• Claudio Biolchini

Giannis e l'All-In dei Bucks: e ora?

Il front office ha rischiato il tutto per tutto, con due trade importanti e tante scelte cedute. Ma non è ancora finita: il difficile viene adesso.


FOTO: NBA.com

Quando si prende una decisione, ci vuole anche il coraggio di metterla in atto.


I Milwaukee Bucks hanno decisamente cambiato approccio rispetto alla stagione scorsa, quando avevano lasciato partire Malcolm Brogdon (destinazione Indiana Pacers) per non sfondare la soglia della Luxury Tax. Ora, con un paio trade, si sono assicurati due tra i migliori giocatori disponibili sul mercato.


La squadra di Coach Bud, con gli arrivi di Jrue Holiday e Bogdan Bogdanovic, ora diventa più "camaleontica" in attacco, pur mantenendo il DNA difensivo. Il principale difetto dello scorso anno, la monotonia offensiva, potrebbe quindi essere annullato dai nuovi arrivi.


I Pelicans si confermano bottega carissima, cedendo a peso d'oro (Bledsoe, Hill, tre future prime scelte al Draft e due pick swaps) il loro secondo pezzo da novanta, dopo Anthony Davis lo scorso anno. Holiday è però un giocatore eccezionale, un ottimo difensore e un creatore di gioco; avrà tutti gli stimoli necessari, in quanto finalmente arriverà, a 30 anni, in una squadra con ambizioni di titolo.



Bogdanovic, dal canto suo, è molto di più di un semplice tiratore. Le sue potenzialità come playmaker sono tutt'ora parzialmente inesplorate dall'altra parte dell'Oceano. Inoltre, ci ha abituato ad elevare il suo livello di gioco quanto più la posta è alta. Per lui, i Bucks hanno invece speso pochissimo (e i Kings si confermano poco affaristi), dando tre giocatori sacrificabili come DiVincenzo, Ilyasova e DJ Wilson.


Insomma, la base di partenza per la riscossa è eccezionale, e quello che i Bucks hanno ceduto per Holiday mette in evidenza un chiaro obiettivo: far vedere a Giannis Antetokounmpo che è stato fatto l'impossibile pur di trattenerlo oltre la sua scadenza, prevista per il 2021. Il greco troverà sul suo tavolo l'estensione più onerosa della storia della NBA: a partire dal 2021/22 potrebbe guadagnare 247.3 milioni di dollari per cinque anni.


Se la dirigenza dovesse portare a casa il prolungamento del suo uomo-franchigia (e quindi la certezza di essere una contender ancora per tanto tempo), tutti i sacrifici fatti improvvisamente sarebbero dimenticati. Di sicuro, comunque, nessun tifoso potrà avere rimpianti sull'operato di John Horst, nel caso la superstar cambiasse aria.




Prima di tutto, però, il presente dei Bucks. Che, sistemato lo starting five (Bogdanovic, Holiday, Middleton, Antetokounmpo, Lopez), devono ora dare un corpo alle proprie rotazioni.


Il roster è attualmente ridotto ai minimi termini, con 7 spot da riempire e pochissimo spazio salariale rimasto. Gli oltre $27M di Holiday, più i $18M (circa) da versare per Bogdanovic, portano il payroll già vicino ai 120 milioni di dollari. La vera sfida sarà trovare, al minimo, dei giocatori (almeno) affidabili.


Certo, ora la squadra è parecchio accattivante per tutti i free agent, ma la vera bravura di John Horst si vedrà nell'allestire il supporting cast. Dopo il coraggio, servirà tanta freddezza e le giuste idee. Ma quali nomi possiamo immaginare per i Cervi per puntare definitivamente al titolo? Considerando che ci sono già i creatori di gioco, mancano principalmente i lunghi e dei 3&D per completare la squadra.


Ipotizziamo qualche nome tra i big man.


JaVale McGee: il centro, fresco campione con i Lakers, potrebbe spostarsi ad Est per cercare il suo quarto anello. Troverebbe un'organizzazione difensiva che gli spinge i penetratori sotto le braccia, per fargli proteggere il pitturato e accoppiarsi con i lunghi più atletici. Lo scorso anno si è accontentato di poco meno di 2.4M, ma anche con i Warriors ha sempre sacrificato le proprie tasche. Unica controindicazione: non può fornire tanti minuti in campo, appena 10' di media negli ultimi Playoffs.


FOTO: NBA.com

Dwight Howard. Rimaniamo in terra californiana: scippare dei giocatori ai campioni resta una buona idea. Anche lui si è accontentato di circa 2.5 M, ma ora cosa farà? Difficile dirlo. Di sicuro, è stata una delle sorprese dei Lakers.


Serge Ibaka: ricercato da tantissime squadre, potrebbe accasarsi a Brooklyn, dall'amico Kevin Durant. La sua esperienza e la sua poliedricità restano impareggiabili. Probabilmente potrebbe permettersi di pretendere qualcosa in più dal punto di vista economico, ma è tra gli obiettivi di ogni contender, o quasi.


Mason Plumlee aggiungerebbe fisicità e playmaking a una squadra che è tradizionalmente abituata ad avere l'area sempre libera. Il suo contratto da $41M in tre anni è arrivato alla sua scadenza. Che tipo di accordo cercherà in questa Free Agency? Le scelte di Denver sono ancora nebulose, tra le possibili partenze (anche Jerami Grant e Paul Millsap) e la ricerca dell'occasione giusta per migliorare la squadra. Plumlee potrebbe essere un'opzione.


Frank Kaminsky ha deluso, ma può essere una minaccia dal perimetro e mantenere il campo aperto. Su di lui potrebbe esserci meno concorrenza.


Oltre ai lunghi, per Budenholzer i tiratori restano fondamentali. E, al momento, i Bucks hanno perso Pat Connaughton, Wes Matthews (in orbita Lakers) e Kyle Korver. Potrebbero essere ri-firmati, ma vediamo qualche nome alternativo.


A che cifre si accaseranno i due gemelli Morris? Marcus sicuramente è più talentuoso e versatile di Markieff, quest'ultimo forse potrebbe essere un obiettivo alla portata.


Avery Bradley: si guarda sempre in California. Il veterano ha perso i Playoffs, ma in qualche modo ha un anello al dito. Ne cercherà un altro da (vero) protagonista?


Kent Bazemore ha giocato solo 25 partite nell'ultima stagione ed è finito nel dimenticatoio. E' comunque un realizzatore affidabile, capace di costruirsi un tiro da solo e con un buon 38% da tre (anche se con pochi tentativi). Ha guadagnato tanto negli ultimi anni, ben oltre quello che ha dimostrato. E a 31 anni potrebbe essere arrivato quel momento della sua carriera.


Moe Harkless, Garrett Temple: giocatori di esperienza con prestazioni altalenanti. Harkless ha ancora solo 27 anni, Temple è un super veterano, ancora piuttosto integro fisicamente, a cui i Nets non stanno più pensando.


Rodney Hood ha appena rifiutato la player option da 6M che poteva esercitare a Portland. Prima dell'infortunio si erano apprezzati sprazzi del bel giocatore visto nello Utah; col tendine d'Achille, però, non si scherza.


Nei prossimi giorni scopriremo quali free agent riusciranno a convincere John Horst e soci in questa offseason. Con la consapevolezza, intanto, che la priorità è l'estensione di Antetokounmpo.


Tutta la franchigia era già molto fiduciosa, ancor prima di terremotare il roster. E Giannis ha avallato ogni operazione di mercato, lanciando messaggi distensivi sulla sua permanenza. In ogni caso, non è scontato che voglia rimanere, anche all'indomani di questi movimenti di Milwaukee.


Il prossimo, dopo due titoli di MVP, sarà il contratto più importante della sua carriera. Malgrado le ragioni economiche, potrebbe avere un senso per Giannis non firmare l'estensione, provare a vincere il titolo con un roster rinnovato a Milwaukee e rimandare ogni discorso alla caldissima estate del 2021.





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