• Alessandro Di Marzo

I punti chiave della prossima free agency dei Bulls

La stagione non è ancora terminata, ma il front office di Chicago deve già prepararsi per lavorare tanto (e bene) nella prossima offseason.

FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Ryan Borja per Chicago Bulls Confidential e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 26 aprile 2021.



Prima della trade deadline del 25 marzo, i Chicago Bulls hanno compiuto una grande mossa, ottenendo Nikola Vucevic dagli Orlando Magic. Nello scambio per ottenere il montenegrino, che ha ancora 2 anni di contratto, Chicago ha sacrificato Wendell Carter Jr, Otto Porter Jr e 2 scelte al primo giro, quasi condannandosi a dover costruire un progetto vincente il più presto possibile.


Oggi poco di tutto ciò sembra aver avuto inizio, e per realizzare qualcosa di grande servirà modellare un roster che, al momento, appare in grande difficoltà, dato che nemmeno il Play-In sembra un obiettivo facilmente raggiungibile...


Iniziamo prendendo in considerazione la situazione salariale della franchigia rispetto alla prossima offseason.


Giocatori sotto contratto (garantito):

Zach LaVine, Nikola Vucevic, Patrick Williams, Coby White, Troy Brown Jr, Al-Farouq Aminu (player option), Ryan Arcidiacono (team option).

Giocatori sotto contratto (non totalmente garantito):

Thaddeus Young ($6M garantiti), Tomas Satoransky ($5M garantiti).


RFA (Restricted Free Agent):

Lauri Markkanen, Javonte Green, Adam Mokoka, Devon Dotson (two-way contract).


UFA (Unrestricted Free Agent):

Cristiano Felicio, Daniel Theis, Denzel Valentine, Garrett Temple.


Giocatori che possono estendere il loro contratto:


  • Zach LaVine: 4 anni a $104.8M. I Bulls potrebbero anche estenderlo per un periodo di tempo maggiore con un max contract del valore di $189M per 5 anni, se questo partisse dal prossimo anno (in cui LaVine è sotto contratto per $19.5M; in questo modo ne percepirebbe $33.7M).

  • Nikola Vucevic: 3 anni a $85.5M da negoziare entro e non oltre l’inizio della prossima Regular Season. Altrimenti, bisognerà aspettare la free agency del 2022.

  • Troy Brown: da negoziare a partire dall’inizio della prossima stagione.

  • Thaddeus Young: se i Bulls renderanno il suo contratto garantito, allora potrà firmare fino a $76.2 milioni per 4 anni. In questo caso, il tempo per decidere è più lungo: potranno accordarsi fino al giorno che precede l’inizio della free agency 2022.

  • Tomas Satoransky: qui la situazione è uguale a quella di Young. Differiscono però le cifre: il massimo che il cieco potrà percepire è di $53.7M per 4 anni.

  • Al-Farouq Aminu: ancora una volta, se accetterà la player option, cambierebbe solo lo stipendio: fino a $54.7M, sempre per 4 anni.


Tutti questi giocatori potrebbero dunque muoversi già tra pochi mesi. Tuttavia, visti i tempi, penso che nessuno firmerà un’estensione coi Bulls quest’estate.

29/7/21 - Draft 2021


Dato che Chicago ha ceduto la propria scelta al primo giro con protezione 1-4, a meno che questa non finisca tra le prime 4 (ad oggi, secondo Tankathon, la possibilità è del 23.5%) la franchigia non sceglierà giocatori entro le prime 30 chiamate.


Con esigue probabilità di scegliere tra le prime, dunque, ragioniamo come se i Bulls potessero disporre solamente di scelte al secondo giro: ne hanno una, ad oggi, ma potrebbero scambiarla con quella di New Orleans se i Pelicans terminassero la stagione con un record migliore. Questo diritto di pick swap è stato acquisito nel 2018, quando Nikola Mirotic è sbarcato in Lousiana. Oggi i Bulls hanno un record peggiore di NOLA, tuttavia la differenza è molto sottile (26-36 i Bulls, 27-35 i Pelicans), dunque bisognerà aspettare la fine della stagione per avere certezze su chi otterrà la scelta più alta. In ogni caso, ci si aggirerà intorno alla 40esima chiamata assoluta.

31/7/21 - Qualifying Offer e Team/Player Option


Altra data importante per il front office, che dovrà decidere se offrire o meno le qualifying offer a Lauri Markkanen e Javonte Green in modo da non renderli unrestricted free agent. Quella del finlandese ha un valore di $9.926.852, mentre quella di Green è più economica: $1.897.476. Ciononostante, credo che solo al primo verrà offerta.


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Passando alle opzioni, sempre entro questa data la squadra dovrà esercitare la team option da $3M di Ryan Arcidiacono. Tuttavia credo che, a meno che non venga utilizzato come asset in sede di trade, il suo contratto verrà fatto scadere.


Per quanto riguarda Aminu, invece, è lui a dover scegliere (team option) se prolungare o meno; e, dato il valore di $10.183.000 dell'opzione, è decisamente improbabile che il prodotto di Wake Forest rifiuti.

1-2/8/21 - Young e Satoransky


Se Chicago non vorrà garantire i contratti dei due, questi dovranno essere tagliati prima dell’1 agosto. Così facendo, i Bulls eviterebbero di pagarli rispettivamente $14M e $10M per il 2021/22. Sono entrambi giocatori importanti per il roster, ma, per puntare a una maggiore flessibilità, almeno uno dei due verrà salutato.


Ecco, dunque, una tabella riassuntiva di quanto detto finora:



Se l’obiettivo sarà disporre di un maggiore spazio salariale, poniamo di almeno $15M, sarà necessario rinunciare ad alcuni Bird Rights, ovvero quei diritti che permettono a una squadra di ri-firmare i giocatori eccedendo i limiti del tetto salariale. In merito a questo, i nomi più quotati sono quelli di Felicio, Valentine, Green e Mokoka. Rinunciare a questi 4 non sarebbe preoccupante, tuttavia i loro $20.7M complessivi non rappresentano una cifra sufficiente per creare un cap space significativo.


Questo può portare alla rinuncia alla team option di Arcidiacono e, soprattuto, alla decisione di compiere mosse molto più dolorose. Ad esempio, come accennato, si dovrà fare il punto su Young e “Sato”: sacrificarne uno, o entrambi?


Tenere Thaddeus è un’opzione, viste anche le sue ottime prestazioni stagionali. Per Satoransky, invece, un’alternativa per non perderlo sarebbe quella accordarsi per pagarlo effettivamente $5M, cifra a lui già garantita, ma “spalmando” i restanti milioni sui prossimi 3 anni, generando $8.4M di spazio, che permetterebbero alla franchigia di andare sotto il cap di ben $13M.

Ed ecco che entra in gioco la questione-Markkanen. Sbarazzandosi del suo cap hold, altri $20.7 milioni verrebbero resi disponibili. Altrimenti, volendo salutarlo, si potrebbe pensare ad una sign-and-trade per ingaggiare un free agent sulla lista dei desideri (ne parleremo a breve).


Sacrificando “solo” il finlandese, i Bulls si troverebbero sotto al cap di $5.8M. Se invece ci fosse un altro addio assieme a quelli esposti in precedenza, ovvero quello di Garrett Temple, lo spazio disponibile andrebbe oltre i $15M. Così agendo, lo spazio disponibile sarebbe considerevolmente utile: permetterebbe, ad esempio, di ri-firmare sia Young che Daniel Theis tramite i Bird Rights e senza troppe difficoltà.

Certo, il front office potrebbe anche decidere di rinunciare a quasi tutti i nomi fatti. Ma così facendo si andrebbero a perdere non solo esuberi, ma anche importanti role player inseriti già piuttosto bene in squadra.

E se si sforasse il cap?

Come ho già spiegato, restare sotto al tetto salariale ha un prezzo, ovvero quello di sacrificare diversi giocatori. Se si decidesse di sforare, si potrebbero utilizzare tutti i Bird Rights, ri-firmando la maggior parte del roster e ritrovandosi con la squadra già più o meno pronta. Anche in questo caso, però, il prezzo sarebbe alto: non poter firmare i free agent.


FOTO: NBA.com

La sfida per i Bulls, dunque, sarà proprio quella di capire quale delle due strade intraprendere. Di certo, un modo per ingaggiare alcuni free agent rifirmando buona parte del roster ci sarebbe: sign-and-trade.


Un esempio? Se i New Orleans Pelicans fossero interessati a Markkanen, i Bulls potrebbero far sbarcare in Illinois Lonzo Ball senza necessitare di ulteriore spazio e senza sacrificare altri giocatori a roster. Non solo: compiendo questa ipotetica mossa, si andrebbe a generare la cosiddetta non-tax paying exception, del valore maggiore rispetto alla room exception di cui si disporrebbe creando spazio salariale ($9.2M contro $4.9M).

Ultime considerazioni utili


- Marko Simonovic: il nome, probabilmente, non vi dirà molto. Si tratta della scelta al secondo giro dei Bulls al Draft 2020, lasciato maturare in Europa. Se quest’estate vorranno portarlo in squadra, dovranno pagarlo o con l’eccezione di cui sopra, o con lo spazio rimanente. Ad ogni modo, se succederà, il contratto avrà probabilmente una lunghezza minima di tre anni, in modo da poter disporre dei Bird in futuro (cosa che verrebbe negata alla franchigia in caso di firma tramite room o minimum exception).


- La scelta al Draft del 2021: se i Bulls otterranno una delle prime 4 scelte assolute, dovranno spendere almeno $7.2 milioni per ingaggiarla - un fattore da non sottovalutare.


- Zach LaVine: anche in questo caso, per portare a termine l’estensione descritta prima, si dovrà utilizzare una fetta considerevole dello spazio a disposizione.

Chicago, are you ready?