il gioca e lascia giocare di Borrego è deleterio) - sono terzi, al momento, per assist sfornati a partita con 27.1 e 30esimi per quanto riguarda quelli concessi (28.2).


Gli Hornets andrebbero aiutati con un innesto, ma lo vedremo alla fine...



La gestione delle energie


Se la partecipazione ai PO oggi è ancora fortemente in dubbio, prevedibile è invece la filosofia di James Borrego e del suo staff quando parliamo di impegno e carico di lavoro.


Il Covid-19 ha atomizzato i vecchi concetti, scombinando gli schemi assunti sino a oggi come metodologia per migliorare le prestazioni degli atleti. Con i giocatori che due volte al giorno (la mattina presto e alla sera) sono obbligati a stravolgere il loro normale iter per sottoporsi ai test rilevatori del virus allo Spectrum Center e una stagione che da condensata diventerà invivibile (37 partite in 67 giorni per i Calabroni, virus permettendo, nella seconda parte di calendario), coach Borrego ha rielaborato le strategie per sopravvivere. Pare che né il datore di lavoro né il General Manager abbiano da obiettare.


Borrego ha capito come tutto ciò si sia aggiunto all'usura fisica e mentale, quindi ha deciso di rielaborare le routine. Gli imenotteri sono passati gradatamente a un ritmo ridotto durante il viaggio di sei partite contro team della Western Conference: sui quattro giorni di riposo, in tre sono stati cancellati gli allenamenti formali (comprese le sessioni di tiro) riservati solo su base volontaria ai giocatori fuori dalle rotazioni. PJ Washington, Cody Zeller e Devonte' Graham sono rimasti fuori per alcune partite nel road trip, e i Calabroni sono arrivati consumati fisicamente a livello di rotazioni.


Le visioni dei video per preparare la partita sono state tagliate su suggerimento dello staff. “Non possiamo visionare video della durata di un'ora. È semplicemente troppo per i ragazzi in questo momento. C'è una fatica mentale, una fatica fisica, non solo per noi, ma per tutte le persone coinvolte in pandemia.”


Insomma, l'entourage degli Hornets ha fatto proprio il motto “Mens sana in corpore sano”, va da sé che Borrego non cambierà le cose in corsa per scaricare la difesa a zona o inserire nuovi concetti all'offensiva di Charlotte. “Voglio che questi ragazzi crescano e si sviluppino, ma la finestra per far questo non è la parte restante della stagione. Non cercherò di aggiungere altro (al playbook). Faremo ciò che facciamo: essere ciò che siamo”. Perfezionare l'esistente, quindi, sarà il credo di Borrego nella seconda parte della stagione.


FOTO: NBA.com

Il tremendo calendario degli Hornets e l'inesperienza della giovane green line (attualmente quello dei teal & purple è il terzo roster più giovane di tutta la NBA) potrebbero giocare a sfavore della squadra, ma Borrego sotto questo aspetto si affiderà a un verde più scuro e deciso - quello degli ex Celtics, Gordon Hayward e Terry Rozier - per portare a casa, dopo cinque anni, una partecipazione ai Playoffs.


Il coach immagina anche di dare una rotazione più profonda per non consumare i giocatori chiave, anche perché diversi elementi della panchina si stanno dimostrando all'altezza. "Non posso usare otto uomini a notte. Dovrò girare con nove costantemente e alcune notti anche con dieci". Per il resto il coach sta cercando di svolgere il suo ruolo in chiave psicologica: “Sii presente in quelle due ore (alludendo a una partita, NdR). Dai il meglio di te. Rimani concentrato. Fai il tuo lavoro".


L'instabilità e la poca solidità di Charlotte saranno i lati negativi della squadra, ma i Calabroni hanno mostrato nelle ultime sette partite in crunch time di poter trascinare dalla loro parte qualsiasi gara finisca punto-a-punto contro avversarie alla portata. Comprese quelle considerate impossibili da rimontare (Miami, Golden State e Sacramento), grazie alla loro determinazione e al coinvolgimento del gruppo.


"Devo essere consapevole del fatto d'avere una squadra molto giovane che sta per essere messa alla prova", ha detto il coach che chiosa: "Chiedere di più a se stessi, chiedetevi di più l'un l'altro."



Il campo


Addentrandoci nella parte più tecnica, c'è da dire che la stagione degli Hornets è iniziata con curiosità e aspettative legate soprattutto all'introduzione nel roster del ciclone-Ball, ma anche con tanti punti interrogativi.


Il sistema di gioco deciso e voluto da Borrego è stato da subito poco assimilato e "riprodotto" dal giovane roster, sia per la poca duttilità di alcuni elementi fuori ruolo, sia per la poca propensione al sacrificio (da parte di alcuni elementi) - elementi indispensabili sui quali la small ball si basa. Ciò, inizialmente, ha portato a prestazioni altalenanti. Le serate più disastrose non sono mancate e molti tifosi, non soddisfatti, hanno chiesto invano il cambio della guida tecnica. Con il passare del tempo, dopo una ventina di partite, sono finalmente arrivati i primi sorrisi e i primi complimenti.


Questi Hornets hanno svoltato, tanto da affacciarsi a 38 partite con un record positivo (20-18), a poco più di metà stagione. Cosa che non accadeva dai tempi di Belinelli...


Impensabilmente, sono cadute squadre illustri sotto i bombardamenti di Rozier & Co, tanto da agguantare la testa della Division prima di vedersi superare dai più equipaggiati Heat e dai nuovi Hawks, che con il cambio del coach hanno messo in fila ben otto vittorie.


La post-season, per gli Hornets, non pareva essere un'utopia. A cosa è stato dovuto questo cambio repentino di rotta? Come ha fatto in così poco tempo coach Borrego a risolvere e a rimediare agli evidenti problemi di gioco e roster? Proviamo a scoprirlo.


Charlotte – non ne fa mistero - ha nel tiro dalla lunga distanza il suo fulcro di gioco. Tutti i movimenti offensivi portano a cercare un tiratore da dietro l'arco, il che permette di "aprire" la difesa, ma allo stesso tempo dà minori garanzie di successo, anche perché non sempre questi tiri vengono presi con un reale vantaggio. Conseguenza di questo abuso è il non utilizzo del gioco interno, salvo qualche P&R, che comunque portano spesso a un tiro dalla lunga distanza.


Tutto questo rendeva l'attacco abbastanza prevedibile. Ci sarebbe voluta la variabile impazzita, quel valore che enfatizzasse l'aspetto principe del gioco moderno della maggior parte dei team NBA. Vediamo qualcosa su questa “variabile”.



Azione piuttosto semplice, ma efficace. Ball passa la metà campo minacciando in corsa il pitturato e attraendo ipnoticamente tutta la difesa dei Suns, che perde così Brigdes in back-door per l'alley-oop, che esalta le qualità atletiche dell'uno e quelle di passatore della point guard.



Buona difesa Hornets, che recupera palla nel pitturato e corre, aprendo il campo. Anche se la transizione non si concretizza subito, dal ribaltamento di Bridges, Ball fa saltare il difensore, attaccandolo dopo una finta: la difesa collassa di quel tanto che serve agli Hornets per crearsi quel vantaggio sempre maggiore derivante dall'extra-pass di Hayward per la tripla di Bridges.



LaMelo gioca un P&R con Biyombo, "obbligando" i difensori ad una scelta forzata che consiste nel cambio del lungo sul piccolo. Questa volta, invece di aprire nuovamente il gioco, Ball prende la responsabilità: crossover, cambio di velocità che Ayton – troppo lento - non può tenere e jam a mostrare come sappia attaccare anche verticalmente.



Motion offense con Ball che dapprima serve Rozier, poi, grazie a un blocco flare (detto anche Iverson cut), crea un vantaggio andando ad attaccare la linea di fondo e obbligando la difesa dei Pistons a chiudere all'interno. Il passaggio drive and kick in uscita per PJ è sfruttato dallo stesso con un hand-off per Rozier, che usa il vantaggio per per segnare una tripla (con fallo).



Situazione di doppio blocco (stagger) per Malik Monk, bravo a leggere il raddoppio e a servire in ala il liberissimo Cody Martin, che aprendosi prende un tiro aperto - anche grazie a PJ Washington che, andando ad attaccare verticalmente lo spazio, impegna l'ultimo difensore Pistons rimasto nella zona.

Come si evince dalla maggior parte dei contenuti video, LaMelo è diventato cervello e braccio armato di questa squadra. Dalle sue mani passava la maggior parte delle iniziative dei Calabroni.


La duttilità di LaMelo ha permesso a coach Borrego di rendere più fluido l'attacco togliendo responsabilità a Hayward e Rozier (il secondo sta vivendo la miglior stagione in carriera, tirando con il 41.9% da tre punti), enfatizzando di riflesso i loro punti di forza e facendoli arrivari più integri nei finali di partita. Brigdes, Biyombo e tutto il reparto lunghi, da sempre il tallone d'Achille della squadra, ha iniziato a respirare e a trovare canestri facili grazie al numero 2.


Il terzogenito baskettaro della famiglia Ball, però, tremendo infortunio a parte, non poteva e non doveva essere l'unica soluzione a tutti i problemi di Charlotte.


Graham, retrocesso in panchina, stava dando una buona mano soprattutto specializzandosi con assist e tiri da oltre l'arco, e unendosi ai maggiori “clutcher” della squadra. Devonte' era dato come possibile partente, ma adesso dovrebbe riprendere il suo posto in quintetto. E per aspirare a mantenere buoni risultati anche senza LaMelo, servirà quel Devonte' che l'anno scorso stupì tutti sostituendo Kemba Walker e risultando tra i giocatori più migliorati della stagione.


Se in questo articolo abbiamo sviluppato i punti a favore dei Calabroni (principalmente offensivi), la difesa rimane l'irrisolvibile arcano. Gli Hornets hanno concesso a diverse squadre il record di franchigia in numero di triple realizzate in una partita, quest'anno. Come sistemare la difesa sul perimetro non lo sa nemmeno coach Borrego, e dalle sue parole sembrerebbe non ci sia particolare intenzione a modificare qualcosa.



Mercato e scenari


Ovviamente la perdita di Ball potrebbe essere il colpo del KO per una squadra già oltre i propri limiti.


Senza LaMelo gli Hornets perdono una media di 15.9 punti, 5.9 rimbalzi, 6.1 assist e 1.6 palle recuperate (settimo nella NBA) di media. Tra i rookie, Ball è al primo posto negli assist e nelle palle rubate, secondo nello score e nei rimbalzi. Da quando ha iniziato a giocare in quintetto il primo febbraio, a Miami, ha una media di 19.5 punti, 5.8 rimbalzi, 6.2 assist e 1.7 rubate nelle in 21 partite giocate, con il 46.4% dal campo e il 42.6% da tre punti.


Sarà difficile sostituire Ball (Rookie of the Month della Eastern Conference a gennaio e febbraio) per gli Hornets, che hanno vissuto pericolosamente senza un centro di peso sino a oggi. La totale assenza di una figura di spicco sotto le plance non permette ai Calabroni di poter competere ad alti livelli equilibrando una squadra che avrebbe dannatamente bisogno di più difesa per non sprecare l'attacco.


Il mercato è ormai agli sgoccioli e i nomi ipotizzati nei trade rumors - Collins, Drummond, Turner, Vucevic, Aldridge - sono sempre lì. Nel leggere tra le righe le dichiarazioni dell'allenatore - “alleno ciò che ho davanti”, sostenendo che sia Mitch Kupchak a occuparsi del mercato - fuoriesce, però, una sensazione: quest'anno si finirà la stagione con lo stesso roster.


Se così fosse, sarebbe auspicabile lanciare finalmente Carey Jr, ma è assodato che prima possibile il GM Kupchak dovrà andare a riempire quello che da anni è rimasto un vuoto enorme nella posizione di centro. La stagione degli Hornets viaggia però su doppi binari con scambio: sviluppare i giovani cresciuti in casa e provare ad agguantare i PO, oppure, a questo punto, tankare morbidamente senza Ball?


Per i fan che da quasi cinque anni attendono un'apparizione ai Playoffs e per lo sforzo di una squadra che lo meriterebbe, sarebbe un peccato non reperire immediatamente un buon centro. Considerato anche che il contratto da oltre 15 milioni di Zeller probabilmente non sarà rinnovato, e che Graham e Monk sono pronti a batter cassa e quindi in possibile uscita gratuita a fine stagione, si potrebbe pensare di anticipare il futuro.


L'agorafobia oggi è di casa a Charlotte. Con uno scenario presente mutato dall'infortunio di LaMelo, c'è da prendere una direzione: il ristretto tempo per muoversi è adesso.